Animali e psichiatria: pet therapy, quando l’aiuto non arriva dalle parole

Pet Therapy, gli animali parlano all'anima di ciascuno di noi

0 1.207

Animali e psichiatria: pet therapy, quando l’aiuto non arriva dalle parole

pet therapyGli animali domestici sono per noi un vero toccasana sia per il corpo che per la mente, e non è un caso che siano così utilizzati anche per la pet therapy.

Accarezzare e coccolare un animale aiuta a diminuire ansia e stress, tranquillizza e fa scaturire pensieri positivi. I nostri cuccioli dispensano amore incondizionato e ci fanno sentire meno soli, aumentano la nostra autostima. Avere un cane inoltre è una valida scusa per fare esercizio all’aria aperta e per socializzare con altre persone.

Questi benefici sono ormai noti a tutti e la pet therapy è utilizzata per portare allegria e serenità agli anziani soli, per far conoscere ai bambini valori fondamentali come il rispetto per le altre creature e instillare un primo senso di responsabilità e anche in alcuni reparti di ospedali.

Ma c’è di più: un recente studio britannico ha dimostrato come gli animali da compagnia siano fondamentali per il trattamento a lungo termine dei problemi di salute mentale dei rispettivi proprietari.

Helen Brooks e i colleghi della University of Manchester hanno selezionato un campione di 54 persone, pazienti psichiatrici affetti da diverse patologie (dalla schizofrenia al disturbo bipolare), cui è stato chiesto di valutare il valore, il significato e il rapporto che hanno con i loro animali domestici. I partecipanti hanno ricevuto un diagramma rappresentato da tre cerchi concentrici, il cui centro rappresentava il proprietario dell’animale. Veniva poi loro chiesto di scrivere nomi di persone, luoghi, cose (e anche animali) che hanno contribuito a sostenerli nel corso della vita, soprattutto dopo la diagnosi di disturbi mentali.

Il risultato sorprende: 25 partecipanti hanno considerato i propri animali come componenti attivi della loro rete sociale, il 60% degli animali inoltre è stato collocato nel cerchio più vicino al proprietario, mentre il 20% subito nel secondo cerchio.

La ricercatrice ha sottolineato come gli animali vengano visti, in questo studio, come il supporto sociale principale e come i rapporti intrattenuti con loro siano sicuri e liberi da pregiudizi. Afferma inoltre:

Cani e gatti regalano un supporto incondizionato, che purtroppo a volte queste persone non riescono a ricevere dalle proprie famiglie e soprattutto dalla società.

Lo studio ha esaminato solo un campione ridotto di persone e non può essere lo specchio dell’intera società, ma è un ottimo punto di partenza per scavare a fondo.

Nonostante gli ospedali psichiatrici giudiziari siano stati definitivamente chiusi nel 2015, vi è ancora molta discriminazione per le patologie psichiatriche e molto spesso la paura di essere emarginati porta le persone a non volersi curare. Nominare psicologi e psichiatri porta, ancora oggi, a definire quella persona un “matto, pazzo” e questo giudizio superficiale e dettato dall’ignoranza crea disagio e profondo imbarazzo.

I disturbi psichici portano, purtroppo, anche a condizioni di solitudine in cui il malato deve convivere con la malattia o affrontare la terapia senza famigliari o amici attorno: ben venga quindi l’aiuto dei nostri amici animali!

Mariachiara Manzone per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.