Walt Disney: il genio immortale che anima i nostri sogni

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Walt Disney: il genio immortale che anima i nostri sogni

Fantasia

Walter Elias Disney (Chicago, 5 dicembre 1901 – Burbank, 15 dicembre 1966): un nome che abbraccia un secolo intero, un marchio che ha segnato più generazioni, il simbolo della creatività e della magia senza tempo. È il padre dell’animazione e uno dei cineasti più importanti di sempre.

Erano gli anni ’20 quando Walt Disney cominciò il suo viaggio nel mondo dell’animazione. Tornato in America dopo un periodo trascorso in Europa come volontario di guerra, Walt sognava già il mondo del cinema: il primo conflitto mondiale aveva annerito i cuori e le coscienze umane, ma non quelle di Walt Disney, che con pochi mezzi e pochissimi aiuti (se non quello del suo amico Ubi Iwerks, con cui entrò in società) si gettò a capofitto in un progetto che aveva basi molto deboli e non prometteva nulla di gratificante. Le società con cui Walt e il suo amico lavoravano non erano abbastanza innovative per lui, che non poteva accontentarsi certo di un pezzo di carta. Conduceva di nascosto i suoi esperimenti, in un garage buio e malandato, servendosi di nient’altro che una vecchia cinepresa. All’epoca, Walt Disney si presentava come un giovane imprenditore che si sforzava enormemente nel dare un aspetto quanto più professionale al suo mestiere. Non un mago, non un fenomeno da circo, ma un uomo in giacca e cravatta che prendeva molto seriamente il mondo dell’animazione. Eppure, l’attenzione e la professionalità che mostrava, non bastarono a dargli il successo.

Passarono molti anni, molti esperimenti e molti fallimenti avevano già costellato la sua vita, quando la sua mente partorì il personaggio destinato a cambiargli la vita: Mickey Mouse, da noi conosciuto come Topolino. Topolino iniziò la sua fortunatissima carriera come protagonista di corti muti, che non fecero successo ai botteghini. Poi, l’intuizione geniale di Disney, che nel 1928 cominciò a plasmare l’identità di quel marchio che oggi tutti conosciamo: era il 18 novembre quando venne proiettato Steambot Willie, il primo film d’animazione sonoro della storia. Questa data sancisce non solo la nascita di Topolino, ma anche quella di Minnie e Gambadilegno. Fu in quella occasione che Walt capì l’importanza del connubio tra musica e animazione, e decise di rendere il sonoro la sua carta vincente. Cominciò così una serie animata, le Silly Symphonies, dove alle immagini dei corti si aggiungevano le sinfonie composte dal musicista Carl Stalling. Per ottenere il monopolio su quei brani, permettendo così anche ad altri di farne uso, Walt dovette registrare il proprio marchio: la Walt Disney Enterprises. La Disney riprodusse l’esperimento nel 1940 con Fantasia, il terzo classico Disney, ideato in un momento in cui – soprattutto a causa della Seconda Guerra Mondiale – la popolarità di Topolino era in calo.

Biancaneve

Durante gli anni ’30, Walt fu colpito da una forte depressione. Dopo un periodo di pausa, tornò al lavoro più carico che mai, con un nuovo, folle progetto pronto ad esplodere nella sua testa. Era il 1934 quando, insieme ai suoi collaboratori, decise di realizzare il suo primo lungometraggio animato. La scelta ricadde su Biancaneve. La realizzazione di Biancaneve costò tempo, denaro, ma soprattutto tanta fatica. Disney andò alla ricerca maniacale delle tecniche più innovative, sperimentandole una ad una, provando e riprovando: animazione realistica degli esseri umani, effetti speciali, cinepresa a piani multipli (nata allo scopo di dare profondità alla scena). Tutti credevano che il film avrebbe fallito e ritenevano Biancaneve una vera e propria pazzia. Ma Walt Disney non si lasciò mai dissuadere e andò avanti dritto per la sua strada. Il film debuttò il 21 dicembre del 1937: fu standing ovation. Il successo di critica e di pubblico gli permisero di aprire i suoi Walt Disney Studios, dove una squadra di artisti si mise subito al lavoro per Pinocchio, Fantasia e Bambi. I film non furono un successo ai botteghini, in quanto l’Europa era da tempo stremata dal conflitto. Gli anni ’40 furono un capitolo controverso per Disney, nonostante i capolavori creati come Alice nel paese delle meraviglie o Peter Pan. Tra scioperi dei dipendenti ad accuse di antisemitismo e complottismo, in molti cercarono di sporcare la sua immagine, perfino dopo la sua morte.

Ma ciò non bastò a rovinare la magia della Disney, come testimoniò anche la nascita di Disneyland: un parco divertimenti che, ancora oggi, racchiude tutta la magia della favola Disney e che, con le sue attrazioni e spettacoli famosi in tutto il mondo, emoziona anche i più grandi. Il primo Disneyland aprì nel 1955 in California.

Gli anni ’60 furono per la Disney gli anni della ripresa. Un periodo di grande impulso creativo per l’imprenditore che, tuttavia, scomparse improvvisamente nel 1966. Il presidente Raegan commentò la sua morte:

Da oggi il mondo è più povero.

Il resto, è storia. L’eredità lasciata da Walt Disney è immensa, così come sono tanti gli artisti che hanno mandato avanti il magico mondo della Walt Disney Company.

Carmen Palma per MIFacciodiCultura

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