La Maternità naturale di Francesco Fossati a Casa Boschi Di Stefano

0 283

Martedì 16 ottobre è stata presentata presso Casa Boschi Di Stefano l’opera Madonna con Bambino – Ailanthus Altissima di Francesco Fossati, finalista del Premio Cramum 2018, che andrà a sostituire la singolare Madonna col Bambino di Mario Tozzi (1925), ora in prestito presso il MART di Rovereto in occasione della mostra dedicata alla figura di Margherita Sarfatti. Questo scambio si inserisce all’interno del progetto Sostituzioni, pensato dalla direttrice della casa-museo Maria Fratelli per sostituire temporaneamente le opere prestate ad altri musei o istituzioni con opere realizzate da artisti contemporanei. In questo modo il museo ha la possibilità di mantenere intatto il proprio allestimento unico, caratterizzato dalla incalzante continuità visiva creata dalla vicinanza di numerose opere, e allo stesso tempo offre l’opportunità alle nuove generazioni di artisti di poter esporre il proprio lavoro all’interno di un luogo che rappresenta un punto di riferimento fondamentale per l’arte contemporanea a Milano. Il “vuoto” lasciato dalle opere in prestito diventa così un’occasione, una possibilità di dare spazio ai nuovi artisti di dialogare con i maestri del Novecento.

Mario Tozzi, Madonna col Bambino, 1925
Mario Tozzi, Madonna col Bambino, 1925

L’opera di Francesco Fossati, scelta dalla stessa direttrice di Casa Boschi Di Stefano in collaborazione con il direttore artistico del Premio Cramum Sabino Maria Frassà, si inserisce all’interno del progetto Sostituzioni in punta di piedi, con una delicatezza e un’armonia che solo il mondo naturale può trasmettere. Qualità che vengono sottolineate, inoltre, dal forte contrasto tra i colori tenui e completamente naturali della Maternità di Fossati e i toni forti degli acrilici e degli oli delle avanguardie novecentesche.

Il lavoro di Fossati, realizzato seguendo la tecnica dell’ecoprint, vuole essere una reinterpretazione e un omaggio dell’opera di Tozzi – una rappresentazione della maternità di incredibile modernità – che si fa però portatrice di un ulteriore messaggio legato al mondo della natura e dell’ecologia. La ricerca del giovane artista è infatti da tempo improntata verso l’utilizzo all’interno della sua opera dell’elemento naturale e verso il totale rispetto dell’ambiente. La tela utilizzata da Francesco Fossati è infatti ricavata da un tessuto grezzo al cento per cento naturale ed è montata sopra a un telaio realizzato con legno riciclato, mentre le foglie utilizzate per creare le geometrie del dipinto – provenienti da un terreno adiacente allo studio dell’artista – sono state fatte bollire mediante strumenti collegati a un generatore che usufruisce solo di energie rinnovabili.

Francesco Fossati, 2018 (Ph. Eloisa Perego)
Francesco Fossati, 2018 (Ph. Eloisa Perego)

L’elemento naturale prende così il posto della figura umana all’interno di quest’opera, diventando madre e figlia allo stesso tempo grazie all’utilizzo di una pianta infestante, l’Ailanthus Altissima appunto, nota per la sua estrema facilità nel riprodursi autonomamente in modo esponenziale dando vita a innumerevoli piante-figlie. Due cerchi concentrici diventano così la rappresentazione di una maternità che fa riflettere (come ai tempi fece riflettere la Madonna di Tozzi) su tematiche fondamentali ma ancora troppo poco indagate, come l’importanza di salvaguardare il nostro pianeta per le generazioni future. Il dipinto di Francesco Fossati vuole quindi essere rappresentazione di una Madre-Terra creatrice e generatrice di vita, ma che al tempo stesso necessita di protezione e rispetto in un mondo sempre più inquinato e antropizzato.

Beatrice Obertini per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.