Jim Morrison tra musica, generazione hippie e poesia

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James Douglas Morrison, detto Jim (Melbourne, 8 dicembre 1943 – Parigi, 3 luglio 1971), è stato, oltre a una stella mondiale della musica e il cantante dei The Doors, un personaggio estremamente controverso, almeno quanto controversa era l’epoca in cui visse. Prima di diventare cantante Morrison fu infatti un pensatore e uno scrittore: non solo frequentò l’università, conseguendo anche risultati importanti come la redazione di una tesi sulle nevrosi sociali, ma si dedicò sempre anche alla poesia, alla compilazione di un diario e alla stesura di note varie su quello che leggeva. Aveva in effetti buone conoscenze sia in ambito letterario che psicanalitico.

Jim Morrison

Il tema delle nevrosi collettive e della psicologia delle folle, ispirato soprattutto dalle tesi di Jung sull’inconscio sociale, resterà in effetti una pietra miliare nella carriera del cantante. Dapprima egli cercò di sviluppare la possibilità di una terapia collettiva tramite l’uso del cinema – gli studi risalenti a questo periodo sono raccolti in The Lords. Notes On The Vision pubblicato dall’autore nel 1969 – in seguito si rivolgerà alla musica. Sempre negli anni dell’università iniziò ad avere problemi di alcolismo e a fare uso di LSD.

Ispirato dai versi dei poeti maledetti e dalla filosofia nietzschiana sulla quale aveva costruito il proprio pensiero e, forse, anche la propria immagine, Morrison racconterà in questi termini la sua decisione di dedicarsi alla musica in uno dei poemi della raccolta Far Arden:

I left school & went down
to the beach to live.
I slept on a roof.
At night the moon became
a woman’s face.
I met the Spirit of Music.

Lasciai la scuola e scesi
alla spiaggia per vivere.
Dormii su un tetto.
Nella notte la luna diventò
il volto di una donna.
Incontrai lo Spirito della Musica.

The Doors

Il gruppo The Doors nasce nel 1965, quando Morrison incontra, durante una delle sue passeggiate solitarie in spiaggia, un vecchio compagno di università e insieme decidono di fondare una band. Il nome venne scelto con riferimeno a The Doors of Perception di Aldous Huxley e doveva significare la porta che divide il “conosciuto” dal “non conosciuto”. Ancora una volta le tematiche psichiche sono al centro dell’interesse di Morrison, come dimostra anche il rifermento al libro di Huxley, che tratta le esperienze vissute tramite l’utilizzo della mescalina. In effetti, il gruppo The Doors non si distingue, almeno per questo aspetto, da una delle caratteristiche salienti della generazione di quegli anni: l’utilizzo delle droghe per sperimentare nuove forme di conoscenza di sé, metodi di meditazione e liberazione dei sensi.

Il gruppo si impegnò anche attivamente nelle rivendicazioni politiche di quegli anni, sostenute in gran parte dal movimento Flower Power, componendo una canzone nella quale denunciava la guerra in Vietnam, Unknown Soldier. Nonostante  alcune scelte di Morrison si mossero nel senso del movimento hyppie, egli in realtà conservò sempre una propria specificità e, inoltre, le sue performance spesso erano caratterizzate da una messa in scena violenta che sconcertava il pubblico. Tuttavia, molti fan videro in lui un’icona della rivolta e del movimento sociale tanto che il 10 maggio 1968 un suo concerto a Chicago si trasformò in una vera e propria sommossa.

Jim Morrison che finge di essere morto sul palco

Nel corso degli anni, tuttavia, crebbe sempre più la delusione del cantante tanto verso i membri della propria band, che vedeva vendersi a scopi commerciali, che verso il pubblico. Oltre ai gravi problemi di alcolismo e di dipendenza dalle droghe, Morrison sembra essere stato caratterizzato da una forte forma di cinismo e pessimismo forse derivatagli anche dalle sue letture. Idee che di fondo collidevano con l’ideale di “peace and love” e di armonia universale del movimento hippie. Al concerto di Miami del primo marzo del 1969 le cose degenerarono: Morrison arrivò ubriaco fradicio sul palco e non fu capace di cantare nemmeno una canzone, iniziò invece ad inveire e insultare pesantemente il pubblico. Il cantante fu in seguito accusato dalle autorità di “comportamento indecente” e “oltraggio alle buone maniere”, sentenze che sembrano emulare il verdetto su Madame Bovary di Flaubert, pubblicato quasi un secolo prima. Come il celebre scrittore francese, anche la figura di Morrison sarà tuttavia destinata a forgiare le generazioni future.

Consuelo Ricci per MifacciodiCultura

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