In ricordo di Mango

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In ricordo di Mango

Era l’8 dicembre dello 2014 quando durante un concerto a Policoro, in provincia di Matera, Mango, mentre si esibiva nel suo ultimo brano in scaletta Oro, forse il suo più grande successo, fu colto da un infarto e, chiedendo scusa per l’interruzione,  abbandonò il palco.

Mango e la moglie
Mango e la moglie

Nella notte tra il 7 e l’8 dicembre morì prima di arrivare in ospedale, lasciando un vuoto incolmabile nella musica italiana. Cantautore, musicista e scrittore è stato sicuramente, grazie al suo stile inconfondibile che fonde tra di loro generi pop e rock con sperimentazioni tradizionali folk e della world music, unita ad una voce unica e raffinata, uno dei maggiori interpreti e autori della musica leggera italiana.
Con oltre 38 anni di carriera e 21 album, è stato un grande innovatore della musica italiana, e florido autore di canzoni per altri importanti artisti. Negli ultimi 10 anni del suo lavoro è stato anche scrittore di poesie, pubblicando tre opere, tra cui una postuma presentata pochi giorni fa.

Giuseppe Mango nasce il 6 novembre del 1954 a Lagonegro in provincia di Potenza. Si avvicina molto presto alla musica, sua vera e profonda passione che lo accompagnerà per tutto il resto della sua vita. Nel 1976 pubblica il suo primo album La mia ragazza è un grand caldo, attirando l’attenzione di Patty Pravo e Mia Martini che reinterpretano alcuni brani.
Con i successivi due dischi Arlecchino nel 1979 e È pericoloso sporgersi nel 1982 il cantautore si presenta al pubblico con il nome di Pino Mango. Anche se questi tre primi lavori vengono apprezzati da alcuni suoi colleghi, non sono invece molto presi in considerazione dalla critica e dagli addetti ai lavori.

Nel 1984 infatti, dopo un altro insuccesso dato da un provino andato male alla casa discografica Fonit, Mango pensa seriamente di lasciare la sua precoce carriera musicale. Ma fortunatamente il grande Mogol ascolta il suo provino e, essendo interessato, desidera avere un incontro con il cantante. Mara Maionchi, che allora era responsabile della scoperta di nuovi artisti alla Fonit organizza l’incontro.

Questa audizione contiene  un brano dal titolo Mama Voodoo, scritto dal fratello. Mogol, grazie al suo fiuto e talento autoriale che tutti conosciamo, decide di riscrivere il testo con il titolo di Oro, che sarà pubblicato lo stesso anno, diventando di fatto uno dei maggiori successi di Mango.
L’incontro con Mogol risulterà decisivo nello sviluppo positivo della sua carriera. Il singolo verrà inserito successivamente nel disco Odissea del 1986, anno della svolta del cantautore. Nello stesso periodo infatti partecipa anche a Sanremo nella categoria big con Lei verrà, altro grande successo della sua vita artistica, è autore della sigla di apertura del Festival cantata da Loretta Goggi Io nascerò, della canzone Re interpretata da Loredana Bertè, concorrente per la prima volta alla kermesse canora, e del brano Nessun dolore scritta per Anna Bussotti.

L’annata d’oro di Mango si conclude con la vincita del Telegatto come miglior rivelazione dell’anno.

Nel 1987 torna a Sanremo e subito dopo pubblica l’album Adesso che contiene il famoso singolo Bella d’estate scritto insieme a Lucio Dalla. Il disco viene premiato con tre dischi d’oro e ha un successo oltre confine dove raggiunge le vette delle classifiche musicali spagnole. Gli anni novanta, grazie alla pubblicazione di alcuni lavori discografici, come ad esempio il suo album più venduto in assoluto Sirtaki nel 1990, e i successivi Volano le pagine e Come l’acqua, dove è presente la canzone Mediterraneo scritta ancora da Mogol, confermano il successo dell’artista di Lagonegro.

Questi anni sono caratterizzati inoltre da continui cambi di case discografiche da parte di Mango che però non comportano nessuna perdita di qualità musicale. Il decennio si chiude con la pubblicazione del suo primo the best con il titolo Visto così, che vende più di 400 mila copie con 4 dischi di platino.

R-2868184-1304793186.jpegNel 2002 ha inizio per il cantante un secondo capitolo della sua ormai ricca carriera, dove una volta di più la sua arte si mescola di nuove sperimentazioni musicali, fatte di arrangiamenti rock e suoni tipici mediterranei, che si possono ascoltare nei lavori Disincanto del 2002, che contiene il grande successo La rondine, e Ti porto in Africa del 2004. Inoltre l’ultimo periodo artistico si caratterizza anche per le collaborazioni con altri suoi colleghi, quali ad esempio I neri per caso nella reinterpretazione di Bella d’estate nel 2008, Franco Battiato in La stagione dell’amore, e Claudio Baglioni in Amore bello, canzoni contenute nel disco di Cover Acchiappanuvole dello stesso anno, e con la moglie Laura Valente, compagna di una vita.

Particolare e significativo il contributo di Mango nella canzone del 2009 scritta da Mauro Pagani dopo il terremoto in Abruzzo del 2009 Domani, dove partecipano molti grandi artisti della musica italiana. La sua lunga e importante carriera termina di fatto con la pubblicazione il 27 maggio 2014 del 21esimo album L’amore invisibile. Solo pochi mesi dopo infatti il cantante amato da tanti fans, ma forse troppo poco preso in considerazione da colleghi e addetti ai lavori, che anche dopo la sua scomparsa non gli hanno dato il meritato tributo, morirà improvvisamente mentre faceva la cosa che più amava: donare e condividere con tutti la sua arte.

In concomitanza con il primo anniversario della sua morte è stato pubblicato il libro Mango – tutte le poesie, con la partecipazione di Mogol, Marco Presta e della moglie, che raccoglie tutte le poesie che il compianto cantautore ha composto nell’ultimo decennio della sua carriera. Un modo in più questo, per rivivere grazie alla sua arte, omaggiare e ricordare con profondo affetto e stima uno dei più grandi artisti italiani contemporanei.

Ivano Segheloni per MIfacciodiCultura

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