Gustave Eiffel: dalla Tour Eiffel alla Statua della libertà

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eiffel (1)Il 15 dicembre 1832, a Digione, nasceva un uomo il cui nome sarebbe stato poi conosciuto in tutto il mondo, anzi, per l’esattezza il cognome: Alexandre-Gustave Eiffel.

La maggior parte di noi celebra Eiffel come padre di uno dei simboli della modernità, ovvero la torre parigina che da lui prende nome. Ma quale è stata la strada percorsa da costui per giungere fino a quel grandioso traguardo?
I suoi studi e la sua formazione furono fin da subito orientati verso l’ingegneria, in particolar modo quella chimica. In quegli anni, grazie ai progressi fatti nella metallurgia, era in forte crescita la costruzione di opere realizzate in metallo, che si stavano diffondendo un po’ in tutta la Francia. E proprio in questo ambiente Eiffel diede mostra del suo grande talento.

La sua prima vera opera risale al 1858, quando gli venne affidata la direzione di un cantiere all’età di soli ventisei anni: si tratta del ponte Saint-Jean, costruito sulla Garonna a Bordeaux e soprannominato la passerelle, lungo ben 510 metri.

eiffel (2)Tra le molte costruzioni realizzate da Eiffel, tre furono quelle fondamentali che lo portarono ad essere celebrato come uno dei più grandi ingegneri di quei tempi: il Magazin au Bon Marche, la Tour Eiffel e la Statua della Libertà. In queste opere vediamo un crescendo di modernità, che si manifesta a colpo d’occhio proprio  partire dai materiali scelti per la loro realizzazione.

Siamo nel 1876 quando a Parigi viene costruito il primo edificio con copertura in vetro e ferro, che richiama direttamente la bellissima Galleria Vittorio Emanuele II di Milano: Au Bon Marche, considerato il primo grande magazzino al mondo. Lo stupore dei parigini era ben giustificato, dal momento che una copertura in vetro e ferro, a cui oggi siamo abituati, era all’epoca un’assoluta novità: l’impressione di trovarsi in un luogo all’aperto, grazie al passaggio della luce del sole e alla vista del cielo, ma nonostante questo avere a disposizione un ambiente sicuro, riscaldato e coperto era quasi un miracolo del progresso!

Inutile dirlo, l’apice della notorietà del visionario ingegnere fu raggiunto in occasione dell’Esposizione universale del 1889, che si teneva appunto a Parigi per celebrare il centenario della Rivoluzione Francese. La Tour Eiffel era un’impresa colossale da realizzare: bisognava non solo fare i conti con l’altezza vertiginosa che la torre avrebbe raggiunto (324 metri in totale, il che la rende ancora oggi il monumento più alto di tutta Parigi), ma anche con i parigini. La torre, realizzata in soli due anni, venne infatti molto osteggiata dai cittadini, in modo particolare dell’élite artistica e letteraria: tra i nomignoli che le diedero, ci fu anche l’asparago di ferro… non esattamente quel che si dice un complimento.
L’accordo fatto con Eiffel stabiliva che la torre sarebbe potuta restare in piedi solo per un ventennio. Nel 1909 rischiò seriamente di essere demolita, ma la sua innegabile utilità nel campo della radiotelegrafia fu la sua salvezza: la Tour Eiffel divenne così una base scientifica, utilizzata per effettuare misurazioni meteorologiche, esperimenti di telegrafia, esperienze come quella del pendolo di Foucault e molte altre misurazioni.

eiffel (3)Nel periodo della guerra l’uso della torre fu fondamentale per comunicare con le navi da guerra e con i dirigibili, nonché per intercettare i messaggi del fronte nemico: fu così che venne arrestata la spia Gertrude Zelle, conosciuta dal mondo come Mata Hari.
Negli anni la torre è diventata in tutto il mondo simbolo di Parigi e della Francia intera ed oggi più che mai è espressione di modernità, democrazia, progresso e libertà. A proposito di libertà, ritroviamo la firma di Eiffel anche nella famosissima Statua della libertà newyorchese, la cui struttura interna venne da lui progettata nel 1881.

Le costruzioni di Gustave Eiffel, che morì a Parigi il 27 dicembre 1923, oltre ad essere capolavori dell’ingegneria, sembrano gridare al mondo un unico forte motto: modernità, progresso e innovazione e libertà di esprimere tutto questo e di realizzarlo.

Alessia Sanzogni per 9ArtCorsoComo9

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