Dino Risi: la Commedia come analisi della società e dell’uomo

0 1.310

Dino Risi: la Commedia come analisi della società e dell’uomo

poveri-ma-belli-1Uno dei maestri della cosiddetta Commedia all’italiana, nacque a Milano il 23 dicembre del 1916 e il suo nome era Dino Risi. Regista, sceneggiatore, ma anche critico cinematografico, lo ricordiamo per i suoi numerosi film che hanno fatto ridere gli spettatori del nostro Paese e non solo, tra i quali Il Sorpasso (1962) e I Mostri (1963). Le sue opere, oltre a essere divertenti, riescono anche a descrivere in maniera sarcastica quello che stava diventando la nuova società italiana, legata ai valori materiali e in contrasto con il progresso. Inoltre, è importante anche il rapporto lavorativo che Risi instaurò con uno dei più grandi attori italiani di tutti i tempi, Vittorio Gassman, il quale contribuì a dare un tocco in più ai lavori, spesso criticati, del regista milanese.

Come spesso accade, i grandi uomini di cinema partono da tutt’altra strada e fu anche il caso di Dino Risi, che si laureò in Medicina spinto dalla sua famiglia per poi iniziare a lavorare come assistente per Mario Soldati e Alberto Lattuada. Non fu proprio tutto così semplice, perché comunque Risi studiò anche per il cinema, seguendo un corso di regia in Svizzera tenuto da Jacques Feyder, ma le sue basi cinematografiche non sono esclusivamente europee, anzi ricalcano molto il cinema Hollywoodiano. I miti americani, infatti, furono presi e ribaltati dal regista per inserirli all’interno del nostro contesto, con grande attenzione alla caratterizzazione dei personaggi, che si presentano come dei mostri, proprio come i protagonisti del film interpretato da Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi. Qui l’ultimo episodio è fortemente emblematico: si tratta della storia di un uomo (Ugo Tognazzi) che si spaccia per organizzatore di incontri di boxe, che per guadagnarsi i soldi per vivere chiama un ex pugile (Vittorio Gassman), completamente suonato che ormai si è sistemato in tranquillità in un baretto sulla spiaggia: giocando con il suo orgoglio per farlo tornare sul ring, lo getterà in pasto a un vero e proprio massacro che lo porta su una sedia a rotelle.

i-mostri-1
I mostri

Tornando al cinema americano, i suoi esordi sono segnati da questo, come dimostrano Vacanze col gangster (1952) e Il viale della speranza (1953) che ricalca Sunset Boulevard (1950) di Billy Wilder. In quest’ultimo, Risi inserì il tema che sarà predominante nella sua filmografia, cioè quello delle aspiranti attrici, dei loro sogni, delle loro delusioni e dei compromessi. La donna, quindi, diventa protagonista in questa sorta di nuovo Neorealismo dai tratti comici, in quanto questa comincia a confrontarsi con i problemi del lavoro e prende consapevolezza del proprio corpo. Il corpo che viene esposto, messo in vetrina come fosse una merce: è per questo che il critico Guido Aristarco arrivò a definire, basandosi sul film Poveri ma belli (1957), Neoerotismo il modo di parlare per immagini di Dino Risi, il quale finirà anche altre volte sotto accusa.

il-sorpasso-1
Il sorpasso

Dino Risi, quindi, nelle sue commedie operò sempre delle sintesi della società attraverso le maschere della commedia dell’arte e del teatro dialettale, ed arrivò addirittura a un’evoluzione negli anni ’70 che lo portò verso il dramma psicologico, grazie a cui ricevette due nomination al premio Oscar per Profumo di Donna. Altri premi però finiranno tra le mani del regista, tra cui il Leone d’Oro alla Carriera nel 2002, che segnò praticamente il suo ritiro dalla scena, e addirittura la nomina a Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, voluta dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi nel 2004.

La commedia non è comicità, ma rappresentazione della vita reale, spesso accompagnata da ironia, e non è un genere semplicistico come molti pensano. La commedia è il vero risveglio del teatro che mette in scena i personaggi per indagare i loro pregi e difetti e per parlare a tutti noi di ciò che veramente siamo. Molti autori fanno commedie, pochi sono ricordati in maniera significativa, e uno di questi è Dino Risi.

Milano, 23 dicembre 1916 – Roma, 7 giugno 2008

Mattia Lobosco per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.