“Il mare non serve a niente”: una fiaba sotto l’albero

Nuove favole per il Natale 2018

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Lontano dal mondo, c’era una bambina di nome Anna. Anna aveva un letto, una bambola, un pennarello, un ciuccio di quando era piccola e un vecchio libro con una balena in copertina. […] Dalla sua finestra si vedeva il cielo, ma a lei non interessava. Da quella stanza voleva uscire, ma non sapeva come. Quando era triste dormiva, e quando dormiva sognava: IL MARE

La Bigotta – Michele Rossi, “Il mare non serve a niente”, Harper Collins Italia 2018

Da poco in libreria, edito da Harper Collins ItaliaIl mare non serve a niente è più di una semplice fiaba da lasciare sotto l’albero in attesa del Natale. Il racconto firmato da Michele Rossi, responsabile di narrativa italiana per Rizzoli, e illustrato dalla tattoo-artist milanese di origini tedesche Anna Neudecker, in arte “La bigotta”, è «una storia di grande coraggio, che ci insegna a credere nei sogni, fino in fondo».

Anna è una piccola lettrice di città. È una bambina ed è in sedia a rotelle, ma sa che questo non può renderla diversa e come tutti i bambini sogna, affacciata alla finestra di un palazzo alto cento piani. Il cielo, il fumo, i rumori non le interessano: lei sogna il mare. Ma «il mare non serve a niente» si sente rispondere dalla mamma, dal papà e persino dalla nonna ogni volta che il desiderio di scoprire quell’immensa distesa di onde che «fuori fa rumore, ma dentro è silenzioso e pieno di meraviglie» le salta in mente e le riempie il cuore.

La piccola amante di Moby Dick non si arrende e, testarda, riesce a scavalcare i propri limiti. Con la sua tenacia, infatti, Anna sarà in grado di trasformare la campana di vetro sotto cui i suoi cari la costringono, per apprensione, a vivere, in un universo di nuove possibilità, fatto di coraggio e libertà.

Il debutto di Harper Collins Italia nell’universo narrativo dei più piccoli si compie attraverso 64 pagine di magiche illustrazioni che accompagnano un racconto costruito da testi brevi: una semplicità carica di dolcezza e sensibilità.

La Bigotta, intervistata per Vanity Fair, svela i retroscena del difficile percorso che l’ha condotta ad abbracciare la professione che ora ama e che svolge con grande successo e passione. Un particolare ci riporta al racconto da lei illustrato: uno dei suoi personaggi più significativi, la tuffatrice.

L’unico tra i miei tatuaggi pensato come ripetibile uguale proprio perché simbolo di questo “buttarsi”, “non farsi più bloccare dalle circostanze”, “rimettersi sempre in gioco senza paura”

Un personaggio che lega insieme La Bigotta e la piccola Anna, la sua prima creazione illustrata, che, piena di amore per le cose belle e sconosciute, desidera con un tuffo uscire dalla sua stanzetta, diventata troppo piccola per contenere la sua fantasia.

La storia di Anna è una fiaba e un manifesto, dedicata «a tutte le bambine, piccole e grandi». Non è solo un racconto di fantasia: Anna e il suo sogno sono di ispirazione per chiunque e in qualunque situazione a credere, oltre ogni difficoltà, nei propri desideri.

Il mare non serve a niente insegna a trasformare le barriere in un trampolino di lancio dal quale tuffarsi per poi lasciarsi dolcemente trasportare da quel mare meraviglioso che è la vita.

Deborah Gressani per MIfacciodiCultura

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