Gustave Flaubert e la sua “rivoluzione nelle lettere”

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Gustave Flaubert e la sua “rivoluzione nelle lettere”

Gustave-Flaubert-001Gustave Flaubert, un nome che è leggenda nella letteratura francese così come anche mondiale. Uno scrittore che ha rivoluzionato il modo di scrivere romanzi, un uomo che ha dovuto affrontare la legge per accuse d’oltraggio alla morale, al costume, alla religione, una persona che, nonostante tutto, si è affermata tra le colonne portanti della storia artistica.

Con una carriera di portata così straordinaria, è opportunamente doveroso rendere omaggio a Gustave Flaubert (Rouen, 12 dicembre 1821 – Croisset, 8 maggio 1880).

Tutti noi conosciamo Flaubert, almeno per sentito accostamento, grazie al titolo del suo più famoso romanzo uscito del 1857, Madame Bovary. Flaubert e Emma, protagonista del libro ottocentesco, sono diventati ormai due icone, anzi un’unica insormontabile icona, di quella realtà mentale che ancora oggi risulta tanto studiata e attuale: il bovarismo. Flaubert ha tolto il velo, già nel 1857, dalla società borghese francese non ancora esaminata nel dettaglio, mostrando a tutti cosa effettivamente accadesse nel mondo del suo tempo. Con bovarismo si intende quella tendenza a vedere e sentire nella quotidianità un forte senso di noia e insoddisfazione, che porta a immaginare, ambire e sognare qualcosa di realmente impossibile ma di più ampia libertà e apparente serenità. Con il bovarismo si definisce quindi un voler andare oltre se stessi, oltre quella condizione attuale che non permette la personale realizzazione e diventare qualcosa d’altro. In Madame Bovary questa frustrante sensazione porta addirittura al suicidio, un’autodistruzione inevitabile per la protagonista dopo aver preso coscienza della grande divergenza tra realtà e immaginazione.

Ma è da questo punto di partenza – che vede un’accurata analisi sociale – che Flaubert prende slancio per affrontare nel testo il problematico argomento della tentazione, tradotta in quelle azioni giudicate peccati degradati e ben celate, ma presenti, nella società borghese. Emma Bovary è tentata, ma soccombe, e la fine è tragica. La sua storia inizia a essere pubblicata a puntate sulla rivista francese Revue de Paris nel 1856, e le tematiche diffuse e lette dal pubblico causano allo scrittore sostanziosi problemi con la giustizia, situazione che si conclude con l’assoluzione dell’autore dopo un processo in tribunale.

Come spesso accade, sono gli scandali a donare notorietà e porre in risalto i coinvolti, e così accade anche per l’uscita in volume nel 1857 del testo completo di Madame Bovary. In questo caso la notorietà è durata senza sosta né affievolimento per tutta la vita (e ben oltre, aggiungerei) portando Flaubert quasi a sentirsi sminuito, poiché autore di altri scritti, ed esasperato dall’accostamento del suo nome a un singolo romanzo, oltretutto ridotto e vantato in quanto emblema della trasgressione borghese.

madame-bovaryQuello che invece i critici e contemporanei di Flaubert hanno precisato è la rivoluzione nelle lettere (definizione di Maupassant) di Madame Bovary: lo stile, l’analisi e l’osservazione minuziosa e scientifica, l’impersonalità di una storia che si sostiene senza la percepibile presenza di un autore-creatore, lo scarto tra l’altezza dell’arte scrittoria e la grossolanità dell’argomento. È un’originalità unica per il tempo. Quel dare scorrevolezza e semplicità a una trattazione tragica, drammatica.
Letterariamente parlando, questo è precisamente ciò che avrebbe dovuto portare fama al Flaubert del 1857: la sua inusuale tecnica inedita.

Ma, nonostante tutto, è Emma a essere diventata immagine dell’energia propulsiva alla sfida sociale:  lei che desidera, agisce, si impone e insegue ciò che vuole, trasgredendo e peccando ma nella totale sincerità delle proprie voglie.

La mano di Flaubert ci ha regalato un’eroina storica e una scrittura senza possibilità di replica. Una congiunzione eterna, quest’ultima, riconosciuta da tutti come nuovo paradigma di una letteratura moderna che ha aperto strade e possibilità di studio ad altre scienze.

Ricordare persone e grandi artisti è anche ricordare quello che hanno fatto e quanto ci hanno lasciato. Bisogna riordinare i pensieri e arrivare al dunque della loro eredità. Flaubert e Madame Bovary sono punti di non ritorno, sia nella letteratura sia nella realtà psicologica valida ancora oggi.

Sabrina Pessina per MIfacciodiCultura

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