Il talento immortale di Jane Austen

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Il talento immortale di Jane Austen

Scrivere di Jane Austen se non sei un Janeites ma un semplice lettore è difficilissimo. È difficile perché la scrittrice britannica vanta un vero e proprio fan club, una schiera di appassionati che la eleva a fenomeno di culto. Non a tutti gli scrittori, anche se grandi, succede. E allora perché proprio lei?

jane-austenJane Austen nacque il 16 dicembre 1775 in un piccolo villaggio dello Hampshire, Steventon, nell’Inghilterra del sud. Penultima di otto figli, fu particolarmente legata a sua sorella più piccola, Cassandra. Jane fu cresciuta da una balia, ma il padre George, pastore anglicano, contribuì personalmente alla sua formazione culturale, insegnandole il francese e l’italiano ed educandola alla lettura attraverso la sua collezione che contava circa 500 volumi. Nel 1783 Jane e Cassandra approfondirono la loro istruzione prima ad Oxford e poi a Southampton e, due anni dopo, alla Abbey School di Reading.

Le prime produzioni della Austen arrivano tra il 1787 e il 1793: si tratta dei Juvenilia, tre raccolte di racconti, poesie e parodie dai toni umoristici o dalle atmosfere gotiche. I brani sono tutti dedicati ad amici e parenti in quanto pensati per divertire esclusivamente la cerchia ristretta dei conoscenti. Il più famoso tra gli Juvenilia, Amore e amicizia, è una parodia dei racconti romantici resa in forma epistolare: le tre donne protagoniste abbandonano il decoro dell’epoca per descrivere le proprie emozioni con toni forti e violenti.

Nel 1795 Jane Austen inizia la stesura di quelli che diventeranno i suoi più celebri romanzi: Prime impressioni – divenuto poi Orgoglio e pregiudizio – e Elinor e Marianne – prima bozza di Ragione e sentimento, che venne ultimato in quello stesso anno. Prime impressioni invece fu terminato nell’agosto del 1797, quando la Austen aveva solo 21 anni. In quello stesso anno George Austen, colpito dalle doti letterarie della figlia, contattò un editore per la pubblicazione di Prime impressioni, ma senza esito. Nel 1798 la Austen riadattò Elinor e Marianne eliminando lo stile epistolare. Al termine della revisione, iniziò L’abbazia di Northanger, satira del romanzo gotico che andava tanto di moda al tempo.

Nel dicembre del 1800 la famiglia Austen – padre, madre e le due figlie più piccole –  si trasferì a Bath, dove il reverendo George morì improvvisamente 5 anni dopo, lasciando le tre donne in difficoltà economica, seppur aiutate dai fratelli di Jane. Nel 1806 si trasferirono a Southampton dal fratello Frank, e nel 1809 a Chawton, dove viveva il fratello Edward.

Il successo arrivò nel 1813 con la pubblicazione di Orgoglio e pregiudizio, accolto con grande calore tanto da venir ristampato nell’ottobre dello stesso anno. Nel 1814 fu pubblicato Mansfield Park e in soli 6 mesi furono vendute tutte le copie, mentre Emma uscì nel dicembre del 1815.

Nel 1816 la Austen si ammalò gravemente e morì l’anno a Winchester il 18 luglio 1817, assistita dalla sorella Cassandra. Il suo ultimo romanzo e il più maturo, Persuasione, fu pubblicato postumo.

Questa è la storia di Jane Austen, niente di così speciale o diverso da tanti altri autori o personaggi dell’epoca. La scintilla che fa ardere la fiamma dei Janeites non è da ricercarsi nella sua vita, quanto nelle pagine dei suoi romanzi.
I temi più cari alla Austen sono la vita di provincia, gli usi e costumi della campagna inglese e le relazioni amorose, ma al centro di tutto, unico cardine della letteratura austeniana, è la donna. Donna che non viene risparmiata da giudizi. Con l’ironia che contraddistingue il suo stile narrativo, la Austen implacabilmente critica le classiche “donnette” tutte vestiti e matrimoni per innalzare a modelli di virtù le donne più razionali e moderate, che hanno il coraggio di sfidare le convenzioni del tempo.

libri austenÈ questa la grandezza della Austen: i suoi romanzi sono l’essenza del femminismo, un moto d’orgoglio e una ricerca di riscatto in un’epoca in cui la donna era più che mai sesso debole e angelo del focolare. Proprio per questo Jane Austen per Virginia Woolf rappresentava “l’artista più perfetta tra le donne“.
Non è un caso che oggi, a più di due secoli dalla sua morte, si parli di Jane Austen con così tanto entusiasmo e vivacità intellettuale.

Sono stati scritti numerosi saggi sulla sua produzione letteraria, senza contare le produzioni per cinema e TV basate sui suoi romanzi, tanto che nel 1996 Vanity Fair scrisse – a ragion veduta: «Lo scrittore più di moda nello show business non è John Grisham o Michael Crichton, ma Jane Austen».

Alla luce di questa analisi in fondo, come si può dare torto ai Janeites? Del resto, come la stessa Austen disse:

Quando un’opinione è generale, è per lo più corretta.

Mansfield Park

Federica Caricilli per MIfacciodiCultura

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