Dalla Loira a Parigi, la Francia celebra i 500 anni di Leonardo da Vinci

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Interno del castello di Clos Lucè

Pittore, scultore, ingegnere, scienziato, pensatore: Leonardo da Vinci è l’archetipo dell’uomo rinascimentale, il genio indiscusso e il visionario invidiatoci da tutto il mondo.
Un uomo che all’allora veneranda età di 64 anni decise nell’autunno del 1516 di accettare l’invito di Francesco I, re di Francia, a risiedere presso di lui., portando nei suoi bauli manoscritti, appunti e tre tele: la Monna Lisa ( con buona pace di chi accusa ancora la Francia di avercela rubata ), il San Giovanni Battista e la sant’Anna.
Ad attendere Leonardo a braccia aperte ad Amboise è addirittura il sovrano in persona che nomina il grande italianoprimo pittore, ingegnere e architetto del re”, lo dota di una ricca pensione e gli mette a disposizione il castello di Cloux. Ed è proprio in questo castello, che nel frattempo ha cambiato nome in Clos Lucè, che Leonardo morirà nel 1519 e che i francesi si appresteranno a celebrare non solo i 500 anni dalla morte del genio italiano, ma anche la nascita di Caterina de’ Medici, data che costituirebbe l’inizio del Rinascimento.

Castello di Amboise

I tre fecondi anni francesi di Leonardo da Vinci sono al centro di una nutrita serie di iniziative lungo la valle della Loira che diventerà lo scenario per approfondire molti aspetti della vita di uno dei più grandi italiani di sempre. Infatti se in Italia sarà Milano a recitare la parte più importante, in Europa sarà la Francia, per il numero e il prestigio delle iniziative in programma ad avere un ruolo focale.
“Viva Leonardo Da Vinci! 500 anni di Rinascimento nel Centre –Val de Loire” punta a un dialogo tra la tecnologia contemporanea e i capolavori di un tempo per mostrare anche alle nuove generazioni la rinnovata arte del vivere rinascimentale e i talenti immortali che ha portato con sé.
Per la sua storia politica, culturale e del patrimonio così ricca, sarà la regione Centro – Valle della Loira a celebrare al meglio il genio toscano. Culla del Rinascimento francese, fu per volontà di Carlo VIII e Francesco I che artigiani, paesaggisti, artisti, tutti italiani, trasformarono le città e le campagne della Valle della Loira attraverso la costruzione di castelli, chiese, manieri, grandiosi palazzi privati.

Castello di Chambord

Il tour può iniziare proprio dal Castello di Clos Lucè dove si possono ammirare le stanze di Leonardo e i locali più privati della sua abitazione: al piano interrato, infatti. sono esposti modelli delle sue più celebri invenzioni in un percorso che si prolunga anche nel parco con allestimenti multimediali. Qui per la prima volta sarà esposto fuori dall’Italia, l’arazzo dell’Ultima Cena, che ricalca il celeberrimo affresco leonardesco .
Nel suo soggiorno francese Leonardo ebbe un rapporto privilegiato con re Francesco I: insieme progettarono una sorta di città ideale che poi divenne il castello di Chambord. Il da Vinci non vide la fine dei lavori, ma diede il suo impulso per la realizzazione della scala a doppia elica. Quindi Chambord è il luogo ideale per comprendere appieno il genio leonardesco ed è qui che da maggio a settembre 2019 si svolgerà una competizione internazionale di architettura che prenderà spunto dal passato rinascimentale per creare un’utopica città del XXI secolo. Spostandoci a Parigi e più precisamente al museo del Louvre, le celebrazioni saranno in grande stile: infatti dal 24 ottobre 2019 al 24 febbraio 2020 sarà allestita una mostra eccezionale, con l’obiettivo di raccogliere il maggior numero di opere di Leonardo.

E in tutto questo splendore francese, il Bel Paese cosa fa? Semplice. Litiga. Con la Francia. Accusandola di star scippando Leonardo e il Rinascimento per promuovere il turismo a casa sua.
La realtà è che se davvero vogliamo riappropriarci di alcuni nostri punti di forza, è necessario smetterla di frignare sul passato e concentrarci su ciò che abbiamo e valorizzarlo, mettendo in atto una vera strategia promozionale.
Purtroppo però siamo alle solite. La Francia è una della nazioni più antiche d’Europa, l’Italia, come 500 anni fa, è ancora un insieme di comuni che hanno difficoltà a fare gioco di squadra.

Dopotutto Leonardo da Vinci andò in Francia allettato dallo stipendio offertogli da Francesco I, anche perchè era stanco di correre tra i Medici, gli Sforza e il Papa per ricevere i suoi compensi, o nella speranza di veder realizzate molte delle sue opere, che molto probabilmente in Francia non sarebbero rimaste incompiute.

Rosa Araneo per MIfacciodiCultura

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