Lezioni d’Arte – Banksy, il supereroe dell’arte che combatte a suon di stencil

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Lezioni d'Arte – Banksy, il supereroe dell'arte che combatte a suon di stencil
Banksy, NYC, Ghetto 4Life, 2013

Non è importante chi sia in realtà Banksy, che genere, razza, colore di capelli, nazionalità abbia. L’anonimato è un elemento affascinante della sua figura ma fino ad un certo punto. Quello che colpisce di questa leggenda del mondo dell’arte è il suo essere uno di noi. Banksy potrebbe essere chiunque, anche il nostro vicino di casa. Poco importa. L’importante è come la sua arte arriva ad intere comunità.

Brillante, esplosivo, popolare. Da Chicago a Napoli, i suoi messaggi sono internazionali, il suo linguaggio universale. La sorpresa di svegliarsi al mattino e trovare una nuova opera, pungente, estrema, diretta sui muri della città è l’essenza della sua carriera. È un po’ il Batman degli artisti: agisce di notte nel mistero e nell’oscurità per lanciare messaggi positivi al mondo e sconfiggere il crimine.

Banksy combatte a suon di stencil, in bianco e nero, dai primi anni Novanta. Un modo sempre più rapido di comunicare e anche economico che gli permette di esprimersi al meglio e con molta efficacia. Con i murales tradizionali ha dichiarato di non essere molto bravo, e di riscontrare il problema del tempo. Per un artista che non deve farsi scoprire e che opera in luoghi proibiti, il tempo è il primo nemico da battere. Il suo primo stencil risale a quando appena diciottenne si stava nascondendo dalla polizia. Durante la fuga finì sotto un camion. Lì aspettò un’ora e mezza circa tra olio, polvere e tubi, e gli venne in mente un modo più veloce di realizzare le opere d’arte.

Lezioni d'Arte – Banksy, il supereroe dell'arte che combatte a suon di stencil
Banksy, Twin Towers Tribute, NYC, 2013

La sua arte è stata considerata di guerriglia per il suo innato senso critico nei confronti del capitalismo, delle istituzioni, delle discriminazioni e dei luoghi comuni. La volontà di mettere faccia a faccia la comunità con i propri “peccati” è un modo per risvegliarne le coscienze, per renderci consapevoli di ciò che accade oggi nel mondo. Ecco che si schiera dalla parte dei deboli, delle minoranze, di un mondo abbandonato come la Palestina e la Cisgiordania. Dagli inizi del Novecento racconta gli episodi più contemporanei, sempre al passo, tra le ultime l’Uragano Katrina, la Brexit e l’elezione di Trump.

Nel 2010, a Boston nel quartiere di Chinatown, ha realizzato un graffito che ha come soggetto un uomo dall’aspetto stanco e consumato, il pennello in mano e un secchio probabilmente contenente colla. Si intuisce che abbia appena appeso il cartello CANCELLATO sulla scritta Follow your dreams. La missione di seguire i propri sogni è stata appena annullata dalle istituzioni, come se fosse un evento o uno spettacolo.

Lezioni d'Arte – Banksy, il supereroe dell'arte che combatte a suon di stencil
Banksy, Girl and Soldier, West Wall of Bethlehem, 2007

A saltare all’occhio è proprio questa scritta a caratteri maiuscoli su uno sfondo rosso, che annulla ogni speranza, su un messaggio felice che spronava a seguire i propri sogni. Banksy con questo murales si riferisce al quartiere in cui è stato realizzata l’opera, Essex Street è infatti una zona a basso reddito della città di Boston. Con uno stile inconfondibile e un’ironia dissacrante, Banksy riesce a comunicare messaggi sociali, politici, anche molto profondi che non hanno eguali. Uno schieramento contro la disparità delle classi sociali e una vicinanza nei confronti di chi vive con difficoltà si nascondono dietro l’apparenza di un semplice graffito.

Mentre c’è chi innalza muri per dividere le comunità di tutto il mondo, il nostro supereroe Banksy li utilizza come fogli per le sue poesie. Muri che servono per comunicare a tutti, indistintamente, senza alcuna divisione.

Alejandra Schettino per MIfacciodiCultura

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