Woody Allen, un genio tra cinema e letteratura – “Midnight in Paris”

woody allen

0 870

Si sa, il passato ha sempre il suo fascino. Quante volte ci è capitato di provare nostalgia per un tempo che non abbiamo neppure vissuto? In quest’ultimo appuntamento per la rubrica dedicata al regista Woody Allen, analizzeremo uno dei suoi ultimi successi: Midnight in Paris (2011), un film in cui realtà, immaginazione e sogno si aggrovigliano tra di loro. Tre sensazioni, tre dimensioni, ciascuna con il proprio significato e con la propria voglia di incidere nel reale.

Che esista Parigi e che qualcuno scelga di vivere in qualunque altra parte del mondo resterà sempre un mistero per me

Midnight in Paris

Gil (Owen Wilson) uno sceneggiatore americano, è in vacanza a Parigi con la fidanzata Inez (Rachel McAdams) e i genitori di lei. Gil è innamorato della capitale francese, soprattutto quando piove, e sogna di scrivere un romanzo cercando la sua ispirazione nella Ville Lumière. Ma le sue aspirazioni letterarie vengono sminuite ininterrottamente dalla fidanzata, che reputa la carriera di sceneggiatore migliore rispetto a quella di scrittore. Una notte, mentre passeggia da solo per le vie parigine, Gil viene catapultato da un auto d’epoca nella Parigi degli anni Venti e si ritrova, inspiegabilmente, a trascorrere del tempo con artisti del calibro di Salvador Dalí, Pablo Picasso, Luis Buñuel, Francis Scott Fitzgerald, Ernest Hemingway e tanti altri. Durante quest’avventura, incontra e s’innamora di Adriana (Marion Cotillard), una donna che condivide con Gil la sindrome dell’epoca d’oro.

Io penso che l’amore vero, autentico, crei una tregua dalla morte; la vigliaccheria deriva dal non amare o dall’amare male, che è la stessa cosa, e quando un uomo vero e coraggioso guarda la morte dritta in faccia come certi cacciatori di rinoceronti o come Belmonte che è davvero coraggioso, è perché ama con sufficiente passione da fugare la morte dalla sua mente, finché lei non ritorna, come fa con tutti. E allora bisogna di nuovo far bene l’amore. Devi pensarci.

Con questa sorta di favola moderna Allen fa sognare ad occhi aperti lo spettatore, ma allo stesso tempo gli mostra di come sia difficile fare i conti con l’insoddisfazione e l’incapacità di adattarsi alla realtà. Se da una parte il cineasta americano ci affascina, trascinandoci negli ambienti intellettuali della Belle Époque, dall’altra ci ricorda l’importanza del presente e delle sue contraddizioni. In un’atmosfera suggestiva – condita da musica, luci e colori – Parigi è la vera protagonista del film. Non a caso, l’alchimia tra Gil e la città è il vero punto di forza della storia. I ponti, le strade, i vicoli hanno la capacità di trasformare ogni dubbio in certezza.

Midnight in ParisMidnight in Paris è una storia romantica, nella quale grazie al potere della magia viene oscurata ogni forma di cinismo. Almeno così sembra. Woody Allen abbandona i ragionamenti filosofici sulla coppia e sull’amore, e ripercorre il confine tra realtà e finzione in modo bizzarro e delicato. Alla fine del viaggio il protagonista sarà una persona migliore, nonostante la tristezza e gli stravolgimenti che la vita gli riserverà. Perché in fondo, il presente sta stretto a tutti, ma malgrado tutto con esso dobbiamo misurarci. E se delle volte vi capita di piegare le gambe e di non farcela più, rifugiatevi nelle parole di Gertrude Stein:

Il compito dell’artista non è quello di fuggire dalla realtà – di soccombere alla disperazione, all’insoddisfazione, al caos – ma piuttosto quello di dare un senso a ciò che sembra insensato, di trovare un antidoto per la vacuità dell’esistenza.

Vivete il vostro tempo. Nonostante le delusioni, nonostante le ferite. Non smettete mai di sognare.

Luigi Affabile per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.