Music&Poetry – “Last Christmas”, il Natale struggente di George Michael

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Music&Poetry – Last Christmas, il Natale struggente di George Michael

Vorrei essere a sciare ora

Perché, le piace sciare?

No, ma è pur sempre meglio che morire.

Primo piano di George Michael

Stan Laurel, meglio conosciuto come Stanlio, rispose così (sul letto di morte) al suo maggiordomo.

La morte è un gioco, un gioco a cui perdi ancora prima di averne imparato le regole. A dire il vero, parlare di regole è sbagliato. La regola è una e una soltanto: arrivare disarmato. Le tue parole, i sentimenti, il coraggio, i sorrisi, tutte le tue armi, devi usarle in vita. Non trattenere nulla, perché tutto quello che risparmi non verrà con te. Morire disarmati. Questo è il migliore augurio che si possa fare.

Certo, a volte la beffa arriva comunque.

Per George Michael, la beffa è arrivata il giorno di Natale del 2016, quando un infarto l’ha sorpreso all’età di cinquantatré anni. Queste cose sorprendono quasi sempre, è raro che ci avvisino. Per il nativo di Londra il Natale è stato, se così si può dire, al centro della sua vita. E fa piegare le labbra in un sorriso amaro constatare che è stato anche il centro della sua morte. In fondo, però, sono pure coincidenze, sciocchezze che riguardano i complottisti della domenica. E a vederla come Epicuro, la cosa non dovrebbe turbarci minimamente. È un pretesto, un modo (forse macabro) per apprezzare quello che l’Artista, ma soprattutto l’Uomo, ci ha lasciato in eredità. Condizionati dalle radio, dalle luci, dal periodo o forse semplicemente perché è la canzone per cui la maggior parte di noi lo ricorda (anche se, a onor del vero, ce ne sarebbero di ben più corpose da un punto di vista testuale), oggi parliamo di Last Christmas, nel 1986 successo planetario degli Wham! .

Inquadratura del videoclip della canzone

Le radio ne stanno già facendo un uso/abuso classico, tipico dell’ambientazione natalizia degli ultimi trent’anni. La questione fondamentale è ascoltare bene le parole, di Last Christmas come di tante altre canzoni di musica “leggera”, cosa che sempre più si tende a sottovalutare. La melodia è rilassata, la voce di Michael sembra quasi voler abbracciare il mondo. A lasciarsi andare soltanto alla musica, chiudendo gli occhi è facile immaginare tavole imbandite, piste di pattinaggio sul ghiaccio e dolci ragazze avvolte in sciarpe multicolore condite da un cappello col pompon.

Ma (doveva arrivare questo “ma”), Last Christmas è tutto fuorché un inno alla spensieratezza. Non parla di panettoni o di baci sotto al vischio, parla di una storia che è finita, di un Natale che ha portato l’amore per un giorno e di un cuore che è stato gettato via senza fargli la cortesia nemmeno di una carezza.

In un crescendo di speranza poi veniamo a sapere che il protagonista della canzone, ora, ad un Natale di distanza, è impegnato in un nuovo amore e che non ricadrà più nell’inganno passato. Il cuore, insomma, è tornato al suo posto.

Il punto è che finché ti ritrovi a parlarne, finché i ricordi continuano a tormentarti, vuol dire che la storia (almeno per te), sta continuando. Certo, possiamo far finta di nulla, provare a perderci in altre strade, in altri occhi, possiamo persino provare ad inventarlo l’amore, ma la realtà è che siamo ancorati al passato, ad un paio di labbra che lo scorso Natale erano nostre e che ora non lo sono più.

John e Yoko in versione Santa Claus

Possiamo bagnarci l’anima con tutte le canzoni di Natale del mondo: Do they know it’s Christmas (in cui ritroviamo George Michael con la Band AID), We Are The World di USA for Africa, la recente e poco nota This Christmas Day di Amy Macdonald, All I want for Christmas is you, Happy Christmas di John Lennon e chi più ne ha più ne metta. La realtà però è che dovremmo spegnere l’ipocrisia, più che accendere le luci. Possiamo istituire tutte le feste di questo mondo, ma per cambiare dentro non basterà una melodia accattivante e qualche bacetto dato di contrabbando. Scrivetela voi una canzone. Ballate su una vostra musica questo Natale. Ballate su una vostra musica sempre. Non abbiamo bisogno che sia il 25 dicembre, il 6 gennaio o il giorno del nostro compleanno.

Pensa a cosa fare del tuo cuore più spesso che puoi. Dobbiamo arrivare disarmati alla fine, ragazzi.

È l’unico augurio che mi sento di fare.

 «Fletto i muscoli, e sono nel vuoto»


Last Christmas I gave you my heart
But the very next day, you gave it away
This year, to save me from tears
I’ll give it to someone special

Once bitten and twice shied
I keep my distance but you still catch my eye
Tell me baby
Do you recognize me
Well, it’s been a year, it doesn’t surprise me
Merry Christmas, I wrapped it up and sent it
With a note saying ‘I love you’, I meant it
Now I know what a fool I’ve been
But if you kiss me now, I know you’d fool me again

Last Christmas I gave you my heart
But the very next day, you gave it away
This year, to save me from tears
I’ll give it to someone special

Last Christmas I gave you my heart
But the very next day, you gave it away
This year, to save me from tears
I’ll give it to someone special

A crowded room and friends with tired eyes
I’m hiding from you and your soul of ice
My God, I thought you were someone to rely on
Me, I guess I was a shoulder to cry on
A face on a lover with a fire in his heart
A girl on a cover but you tore her apart
Maybe this year
Maybe this year I’ll give it to someone special

Cause last Christmas I gave you my heart
But the very next day, you gave it away
This year, to save me from tears
I’ll give it to someone special

Last Christmas I gave you my heart
But the very next day, you gave it away
This year, to save me from tears
I’ll give it to someone special

And last Christmas
And this year
It won’t be anything like, anything like

Last Christmas I gave you my heart
But the very next day, you gave it away
This year, to save me from tears
I’ll give it to someone special

Nicolò Peroncini per MIfacciodiCultura

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