Carlo Levi, scrittore e pittore di una terra abbandonata

Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi

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Carlo Levi, scrittore e pittore di una terra abbandonata

cristi-si-fermato-a-eboli-1Carlo Levi è stato un intellettuale ed una personalità molto forte e significativa del Novecento, conosciuto da tutti per il suo romanzo Cristo si è fermato a Eboli, pubblicato da Einaudi nel 1945.

Carlo Levi, nato a Torino il 29 novembre 1902 e morto a Roma il 4 gennaio 1975 all’età di 73 anni, è stato un personaggio eclettico e poliedrico che, accanto agli studi e alla laurea in medicina, coltiva numerose altre passioni tra cui la lettura, la scrittura e la pittura.

Molti non sapranno che, ben prima di diventare scrittore, Carlo Levi è stato un pittore: negli anni ’20 si avvicina a Casorati e alla sua scuola privata di pittura. Dal maestro riprende la concezione dello spazio e la rappresentazione dei personaggi inseriti in panorami freddi e raggelati, quasi sottratti alla vita normale. Insieme ad altri artisti della scuola di Casorati, Levi aderisce al gruppo dei Sei di Torino, sostenuto dal critico Lionello Venturi, che riesce a declinare sulla storia e sulla tradizione italiana la modernità proveniente dalla Francia nelle forme e nei colori dell’Impressionismo. L’adesione a questo gruppo è una tappa fondamentale nel processo di formazione personale e culturale per Carlo Levi: oltre alla possibilità di presentare le proprie opere, frutto dell’apertura verso la Francia, culla delle innovazioni artistiche, e in generale verso la modernità, l’autore inizia a sviluppare una sensibilità e una coscienza politiche molto chiare e contrarie alle tendenze che la politica italiana stava perseguendo negli anni Venti e che avrebbero poi condotto al regime fascista. Il gruppo prende infatti le distanze dall’arte di regime di forte impronta nazionalista e mostra un respiro più ampio verso l’Europa.

Carlo Levi, scrittore e pittore di una terra abbandonataLa coscienza antifascista si consolida in Carlo Levi anche grazie alla frequentazione di Piero Gobetti, conosciuto tramite lo zio dello scrittore torinese, Claudio Treves, importante figura del Partito socialista. Nei circoli intellettuali gobettiani si attiva una partecipazione clandestina antifascista che costa a Levi un primo arresto a Torino nel 1934 ed un secondo, l’anno successivo, con l’assegnazione del confino in Lucania. In questa occasione emerge la personalità che tutti conosciamo: lo scrittore Carlo Levi non si limita solo a delineare storie e personaggi, ma ritrae perfettamente lo stato di salute di un’Italia divisa, trascurata, abbandonata. All’alba della guerra in Etiopia voluta da Mussolini per rendere grande e potente l’Italia e per creare un impero utopicamente forte e unito, Levi riporta le condizioni di vita di un Sud legato a credenze e miti, dimenticato dallo Stato e quasi ibernato in un glaciale panorama di povertà.

Esperienze al confino, memorie personali e racconti di vita si intrecciano nel libro dove l’io narrante – alter ego dell’autore – conduce un’analisi sociologica precisa e dettagliata sulle condizioni di vita dei contadini lucani. Le sue conoscenze mediche sono la chiave di accesso alle vite delle persone che ogni giorno frequenta, cura, ascolta, racconta e dipinge. La vita lucana viene perfettamente dipinta sia dalle parole romanzate sia dalle pennellate che immortalano occhi spenti, sguardi vuoti, atteggiamenti e posture di lavoro e sofferenza. Infatti, dagli anni ’50 il Levi pittore fa della Lucania la sua musa principale.

lucania-1Con uno sguardo all’Europa da un lato e un’attenzione alla vita italiana e alle sue problematiche dall’altro, Carlo Levi è riuscito a far convivere armoniosamente queste due anime e soprattutto a fare di una punizione un punto di forza e di scoperta di se stesso, delle sue passioni e della sua missione sociale.

Cristo si è fermato a Eboli è sicuramente un’opera che va ripresa e riletta più volte nella vita e traslata nelle contingenze attuali. Una domanda nasce spontanea: Cristo ha proseguito il suo viaggio?

Lisa di Iasio per MIfacciodiCultura

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