Anna Marchesini: La forza dell’umorismo contro l’assurdità della vita

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Allegria, nonsense, tristezza, ma soprattutto genuina bellezza: ecco come descrivere Anna Marchesini, la cui vita è stata contrassegnata da una grande carriera comica e al contempo dalla sofferenza, causata dalla sua malattia.

Anna Marchesini

Nata a Orvieto il 19 novembre 1953, fu una studentessa brillante, bruciando in anticipo tutte le tappe scolastiche e arrivando a laurearsi in Psicologia a soli 22 anni all’Università La Sapienza di Roma. Successivamente si accorse però che la sua strada era un’altra, ossia la recitazione: decise per questo di iscriversi all’Accademia di Arte Drammatica di Roma, dove si diplomò nel 1979 specializzandosi nella prosa. Il suo esordio teatrale fu una commedia satirica, Il borghese gentiluomo di Molière, per la regia di Tino Buazzelli. Le successive collaborazioni con artisti del calibro di Mario Scacccia e di Mario Maranzana le diedero una forte impronta umoristica, tra l’irriverente e l’amaro.

Anna cominciò ad uscire dal mondo teatrale guardando la televisione e rimanendo impressionata dall’ironia intelligente e caustica di Franca Valeri: a partire dal 1980 si dedicò ampiamente al doppiaggio. Lavorò a numerosi cartoni animati, tra cui la serie Supercar Gattiger di Hitoshi Chiaki nel 1981. Fu in questa occasione che conobbe Massimo Lopez, con cui poi incontrerà Tullio Solenghi per formare il Trio.

Nel 1982 il nuovo gruppo comico fece il suo esordio in Rai partecipando a un programma di RadioDueHelzapoppin. Il nome deriva dal celebre musical del 1938, che ispirò poi l’omonimo film di Henry C. Potter del 1941: la particolarità di quest’opera era la sua comicità ai limiti dell’assurdo, capace però di mettere a nudo le “follie” della società americana del tempo. Non a caso, fu poi questa la cifra stilistica e contenutistica di Anna e del Trio, il cui successo radiofonico li fece andare in televisione nel 1984 con il varietà di RaiDue Tastomatto, dove affiancavano Pippo Franco alla conduzione. Fu proprio in questa trasmissione che nacquero molti degli sketch famosi del Trio: si pensi alle parodie dei telegiornali, in cui Anna Marchesini interpretava il ruolo della conduttrice che usava lo spazio pubblico dell’informazione per lamentarsi di fatti personali oppure alla presa in giro dei telequiz, con cui si scimmiottava apertamente Rischiatutto di Mike Bongiorno.

Anna Marchesini
Il Trio

Anna e il Trio parteciparono poi a Domenica in nel 1985 e a Fantastico 7 nel 1986, dove presero forma gli altri personaggi. Soprattutto a Fantastico7 fecero uno sketch che li fece conoscere persino all’estero, in quanto prendeva in giro apertamente l’ayatollah iraniano Khomeyni: Anna interpretava il ruolo di sua madre, “Sora Khomeyni”, e questo destò molto scalpore arrivando a mettere a repentaglio le relazioni tra Italia e Iran. Allo stesso tempo però, il gruppo comico fu notato e dunque invitato per spettacoli oltreoceano a New York e Buenos Aires.

Il successo crescente li portò poi alle edizioni del Festival di Sanremo 1986, 1987 e 1989, ma anche a teatro. Infatti verso la fine degli anni Ottanta il Trio si rivolse anche al pubblico teatrale, con gli spettacoli Allacciate le cinture di sicurezza (1987) e In principio era il trio (1991). Ma non persero comunque il legame con la televisione, dove nel 1990 registrarono l’apice della loro carriera in termini di fama per la parodia raffinata e al contempo nazional-popolare del capolavoro di Manzoni, I promessi sposi, trasmesso su RaiUno in cinque puntate: qui Anna interpretava vari ruoli, come Lucia, la proverbiale Bella Figheira, Donna Prassede, la Fata Turchina e la Monaca di Monza.

Il sodalizio del Trio si sciolse però nel 1994, con la consapevolezza di voler prendere strade diverse. In questo periodo Anna si dedicò molto alla famiglia, con il rapporto travagliato con Paki Valente (che la porterà poi a un burrascoso divorzio) e con la nascita della figlia Virginia. Allo stesso tempo cominciarono a manifestarsi i segni della sua malattia, l’artrite reumatoide. Eppure, senza demordere, fu verso la fine degli anni Novanta che Anna registrò i suoi successi da solista, interpretando personaggi come Rita Levi Montalcini e Gina Lollobrigida a fianco di Fabio Fazio a Sanremo, oppure con Pippo Baudo, dove diede origine al suo personaggio forse più divertente: la sessuologa Merope Generosa, che nelle sue lezioni di educazione sessuale continua a fare allusioni alla vita privata con doppi sensi continui e parole trattenute.

Anna Marchesini

Successivamente, dopo anni di assenza per la sua malattia, Anna Marchesini tornò in televisione nel 2008 assieme a Tullio Solenghi e Massimo Lopez per celebrare i 25 anni del Trio, con lo spettacolo in tre puntate su RaiUno Non esiste più la mezza stagione, dove si ripercorrono i migliori sketch del gruppo. Negli anni successivi l’attrice si diede più alla scrittura e al teatro, a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni. L’ultimo suo spettacolo, Cirino e Marilda non si può fare (2015), trasposizione teatrale dell’ultimo episodio della sua antologia Moscerine (2013), è un racconto nella forma di monologo sulla storia del professor Cirino Pascarella, cinquantenne scapolo triste e apatico, ritiratosi in una pensione governata dalla mastodontica Olimpia, una “megattera” che vorrebbe vedere la figlia racchia e spilungona, la Marilda, sposarsi con il goffo e timido docente.  Quest’ultima opera risulta il suo testamento prima della morte il 30 luglio 2016, con cui volle esternare il suo desiderio dell’altrove, l’assurdità a volte della vita e la volontà stessa di vivere, combattendo la tristezza e la sofferenza con un’arma forte e unica: la forza dell’umorismo.

Filippo Villani per MIfacciodiCultura

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