#1B1W – La fede nell’Amore di Sanuye: “Nuvola rossa al tramonto”

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Il primo pensiero che accompagna la lettura di Nuvola rossa al tramonto (YouCanPrint 2018) dell’autrice Celeste Ingrosso, titolo che riconduce al significato del nome della protagonista della storia, Sanuye, è come il ripercorrere di una storia, soprattutto se è quella personale, abbia bisogno di scandire il tempo. Un tempo che riconduce a varie fasi, come insegnano altri romanzi o prodotti cinematografici, che richiedono una titolazione come sintesi di quanto si è vissuto. Così Sanuye, che trova finalmente il coraggio di fare i conti con il suo passato per vivere al meglio il suo presente, individua nella sua avventura vitale il tempo dell’innocenza, quello del tradimento, dell’ umiliazione, della liberazione, della ricerca, del riscatto, dell’ impegno, della guarigione per poi defluire nel tempo dell’amore.

Basta questo a capire che siamo al cospetto di un avventuroso viaggio di riconciliazione con se stessi, che avviene attraverso un racconto confidenziale del sé ad un perfetto sconosciuto, Benjamin O’Moore, dotato, però, dell’ambizione di riuscire a guardare oltre l’apparenza e di cogliere il presentimento di un infinito essere che c’è dietro una donna medicina che trascorre i suoi giorni con l’unica giovane superstite di un’antica tribù, i Crow, Chumani, e suo figlio. Un percorso che attraversa le fasi di riappacificazione che una donna, orfana di madre in balia di una procellosa quotidianità di sventurate coincidenze e condanne esistenziali dalle quali si è riscattata, attraversa per ritrovare l’Amore, quello per Dio, per il creato, per se stessa innanzitutto. Ella stessa afferma:

“tutto ciò che ho fatto è stato sempre e solo imparare ad amare”.

Nuvola rossa al tramonto di Celeste Ingrosso

Un preambolo questo che porterebbe a pensare ad un’ avventura dal profilo fortemente esistenziale, quant’anche religioso, ed è innegabile che lo sia, ma non nel senso più canonico che si possa immaginare, bensì in quello più vero, dunque, in quel rapporto, variamente identificabile in regole di vita, sentimenti e le loro innumerevoli manifestazioni, che diventano venerazione e adorazione che lega l’uomo a quanto egli ritiene divino. E cosa c’è di più sacro della vita e della natura stessa da cui è generata? Quella di cui l’uomo e la donna incarnano gli istinti più reconditi, soprattutto del regno animale, come avviene, ad esempio, con il magico lupo, simbolo di individualità e collettività di capacità empirica ed istintuale?

La Ingrosso, nel suo romanzo, racconta un percorso fatto di incontri fatalisti, di situazioni che si alternano nell’ambito di un grosso disegno che ci è dato scoprire progressivamente, tanto nel racconto quanto nella realtà vissuta, fatto di pagine che corrispondo ad attimi, di capitoli che corrispondo ad anni, ma sempre protese ad un’unica meta l’amore vero, l’amore puro. Senza fare i conti con se stessa, la sventurata Nuvola rossa sarebbe rimasta ferma al suo tramonto, ed invece per lei, la fine del suo racconto, della sua ammissione di fragilità e la sua ritrovata disponibilità all’energia positiva della vita, alla fiducia nell’altro, alla volontà di mettersi in gioco senza troppi pregiudizi difensivi, la ricolloca all’alba di una nuova vita possibile.

Antonia De Francesco con “Nuvola rossa al tramonto”

Con lo straniero venuto da lontano, come ognuno di noi rispetto al presente delle nostre storie che affondano le radici sempre in un passato che giorno dopo giorno è più distante, Sanuye riscopre il suo riscatto, la sua ricompensa per aver vissuto: Padre Ramon, anche lui tornato a casa dalla sua pace del cuore, quindi dalla sua donna, con il nome di Santiago. Nuvola rossa al tramonto sembra suggerire che il passato è sempre un bel tempo, un tempo abbastanza lontano da sembrare come al momento non è stato, o forse com’era senza che ce ne accorgessimo.

Antonia De Francesco per MIfacciodiCultura

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