Filippo Tommaso Marinetti, il poeta ribelle e la libertà delle parole

Marinetti fondatore di un nuovo movimento artistico, letterario, ma anche politico: il Futurismo

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Filippo Tommaso Marinetti, il poeta ribelle e la libertà delle parole

Filippo Tommaso Marinetti
Filippo Tommaso Marinetti, Parole in Libertà

Il 22 dicembre 1876 nasceva ad Alessandria d’Egitto una delle figure più rivoluzionarie ed eclettiche della prima metà del Novecento: Filippo Tommaso Marinetti.

Da sempre spassionatamente innamorato delle lettere, il suo animo esuberante e trasgressivo emerge già in giovane età, quando rischia l’espulsione dal collegio gesuita dove studia per aver introdotto a scuola i romanzi dello scrittore francese Émile Zola, considerati scandalosi. È in questo periodo che Marinetti decide di trasferirsi a Parigi per conseguire il baccalaureato, per poi iscriversi alla facoltà di Legge a Pavia insieme al fratello Leone che morirà poco tempo dopo a soli ventidue anni. Per il giovane scrittore questo avvenimento viene vissuto con un grande dolore, che lo segnerà per la vita. E così, dopo aver completato gli studi universitari a Genova, decide di abbandonare il diritto per dedicarsi completamente alle lettere e alla poesia, iniziando a collaborare con diverse riviste italiane e francesi.

Da questo momento Filippo Tommaso Marinetti viene iniziato ai salotti letterari parigini. Con la rivista Poesia, fondata nel 1905 insieme ai poeti Sem Benelli e Vitaliano Ponti, lo scrittore inizia ad avvicinarsi alla struttura del verso libero, divulgando gli scritti di Gian Pietro Lucini, innovatore avanguardista inventore di tale formula letteraria in territorio italiano. La rivista verrà in seguito soppressa nel 1909 dallo stesso Marinetti in quanto considerata superata, conclusa con l’emblematico poema Uccidiamo il Chiaro di Luna!. Siamo ormai in piena avanguardia futurista, movimento ufficialmente fondato il 20 febbraio dello stesso anno con la pubblicazione sulla rivista francese Le Figaro del Manifesto del Futurismo seguito, esattamente un anno dopo, dal Manifesto dei Pittori Futuristi firmato da Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Giacomo Balla, Gino Severini e Luigi Russolo.

Filippo Tommaso Marinetti, Zang Tumb Tumb

Marinetti si fa così fondatore di un nuovo movimento artistico, letterario, ma anche politico che attua una drastica e definitiva cesura nei confronti delle norme e delle tradizioni del passato, degli accademismi e del buoncostume borghese. Il futurismo viene pensato e inteso dal suo promotore come uno slancio vitale e dinamico che si propagasse all’interno di ogni ambito della vita e dello spirito umano distruggendo ed eliminando ogni sorta di torpore e sentimentalismo tipici del romanticismo ottocentesco. La forza e la violenza d’azione diventano in questo modo i nuovi valori fondanti di una nuova società basata sul progresso tecnologico, sulla potenza delle macchine e su quell’energia “eroica” capace di dare avvio a radicali e rivoluzionari mutamenti storici.

Ed è proprio questo tumulto culturale alla base del marinettiano “paroliberismo” che, attraverso la distruzione della sintassi, con la distribuzione di sostantivi in modo casuale e l’abolizione dell’aggettivo e della punteggiatura, si verifica una rivoluzione all’interno dell’impaginazione. Le parole, perdendo la loro collocazione e il loro significato originale, acquisiscono così una nuova carica emotiva ed espressiva. Nel 1912 Filippo Tommaso Marinetti pubblica Manifesto tecnico della letteratura futurista, al cui interno si trova il paradigmatico Zang Tumb Tumb.

Filippo Tommaso Marinetti

Dapprima vicino all’ambiente anarchico e socialista, Marinetti si accosta al movimento fascista nel 1919, partecipando con il Partito Politico Futurista a diverse adunate e azioni politiche, per poi distaccarsene circa un anno dopo accusandolo di passatismo. Gli anni Trenta e Quaranta del Novecento sono un periodo di grandi avventure e sperimentazioni, in cui il poeta si arruola volontario prima in Africa orientale e poi nella Campagna di Russia. Parallelamente Marinetti continua i suoi studi sulle parole in libertà e sugli aeropoemi.

Filippo Tommaso Marinetti muore il 2 dicembre 1944 a Bellagio, mentre componeva i suoi ultimi versi.

Beatrice Obertini per MIfacciodiCultura

1 Commento
  1. susy gillo dice

    LA POESIA NELLA SUA LIBERA ESPRESSIONE SPOSA LA LIBERTA’ DI PENSIERO

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