A Treviso “RE.USE. Scarti, oggetti, ecologia nell’arte contemporanea”

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Piero Manzoni, Merda d’artista 1961

È in corso a Treviso la mostra RE.USE. Scarti, oggetti, ecologia nell’arte contemporanea. Inaugurata il 27 ottobre ed aperta al pubblico fino al 10 febbraio 2019, l’esposizione curata da Valerio Dehò, occupa ben tre spazi della città: il Museo di Santa Caterina, il Museo Casa Robegan e il piano Nobile di Ca’ dei Ricchi. Una vera e propria rassegna storica dell’arte del rifiuto con la partecipazione di 58 artisti, la mostra è stata organizzata dall’Associazione TRA Treviso Ricerca Arte, con la partecipazione dei Musei Civici e del Comune di Treviso, la città più adatta ad accogliere una mostra come RE.USE.

 

È un progetto che va avanti da circa due anni – racconta ad Artribune Valerio Dehò – siamo riusciti a coinvolgere il Comune di Treviso ed una serie di aziende del territorio che lavorano nel settore dell’ecologia. Non volevamo fare, infatti, una mostra di tipo museale ma piuttosto vogliamo che essa sia un palcoscenico per discutere non solo di questioni artistiche, ma anche per aprire l’arte ai problemi della società. Per questo il progetto espositivo è pensato come un contenitore di eventi che coinvolgerà la cittadinanza.

Nel Museo di Santa Caterina il percorso si snoda individuando cronologicamente coloro che hanno introdotto materiali extrartistici nelle loro opere, consentendo così ai visitatori di conoscere le ragioni storiche di questo fenomeno.

L’excursus storico inizia dai primi del Novecento con i ready made di Marcel Duchamp, le opere di Man Ray ed i collages di Kurt Schwitters.

A partire dagli anni Cinquanta fino ai Settanta, invece, gli artisti sperimentano soluzioni nuove, misurandosi con tecniche e materiali inediti in campo artistico: tra i grandi maestri italiani Alberto Burri e Piero Manzoni, tra quelli stranieri Salvatore Scarpitta e Robert Rauschenberg, che con i suoi Combines paintings realizzati a New York, presenta in mostra la neoavanguardia del New Dada.

Daniel Spoerri, Tableau Restaurant 1972

Il percorso continua, regalando una panoramica efficace dell’arte dei Nouveaux réalistes con i décollages di Mimmo Rotella, le sculture bizzarre di Jean Tinguely, le tavole apparecchiate di Daniel Spoerri, le compressioni di César e gli impacchettamenti di Christo, terminando con le accumulazioni di Arman. L’ultimo ventennio del Novecento vede la pratica del riuso ormai consolidata.

Nella retrospettiva spiccano la figura di Tony Cragg che “rigenera” gli oggetti purificandoli, quelle di Fabio Mauri e Christian Boltanski, che affrontano tramite gli oggetti il tema della memoria.

Il concetto di riciclo e di ecosostenibilità è rappresentato chiaramente dalla Regina realizzata dall’artista novarese Enrica Borghi: una grande figura femminile, incoronata e luminosa, interamente realizzata con bottiglie di plastica da riciclare.

La suddivisione cronologica delle opere esposte è sostanziale per capire i motivi che hanno ispirato i diversi artisti ad utilizzare rifiuti e scarti per comunicare con la società del loro tempo.

Infatti, se inizialmente, rivalutare questo materiale è stato un gesto indubbiamente provocatorio degli artisti nei confronti dei canoni tradizionali, successivamente è diventato uso comune considerare scarti e rifiuti appartenenti al nostro vivere quotidiano, come oggetti da rivalutare, recuperare ed utilizzare artisticamente.

Enrica Borghi, Regina 1999

Oggi non stupisce più vedere lattine, plastica, cartacce o vecchi ferri e utensili esposti in gallerie o in musei e questo è stato reso possibile grazie ai precursori della Trash Art e a tutti quegli artisti che hanno influito con il loro lavoro a promuovere una sempre maggiore coscienza ecologica, aiutandoci a raggiungere una maggiore consapevolezza sulla gestione dei rifiuti. Percorrendo le sale espositive della mostra si resta sorpresi nel vedere come creatività e immaginazione abbiano potuto  dare nuova vita a quei rifiuti che troppo spesso riteniamo essere fastidiosi oggetti quotidiani da smaltire, da togliere e allontanare da noi e dalle nostre case, scarti di uno stile di vita consumistico che rinuncia a  riusare, riparare, rammendare,  riciclare. Il Museo Casa Robegan e il piano Nobile di Ca’ dei Ricchi ospitano opere di artisti contemporanei ed emergenti, proponendo una lettura ancora più attuale della questione del riuso.

 

 

RE.USE. Scarti, oggetti, ecologia nell’arte contemporanea

A cura di Valerio Dehò

Museo Santa Caterina, Museo Casa Robegan, Ca’ dei Ricchi, Treviso

Dal 27 Ottobre 2018 al 10 Febbraio 2019

 

Marta Previti per MIfacciodiCultura

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