Verso Matera Capitale Europea 2019: tra i sassi arriva Salvator Dalì

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Elefante Spaziale, Dalì, nel centro storico di Matera

Quale miglior paesaggio surrealista dei caratteristici sassi e delle chiese rupestri di Matera, la capitale della cultura europea di questo 2019 che sta per arrivare, per le sculture di Salvator Dalì (Figueres, 1904-1989)? L’iconico maestro sembra aver trovato la perfetta ambientazione per le sue opere d’arte, in questo scenario silenzioso e magico che sembra trasportarci all’interno di un presepe. Fervono i preparativi per questo 2019 e nella città lucana si respira cultura e partecipazione.

Ciliegina sulla torta ad allietare la visita dei tantissimi turisti che già da anni stanno riscoprendo Matera, dal 2 dicembre sarà possibile vedere la mostra Salvador Dalí- La persistenza degli Opposti” con circa 200 opere originali, ma anche ologrammi e proiezioni multimediali che completeranno la visita. Il percorso è una vera e propria full immersion nella poetica dell’eccentrico artista, divisa tra quattro grandi temi che rappresentano le dualità della sua arte: il Tempo, gli Involucri, la Religione e le Metamorfosi. Tutta la sua surrealtà è arrivata in questo luogo che è sempre apparso a tutti noi come surreale, un unicum protetto dall’Unesco, in cui passato e memoria sono linfa vitale, motore dell’energia che spinge la città a trasformarsi e a guardare al futuro.

Danza del tempo, Dalì

La mostra è organizzata dalla Dalì Universe, diretta da Beniamino Levi, una delle più importanti collezioni al mondo di sculture e opere tridimensionali di Dalí, in collaborazione con il Circolo La Scaletta e il Comune di Matera. Tre opere monumentali sono già state installate nel centro storico, un’anticipazione della magia che si respirerà nei prossimi giorni. Ad accompagnare il percorso espositivo ci saranno anche laboratori per bambini ed una sala cinema all’aperto con proiezioni e docufilm di un artista che ha saputo sfruttare l’immagine e la cinepresa come strumento artistico.

Passeggiando per il centro potete trovarvi difronte all’Elefante Spaziale, la rappresentazione simbolica della dilatazione dello spazio, un’opera che in questa collocazione collega il cielo ed i sassi di tufo, insieme alla Danza del Tempo e al Piano Surrealista. Sculture molli e allungate, simbolo della paranoia ossessiva di Dalì per la morte, lo scorrere del tempo, la fragilità della vita umana che hanno invaso le strade dei sassi.

È partita anche una simpatica campagna di comunicazione, con un profilo IG apposito, in cui è lo stesso Dalì ad annunciarsi “Matera here I come!”. Il viaggio si trasforma in interazione, scattate e condividete la vostra visita surrealista.

Il circolo culturale La Scaletta ha restaurato la chiesa rupestre della Madonna delle Virtù in cui troveremo tra la cornice degli affreschi cristiani del XIV – XV secolo le opere di Dalì. Salendo la scalinata al suo interno si arriva al complesso rupestre di San Nicola dei Greci con affreschi che vanno dal XII al XV secolo. Ecco che prendono forma il concetto di opposti che sono una costante nell’arte di Dalì. Potrete valutare con i vostri occhi in che modo sculture di bronzo del Novecento dialogano con affreschi sacri. Sarà tutto meravigliosamente surreale, ma per un momento potrete immergervi nella percezione della realtà di Salvator Dalì, precursore delle avanguardie e genio indiscusso dell’arte del Novecento.

Alejandra Schettino per MIfacciodiCultura

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