Music & Poetry – “Non, je ne regrette rien”, di Édith Piaf

Nasceva il 19 dicembre del 1915 l'usignolo della canzone francese

0 1.046

Music & Poetry – Non, je ne regrette rien, di Édith Piaf

Music & Poetry - "Non, je ne regrette rien", di Édith Piaf
Édith Piaf

I rimpianti? Non ha senso dire “Ah, se le cose fossero andate diversamente…”, magari accompagnando la frase con un forte sospiro che venga dal profondo dei polmoni e dell’anima. Quando lo facciamo, siamo sinceri, siamo totalmente presi dal novero di possibilità che avevamo davanti, e che come ci insegna il buon Dave Spritz si sono ridotte progressivamente fino a renderci quello che siamo, qualsiasi cosa sia: ma sbagliamo, le cose sono andate come sono andate perché non poteva essere diversamente, altrimenti lo avrebbero fatto. E noi saremmo comunque qui a dire esattamente la stessa cosa. Quindi, tutti noi dovremmo dire “Non, je ne regrette rien”, magari senza la velleità di farlo con la classe con cui lo cantava la mitica Édith Piaf.

Certo, non è facile, vivere senza rimpiangere nulla. Quanto bisogna essere tronfi e ottusi, per dire “è andato tutto alla perfezione”, quanto bisogna pensare di vivere illuminati dalla verità, se non capiamo a fondo quello che vuol dire questo verso, “Non, je ne regrette rien”? E quanto male viviamo, se invece non ci riusciamo, non del tutto magari, ma almeno un pochetto, quel tanto da perdonarsi per tutti gli errori commessi e vivere con un tantino meno di angoscia?

Non rien de rien

non, je ne regrette rien

ni le bien qu’on m’a fait

ni le mal tout ça m’est bien égal

Non rien de rien

non, je ne regrette rien

c’est payé, balayé, oublié

je me fous du passé.

Music & Poetry - "Non, je ne regrette rien", di Edith Piaf
Uno dei tanti dischi con la canzone (1)

Niente di niente, né il bene né il male che ci è stato fatto: in una prospettiva a lungo termine, è lo stesso: il tempo cura tutte le ferite? Sarà anche molto zen, ma anche se si è pagato per tutto quello che si è sbagliato (commesso? I’ve paid my dues), servirebbero le istruzioni per l’uso, per cancellare e dimenticare. Anche perché nel frattempo sono intervenuti nel nostro immaginario gli universi paralleli e ad imbuto, le infinite possibilità delle sliding doors, e davvero ci è difficile non fermarci a pensare, perché non possiamo impedirci di pensare: la frase non detta, il lavoro non accettato, il lavoro non lasciato andare, la frase detta che non si può ritirare – perdoniamoci, per atti ed omissioni.

Fregarsene del passato. Il passato che non è più, il futuro che non è ancora. Siamo proprio certi che le cose siano così semplici? Che esista solo il presente? Tra Memento e Interstellar, Christopher Nolan, uno dei più grandi poeti viventi, usa proprio “Non, je ne regrette rien” come chiave di volta di una narrazione che parla del cercare se stessi in un andirivieni temporale di scatole cinesi, alla caccia dell’oblio o del modo di riparare agli errori del passato (una discesa agli inferi che anche Orfeo aveva compiuto). Lo fa, ovviamente, nel magnifico Inception, il quale, al di là di qualsiasi cosa possano avervi detto (l’invidia è una brutta bestia, e quando è abbinata all’incomprensione diventa un mostro di Cthulhu) è incentrato sulla premiata ditta Rimorso&Rimpianto, e ovviamente (ça va sans dire) “Non, je ne regrette rien” è addirittura più di un macguffin, è un vero e proprio protagonista, sempre presente nelle scene clou.

ÉCosì, Rimorso&Rimpianto sono presenti nelle scene di riflessione della nostra vita. Poi, magari, preferiamo ascoltare Sally (versione Mannoia, preferibilmente), con quel pensiero che le passa per la testa, che piano piano si ingrandisce, dilaga, come il sangue in un impossibile ictus “buono”, che aiuti a vivere invece che ucciderti (ma come quello cattivo, anestetizza e cancella): forse la vita non è stata tutta persa, forse qualcosa si salva, forse non era poi tutto sbagliato, forse, ma forse, ma molto forse…

Ma “Non, je ne regrette rien”: nondimeno, cancelliamo tutto. E tutti: Avec mes souvenirs / j’ai allumé le feu / mes chagrins, mes plaisirs / je n’ai plus besoin d’eux. / Balayés les amours / avec leurs trémolos / balayés pour toujours / je repars à zéro. Non ricominciamo nemmeno da tre, andiamo a zero. Tabula rasa. La realtà è indicibilmente sordida e ci fa ribrezzo, tanto che non salviamo nulla. Contraddittorio? Certo, da fare la felicità di Ralph Waldo. E quindi? Che ne facciamo di tutta la forza morale del nostro “Non, je ne regrette rien”?

Non rien de rien

non je ne regrette rien

car ma vie, car mes joies aujourd’hui,

ça commence avec toi.

Ecco la soluzione, sempre quella in fondo: c’est l’amour qui fait tourner le monde, messieurs. Altro che “Non, je ne regrette rien”: cherchez la femme, cherchez l’homme, o siamo condannati a vivere di pianti&rimpianti.

Non, rien de rien, non, je ne regrette rien
Ni le bien qu`on m`a fait, ni le mal
Tout ça m`est bien égal
Non, rien de rien, non, je ne regrette rien
C`est paye, balaye, oublie, je me fous do passe
Avec mes souvenirs j`ai allume le feu
Mes chagrins, mes plaisirs,
Je n`ai plus besoin d`eux
Balaye les amours avec leurs trémolos
Balaye pour toujours
Je réparas a zéro
Non, rien de rien, non, je ne regrette rien
Ni le bien qu`on m`a fait, ni le mal
Tout ça m`est bien égal
Non, rien de rien, non, je ne regrette rien
Car ma vie, car me joies
Aujourd’hui`hui ça commence avec toi


Nicolò Peroncini per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.