Impressioniste: quattro donne alla conquista dell’arte

Impressioniste, Martina Corgnati

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Nella splendida cornice della Sala Biblioteca del Circolo dei Lettori di Torino, Mercoledì 17 Ottobre, Martina Corgnati ha presentato il suo ultimo libro, intitolato Impressioniste.

Un titolo semplice, ma d’effetto, che lascia subito intuire la tematica affrontata dalla docente e storica dell’arte torinese. Il libro (edito da Nomos Edizioni) porta a galla le vite di quattro pittrici straordinarie: Berthe Morisot, Eva Gonzalès, Marie Bracquemond e Mary Cassat. Questi nomi rappresenteranno le uniche voci femminili all’interno del movimento impressionista. 

Inutile dire che in un’epoca come quella della seconda metà dell’800, il ruolo delle donne nel mondo dell’arte era molto marginale. Era permesso loro di dipingere, certo, ma più che altro come attività dilettantistica, da salotto; una donna rispettabile non avrebbe mai potuto vestire i panni di una vera e propria pittrice professionista. Se l’avesse fatto, sacrificando, quindi, il ruolo di moglie e madre, sarebbe stata ricoperta dalla derisione e dalle maldicenze della società circostante.

Berthe, Eva, Marie e Mary rappresentano, invece, un esempio di ribellione; si tratta di donne che sono emerse dalle mura domestiche, decidendo di dedicare la loro intera esistenza alla pittura, e Martina Corgnati ci permette di sbirciare all’interno delle loro vicissitudini, per comprenderne meglio la genialità e il loro talento.

Sebbene si tratti di donne con storie molto diverse alle spalle, ciò che accomuna queste artiste è la presenza costante di un mentore, molto spesso proprio di uno di quei grandi nomi che sono arrivati fino a noi oggi. Uomini, quindi, che, nonostante tutto, hanno creduto nelle loro doti e che andando al di là del mero incoraggiamento emotivo, le hanno introdotte nell’ambiente della pittura impressionista. Nel caso di Berthe Morisot e di Eva Gonzalès, Manet giocò un ruolo determinante nella loro carriera artistica: addirittura Berthe si ritroverà sposata con Eugène Manet, (il fratello minore di Edouard) dal quale avrà una figlia, Julie. Fu, invece, Ingres a riconoscere il talento indiscutibile di Marie Bracquemond, mentre Degas fu il grande mentore di Mary Cassat.

Ovviamente non bisogna pensare che per queste quattro artiste fu semplice conquistare l’ammirazione dei grandi pittori che le sostennero: il retaggio culturale dell’epoca impediva anche a grandi geni come Manet, Degas e Ingres di riconoscere le potenzialità nascoste nelle doti artistiche di una donna. Loro quattro, però, non ebbero timore di mostrare le loro opere, guadagnandosi, così, la fiducia dei loro mentori.

Le loro storie ci aiutano, in un certo senso, a rileggere il movimento impressionista nei suoi rapporti interni; grazie all’ingresso di quattro figure femminili nella rosa artistica del movimento, possiamo senza dubbio sostenere che sia un preludio della modernità e dell’emancipazione femminile. 

Come sostiene l’autrice, si tratta di un percorso di ricerca nuovo per l’Italia, poichè prima che si iniziasse a parlare di queste grandi artiste, c’era un buco all’interno della storia dell’arte. Nel libro viene delineata in maniera molto precisa l’identità di ciascuna di queste quattro donne, permettendo al personaggio di collocarsi nella storia, la quale è sempre stata caratterizzata da una struttura maschile. La presenza di Berthe Morisot, Eva Gonzalès, Marie Bracquemond e Mary Cassat colma quell’assenza femminile all’interno delle Arti, che da sempre ci portiamo avanti.

Impressioniste, è un punto di vista nuovo che ci permette di fare la conoscenza di quattro grandi artiste che hanno partecipato ad una delle grandi rivoluzioni artistiche del XIX secolo.

Lucia Giannini per MIfacciodiCultura

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