Bel Paese di nome. E di fatto?! – L’estero apprezza, l’Italia abolisce

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Ogni mattina un italiano medio si sveglia e legge nella rassegna stampa notizie sempre più preoccupanti sul proprio Paese. Sui giornali di qualche giorno fa si leggevano due notizie che messe insieme diventano specchio della triste direzione in cui stiamo inconsapevolmente precipitando. In un Paese civile come il Canada, nella splendida e vitale città di Montreal, il Museo di Belle Arti sta collaborando insieme alla comunità sanitaria locale in numerosi progetti di Arte terapia e benessere per chiunque ne abbia esigenza. I medici canadesi appoggiano fermamente visite ai musei e laboratori creativi, visto l’effetto positivo che hanno sulla salute sia fisica che mentale dell’individuo. L’attenzione è posta su chi ha problemi di inclusione sociale, di apprendimento, sui bambini e gli anziani, su chi è affetto da qualche particolare patologia ed anche su chi soffre di disturbi alimentari.

Immaginate quanto senso civico, sensibilità e cultura possa avere un Paese che promuove queste attività come forma di benessere e che prevede nelle proprie strutture museali sale di arte terapia e di consultazione medica. Il nostro, invece, è un Paese in cui tra le notizie del giorno c’è l’abolizione dell’Insegnamento della Storia dell’arte dalle scuole. Inevitabile provare una profonda tristezza e paura per quello che ci aspetta. La nostra classe politica sta facendo di tutto per volerci impreparati, indifesi e indifferenti.

La storia dell’arte è stata colpita nel 2011 dalla Riforma Gelmini che ne aveva drasticamente ridotto il numero di ore nei Licei e negli Istituti tecnici, eliminandola totalmente negli Istituti professionali, ed è stata affondata poi dal governo Letta che ha respinto l’emendamento per il ripristino della materia nella scuola secondaria. Agli aspiranti docenti si chiede sempre di più di specializzarsi e proseguire le qualifiche, tra TFA e 24cfu aggiuntivi, mentre in parallelo proseguono le discussioni sull’abolizione della Storia dell’arte dalla scuola.

In questa triste caduta culturale che stiamo vivendo in Italia, la storia dell’arte che andrebbe impartita ai bambini insieme alla lingua madre, per formare cittadini consapevoli della propria nazione, rimane invece sempre più elitaria, soltanto per i pochi appassionati e curiosi. Intraprendere studi umanistici viene considerato un suicidio, puntare su attività culturali un’impresa epica. Nel resto del mondo invece, privo di una lunga storia e di un patrimonio artistico paragonabile a quello del nostro Bel Paese, viene data priorità all’arte ma soprattutto alla nostra bella Italia. Gli alunni delle scuole di New York, per esempio, vengono portati nei musei e alle mostre, per imparare la lingua italiana si consiglia loro l’approccio all’arte e una visita virtuale dei siti UNESCO italiani è immancabile per la loro formazione.

Adesso chiedetevi in quante scuole del nostro Paese si sia mai parlato anche solo del museo della propria città.

Alejandra Schettino per MIfacciodiCultura

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