Alberto Moravia: non cancelliamo le sue orme

Alberto Moravia nasceva a Roma il 28 novembre 1907ed è stato una figura decisamente poliedrica ed innovativa della cultura italiana.

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Alberto Moravia: non cancelliamo le sue orme

Alberto MoraviaAlberto Moravia (Roma, 28 novembre 1907 – Roma, 26 settembre 1990) è stato una figura decisamente poliedrica ed innovativa della cultura italiana. Alberto Pincherle, questo il suo vero nome, crebbe in un ambiente vivace e culturalmente vario, anche grazie alle sue origini ebraiche da parte di padre e dalmate da parte di madre, che influenzarono inevitabilmente la sua vivacità di pensiero.

Scrittore geniale, curioso, indagatore e moderno, il suo estro è noto non solamente sul suolo italiano, grazie alle traduzioni dei suoi molteplici libri e alla diffusione cinematografica delle tematiche tratte da questi.

Moravia iniziò a coltivare la sua passione per la letteratura e la scrittura durante un lungo periodo di convalescenza iniziato all’età di nove anni a causa di tubercolosi ossea, e protrattosi per tutta l’adolescenza, lasciandogli disturbi per il resto della sua vita. Qui inizia a leggere Shakespeare, Dostoevskij, Joyce e altri grandi nomi di eccellenza letteraria. Sarà stato anche grazie alle lezioni di tale portata che Moravia riuscì a sviluppare una straordinaria propensione all’analisi dei comportamenti umani, visti con lucida e introspettiva attenzione.

Vita privata a parte, neanche quella sociale fu facile e senza ostacoli. A essere sinceri, Moravia attirò le antipatie della persona meno opportuna che, in tal senso, potesse esserci nel corso del primo Novecento: Benito Mussolini. La causa di questo scontro si trova nella pubblicazione del primo romanzo dello scrittore – uscito, appunto, a spese dell’autore – Gli Indifferenti (1929), quando Moravia aveva solamente ventidue anni. La storia di una famiglia indifferente  alla società e insoddisfatta della propria vita, che cerca invano di dar sfogo a propri istinti ed emozioni, sopraffatta dalla noia della realtà in cui vive. Una trama, insomma, che non poteva assolutamente ricevere il lasciapassare da parte del governo fascista e della sua autoritaria politica di manifesto benessere e omologazione. Ma lo scrittore non cedette, e ripropose le medesime tematiche anche negli scritti successivi: il conflitto dell’uomo con la vita e con il conformismo, e il grido in sostegno all’individualità personale.

moravia-da-iltempo-1Se c’è un aspetto affascinante della letteratura degli anni passati – a mio umilissimo parere – è il fatto che le tematiche e le storie raccontate siano senza tempo. Ogni narrazione, salvo eccezioni del tutto particolari, è rispolverabile in chiave presente.

È per questo motivo che le parole della giornalista e scrittrice Maria Grazia Di Mario in ricordo di Alberto Moravia sono un emblematico incoraggiamento alla riflessione. Il problema che sorge è il seguente: Moravia è attuale, molto attuale come argomenti e quesiti sociali trattati – sostiene la Di Mario –, ma i film che si sono ispirati ai suoi testi sono rispettosi delle idee dello scrittore romano? Oppure dobbiamo la poca eco di Moravia nel presente a una rielaborazione cinematografica non rispettosa delle sue parole?
Lasciando agli esperti eventuali risposte, siamo però di fronte al nodo di una questione letteraria: la visione dell’autore che è trasmessa ai posteri.

Io credo che Moravia ci abbia lasciato pensieri più che mai vivi, e che la voglia di ribellione alla noia del presente, qualsiasi presente si stia vivendo, sia una costante in ognuno di noi, così come anche il rischio di non poter evaderne con successo. Ma l’invito è quello di dare voce alle nostre passioni ed emozioni, agli stimoli e agli istinti che caratterizzano la nostra personalità e, probabilmente, rileggendo anche Moravia potremmo trovare nelle sue righe un sostegno solidale a una situazione attuale.

Sabrina Pessina per MIfacciodiCultura

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