Hunting Pollution, a Roma arriva il murale “mangia smog”

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Sabato 27 ottobre a Roma è stato inaugurato Hunting Pollution, il più imponente murale “mangia smog” in Europa. Si tratta di un dipinto della grandezza di più di mille metri quadrati realizzato dallo street artist Iena Cruz (il milanese Federico Massa) in collaborazione con Yourban 2030, un’associazione no-profit guidata da Veronica De Angelis che si propone di utilizzare il linguaggio artistico per sensibilizzare e avvicinare la popolazione alle tematiche legate alla salvaguardia dell’ambiente e sul rapporto che intercorre tra l’uomo moderno e il mondo naturale. Le forme espressive utilizzate dal collettivo sono molteplici: dalle arti figurative alla street art, dalla moda al cinema, tutte indirizzate a offrire alla popolazione nuove chiavi di lettura per un futuro sostenibile. La collaborazione coinvolge inoltre un’altra realtà no-profit, la Air is Art dell’americana Kristen Grove, che dal 2017 vuole fondere arte sostenibile e comunità culturali.

L’artista milanese Federico Massa, in arte Iena Cruz

Hunting Pollution, situato tra Via del Porto Fluviale e Via delle Conce – uno degli incroci più trafficati e caotici della capitale – è stato realizzato con Airlite, una speciale pittura che attraverso una reazione chimica è in grado di assorbire ed eliminare l’inquinamento atmosferico. Basti pensare che 12 metri quadrati di questa pittura possono distruggere tutti i gas di scarico emessi da un’automobile in un’intera giornata. L’effetto purificatore del murale, che ricopre un intero palazzo, è quindi pari a quello di più di trenta alberi, rendendolo così una delle più importanti opere di street art “rigenerativa” esistenti.

Il soggetto dell’enorme dipinto murale di Iena Cruz è un airone tricolore, specie in via d’estinzione, nell’atto di catturare una preda in un mare sporco e contaminato, a rappresentazione dei danni devastanti che l’inquinamento prodotto dall’uomo sta provocando al nostro pianeta. Ma questa rara creatura in lotta per la propria sopravvivenza diventa anche simbolo della lotta ai rifiuti e a quell’inquinamento che sta distruggendo il suo habitat. Egli vi si oppone infatti con tutta la sua imponenza divorando gli ossidi di azoto degli scarichi delle auto, ma anche il fumo di sigaretta, il benzene, i cattivi odori e tutti quei batteri presenti nell’aria che ogni giorno respiriamo. L’artista non è nuovo a questi soggetti e a progetti analoghi, realizzati con l’obbiettivo di denunciare le cause dei cambiamenti climatici che stanno mettendo in pericolo sempre più specie animali e vegetali.

Hunting Pollution, Zona Ostiense (Roma)

Hunting Pollution è un’opera importante, che oltre ad abbellire e a caratterizzare il quartiere insieme a tanti altri murales realizzati da celebri street artist manda un messaggio di grande impatto: l’arte può davvero salvare il Pianeta (almeno in parte). Questo progetto potrebbe infatti essere esteso in diverse aree della città, e da lì diffondersi in altri centri urbani, altre regioni, altri paesi, a migliorare l’aria di sempre più zone del mondo. Ovviamente poi, questa tecnologia potrà essere utilizzata anche nell’edilizia più tradizionale, contribuendo alla purificazione dell’atmosfera attraverso nuove abitazioni ecosostenibili.

È un messaggio di speranza, quindi, quello lanciato da questo grande murale, che con la sua colorata presenza concorre a creare una sensibilità verso l’ambiente e a testimoniare che cambiare rotta è possibile.

Beatrice Obertini per MIfacciodiCultura

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