“Opinioni di un clown” di Heinrich Böll: il dopoguerra e l’ipocrisia della borghesia tedesca

0 1.086

Premio Nobel per la letteratura nel 1972, nonché uno dei maggiori esponenti della letteratura tedesca, lo scrittore Heinrich Böll (Colonia, 21 dicembre 1917 – Langenbroich, 16 luglio 1985) con le sue opere, la maggior parte ambientate nella Germania del secondo dopoguerra, ha affrontato i temi della guerra, del nazismo e dell’emarginazione sociale. Non a caso, l’autore tedesco fu una personalità di spicco della Trümmerliteratur (letteratura delle macerie), movimento letterario sviluppatosi in Germania dopo la fine della guerra. Uno dei principali romanzi di Heinrich Böll è Opinioni di un clown, scritto nel 1963 e ambientato proprio nel periodo successivo al secondo conflitto mondiale.

Non capivano che il segreto dell’orrore sta nel particolare. È molto facile, un gioco da bambini, pentirsi di gravi colpe: errori politici, adulterio, assassinio, antisemitismo. Ma chi perdona il particolare? Chi comprende i dettagli?

Opinioni di un clown: il dopoguerra e l'ipocrisia della borghesia tedesca
Opinioni di un clown

Siamo a Bonn, Germania. Corre l’anno 1962. Il protagonista della storia è Hans Schnier, un giovane clown sempre in viaggio per il paese impegnato ad esibirsi. Da quando è stato abbandonato da Maria, la donna con cui viveva e che ha deciso di intraprendere una relazione più stabile con il cattolico Züpfner, cade in una profonda depressione. Questo stato d’animo inciderà negativamente anche sulla sua carriera professionale. Non a caso, Hans, durante un’esibizione subisce un brutto infortunio al ginocchio; tale episodio lo porterà a rimanere senza più un ingaggio. La vicenda si svolge nell’alloggio del giovane clown che, tra telefonate e bottiglie di cognac, rifletterà sulla sua triste vita e sui pregiudizi della borghesia cattolica tedesca. «Avevo voglia di piangere: la biacca sul viso me lo impediva, era così perfetta con quelle crepe, con quei punti in cui il gesso cominciava a sfogliarsi; le lacrime avrebbero rovinato tutto». Narrazione lenta, dialoghi profondi e liberatori, linguaggio semplice e naturale; Opinioni di un clown è un romanzo malinconico e profondo, in cui un’anima libera e bohèmien sbatte sul muro dell’indifferenza e della coscienza religiosa, spesso ovattata in un mondo isolato fatto di maschere e pregiudizi.

Quando sono ubriaco, sulla scena eseguo senza precisione dei movimenti che solo la precisione giustifica e cado nell’errore più penoso che un clown possa fare: rido delle mie stesse trovate

Opinioni di un clown: il dopoguerra e l'ipocrisia della borghesia tedescaHeinrich Böll elabora una riflessione complessa sulla moralità e sul cambiamento. La Germania raccontata dal Premio Nobel tedesco è una nazione apparentemente nuova, un paese che sembra aver superato gli spettri del passato e l’orrore del Reich. Non a caso, il protagonista della storia, Hans, viene catapultato in una realtà rinnovata e liberata. Peccato che la Germania post-nazista, viene smascherata da un giovane clown che era alla ricerca di semplici rapporti umani. Una ricerca che risulterà del tutto facile, in una società troppo impegnata a curare le norme della buona apparenza per affrontare quel nuovo inizio. Un inizio che puzzava ancora di indifferenza. Un inizio che puzzava ancora di passato.

Luigi Affabile per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.