La lunga notte dell’Europa: la caduta del Muro di Berlino

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La lunga notte dell’Europa: la caduta del Muro di Berlino

Il 9 novembre 1989 è una delle date più importanti nella Storia della seconda metà del XX secolo. Quel giorno, infatti, cadde il Muro di Berlino, la costruzione divenuta il simbolo stesso della Guerra Fredda, che opponeva il blocco occidentale e il blocco orientale dalla fine degli anni Quaranta.

Alto tre metri e mezzo circa, il muro divideva la Capitale della Germania in due parti, Berlino Ovest e Berlino Est, recando in sé, pertanto, la tangibile linea divisoria delle due Germaniela Repubblica Federale Tedesca (filooccidentale) e la Repubblica Democratica Tedesca (filosovietica). Inizialmente, il Muro non era altro che una semplice recinzione di filo spinato, ma già a partire dal 1961 si iniziarono ad utilizzare blocchi di cemento per la sua prima costruzione. Il risultato fu una lunga cicatrice che deturpava il volto di Berlino per 155 km da nord a sud. Una cicatrice che, nel corso del tempo, venne resa sempre più evidente: furono ben quattro, infatti, negli anni, le ricostruzioni del muro. Già quello del 1962 venne edificato più all’interno della frontiera con Berlino Ovest (il terreno che divideva la costruzione del 1961 e quella del 1962 prese il nome di striscia della morte, esposta com’era al fuoco dei cecchini sulle torrette). Il Muro tirato su tre anni prima nel 1965 fu ulteriormente rinforzato con montanti d’acciaio e infine, la costruzione nel 1975 si arricchì di un ulteriore striscia, difesa da fossati anticarro e da molte torrette di guardia.

Il Muro oggi

Ma come cadde il Muro di Berlino? Gli eventi che ne portarono al crollo si susseguirono l’uno dopo l’altro nello spazio di qualche mese e si inquadrano nella complessiva crisi del comunismo e dell’URSS, crisi che alla fine degli anni Ottanta era oramai irrefrenabile. Dalla fine dell’estate del 1989, infatti, il divieto di movimento ai tedeschi della Germania Est si era dimostrato fragile – tanto che migliaia di persone si trasferirono in Ungheria, che da poco aveva riaperto la sua frontiera con l’Austria. Inizialmente, si cercò di arrestarne il flusso, ma violente manifestazioni indussero il ministro degli Esteri della Germania Est a consentire al trasferimento dei cittadini tedeschi verso la parte Ovest. Un precedente, questo, che fu come la prima martellata simbolica al Muro di Berlino, seguita dall’altra, molto più forte, del 9 novembre 1989, quando, di nuovo in risposta alle violente manifestazioni contro la Repubblica Democratica Tedesca, si garantirono permessi speciali ai cittadini della Germania Est per attraversare il muro e andare all’Ovest. Migliaia di berlinesi, in risposta a questa scelta politica, si riversarono ai due lati del muro, mentre decine di persone – sotto gli occhi indecisi delle guardie – scavalcavano diretti verso la parte Ovest della città, felicemente accolti dagli abitanti. Di lì a poco, infine, sarebbe iniziata la distruzione fisica del muro, che durò alcune settimane. In seguito, si organizzarono le prime libere elezioni per la riunificazione della Germania.

Riccardo Coppola per MIfacciodiCultura

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