L’arte come terapia: a Montreal i medici prescrivono visite ai musei

L'arte come una medicina per i malanni dell'animo

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L’arte ha sempre avuto qualcosa di terapeutico, dando sollievo a mente e cuore, penetrando nei meandri più intimi del nostro essere. In Canada, questo principio è stato esaltato trasformandolo in una cura per coloro che soffrono di patologie psichiche e fisiche, e così dal 1 Novembre, i medici della città di Montreal potranno prescrivere visite gratuite nei musei ai pazienti che presentano una serie di disturbi. L’accordo stabilito tra il Montreal Museum of Fine Arts e l’associazione di medici francofoni prevede, da parte dei medici aderenti al progetto, la prescrizione di 50 visite gratuite al museo.

Visita al museo

In una nuova epoca così cosmopolita e frenetica, non basta più il semplice movimento quotidiano per rinvigorire il corpo e la mente. Serve qualcosa di più assoluto che trascenda il benessere fisico per penetrare in profondità nell’anima e nella psiche di individui affetti sì da patologie gravi, ma anche da quella che è considerata la malattia del secolo, lo stress.
Sono sempre di più le prove scientifiche che dimostrano i benefici apportati dall’arte, in quanto l’esposizione alla bellezza concorre a custodire e a favorire un buono stato di salute.

Un interno del Mbam di Montreal

Insomma, l’arte come strategia di prevenzione!
Andare alle mostre, al museo o visitare luoghi artistici sono attività che sostengono la salute del cervello e bloccano l’attività nociva del cortisolo che fa danni quando siamo sotto stress. Il benessere psicologico è il punto di partenza per ottenere un riverbero sulla salute fisica, sulla longevità e sulla riduzione del declino cognitivo. In base a diversi esperimenti scientifici, è stato notato come l’arte stimoli le aree coinvolte nella sensazione di ricompensa e di benessere. E questa stimolazione genera la messa in circolo dell‘ossitocina, l’ormone dell’amore e della felicità, perchè rimanere incantanti davanti a un dipinto è un po’ come innamorarsi. Ma non è solo il bello in sé per sé a farci star bene. È anche la condivisione del bello. Il fatto che altre persone intorno a noi provino anch’esse la stessa bellissima sensazione fa entrare in gioco i neuroni specchio, grazie ai quali tendiamo a metterci nei panni delle persone che ci stanno accanto e a vivere le loro emozioni come se fossimo noi stessi, in prima persona, a provarle.

Visita la museo

L’arte, anche nelle epoche passate, era sempre stata vista come una medicina per i malanni dell’animo: basti pensare al modo in cui hanno ragionato ed agito alcuni dei più grandi artisti della storia, come ad esempio Vincent Van Gogh. Gli effetti terapeutici di sfogare i propri malesseri nell’arte sono radicati nella mente umana da sempre, ma questa nuova visione, in cui anche ammirare le opere diventa un metodo di lenimento del dolore, è una novità appartenente al nuovo millennio. Rappresenta un approccio pioneristico alle terapie per l’alleviamento delle sofferenze dei pazienti, e i risultati danno ragione a questa nuova generazione di medici avanguardisti.

Quindi perchè non adottare la stessa pratica anche in Italia? Con le nostre collezioni d’arte, migliaia di malati potrebbero ricevere sollievo dalle loro sofferenze, interagire con il bello che ci circonda e affrontare al meglio i disturbi di cui soffrono.
Dopotutto lo stesso Goethe era solito dire che «la bellezza è negli occhi di chi guarda». Un modo per spiegare che la bellezza è già insita in ognuno di noi, va solo riportata alla luce. E osservare opere d’arte produce su tutti lo stesso effetto di stupore, meraviglia, serenità e benessere.

Rosa Araneo per MIfacciodiCultura

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