Alla GAM di Torino “I Macchiaioli. Arte italiana verso la modernità”

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Negli spazi della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, dal 26 Ottobre 2018 al 24 Marzo 2019 per la prima volta viene presentata al pubblico un confronto vivo e preciso fra gli artisti dell’Ottocento che hanno contribuito in maniera del tutto personale alla rivoluzione della pittura italiana nel segno della ricerca sul “vero”: I Macchiaioli. Arte italiana verso la modernità. Curata da Cristina Acidini, Virginia Bertone, Francesca Petrucci.

Odoardo Borrani, Il 26 aprile 1859 in Firenze, 1859

A strutturare un profondo dialogo con la pittura macchiaiola è la prestigiosa collezione ottocentesca della GAM, che incoraggia un’esclusiva occasione di studio. In questa prospettiva un’attenzione particolare viene conferita ad Antonio Fontanesi, nel bicentenario della nascita, agli artisti piemontesi della Scuola di Rivara (Carlo Pittara, Ernesto Bertea, Federico Pastoris e Alfredo D’Andrade) e ai liguri della Scuola dei Grigi (Serafino De Avendaño, Ernesto Rayper), individuando nuovi elementi di confronto con la pittura di Cristiano Banti, Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Odoardo Borrani, protagonisti di questa cruciale stagione artistica. Ad inframmezzare la mostra sono le opere scelte alle prime Promotrici di Belle Arti e alla prima Esposizione nazionale di Firenze del 1861. In questa cornice, è presentato al pubblico il dialogo che sospinge alcuni artisti tra Piemonte, Liguria e Toscana a condurre le ricerche sul ” vero”. Sono anni di sperimentazione, dove le ricerche sul binomio colore-luce determinano il comune denominatore tra i pittori riuniti in cenacoli, noto esempio fu proprio quello del Macchiaioli toscani.

Giovanni Fattori, Soldati francesi alle Cascine, 1825-1908

 Il lavoro dei pittori macchiaioli rappresenta uno dei momenti più alti e significativi della volontà di rinnovamento dei linguaggi figurativi, divenuta prioritaria alla metà dell’Ottocento. Fu a Firenze che i giovani frequentatori del Caffè Michelangiolo misero a punto la “macchia”. Proprio in questo incontro di genialità e poetica del colore i giovani contestatori delle regole accademiche si interessano al paesaggio. Si procede ora secondo le linee guida dettate dalla luce affermando che la forma non esiste, ma è creata dalla luce stessa: il flusso luminoso colpendo gli oggetti, restituisce al nostro occhio la forma in una dimensione meno specifica ma tanto più vera, attraverso macchie di colore distinte o sovrapposte ad altre macchie di colore. La realtà è l’impressione che deriva osservando la forma fisica per poi tradurla in colore e luce attraverso macchie di chiari e scuri. Questa audace sperimentazione porterà a un’arte italiana “moderna”, che vede proprio a Torino, capitale del Regno d’Italia sotto la guida di Vittorio Emanuele II, nel maggio del 1861, la sua prima affermazione alla Promotrice delle Belle Arti, aperta nelle sale dell’Accademia Albertina. Seguono le scelte figurative dei macchiaioli dall’Unità d’Italia a Firenze capitale e gli ambienti in cui maturò il linguaggio macchiaiolo. A chiudere il viaggio è l’esperienza cruciale di due riviste: il Gazzettino delle Arti del Disegno, pubblicata a Firenze nel 1867, e l’Arte in Italia, fondata due anni dopo a Torino e che accompagna le vicende artistiche italiane sino al 1873.

Silvestro Lega, Una veduta in Piagentina,1863

Le ragioni della mostra dimorano nella volontà di individuare e documentare questo dialogo artistico, nella sua fase iniziale, improntata ad un naturalismo sperimentale, ardito, partendo dagli anni cinquanta dell’Ottocento fino al 1870, una documentazione visiva improntata su consapevolezza scientifica e competenza espositiva, creando un cammino aperto a tutti, comprensibile ad un pubblico vasto, curioso, amante del colore e del vero.

 

I MACCHIAIOLI. Arte italiana verso la modernità

A cura di Cristina Acidini, Virginia Bertone, Francesca Petrucci.

GAM – Galleria  d’Arte Moderna, Torino

Dal 26 Ottobre 2018  al  24 Marzo 2019

Grazia Nuzzi per MIfacciodiCultura

 

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