Pablo Picasso e l’arte di amare (o non amare) le donne

Picasso, El Matador: il genio e le donne

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Pablo Picasso

Dovrebbe essere un dato di fatto che dove c’è arte ci sia anche amore, e viceversa. Due elementi, due emblemi che sono sempre andati di pari passo nella storia della cultura, della società, e anche in quella personale di ognuno di noi. Assodato questo binomio, non può che valere anche per uno degli artisti più influenti di tutto il Novecento, Pablo Picasso (cui tra l’altro il Palazzo Reale di Milano sta dedicando una mostra dal titolo Metamorfosi).

Classe 1881, di origine spagnola, pittore, sculture e litografo senza precedenti, e soprattutto inventore del genere del cubismo, Picasso da sempre è rimasto incantato dalle figure femminili. Laddove vi era una donna, lui vi vedeva un’opera, e questa simbiosi, per quanto appassionante e curiosa possa essere, certamente ha portato con sé una sorta di maledizione, o comunque una serie di vicende spiacevoli riguardanti proprio gli amori dell’artista.

Non casualmente le prime donne a far breccia nel cuore di Picasso furono delle modelle: siamo negli anni Dieci, la bellezza e il fermare il tempo in un ritratto è pane per i denti di queste giovani, e un artista come Pablo, appunto, non può rimanervi indifferente. Ma il più deve ancora venire: è il 1918 quando sposa Olga Koklova, ballerina di origine ucraina che fa parte del corpo di ballo ufficiale russo. Per amore di lui, Olga abbandona la professione della danza, rinuncia alle tournée in programma, per giunta tutto contro il volere della propria famiglia. Pochi anni più tardi Pablo Picasso diventa papà del piccolo Paulo, ed è da questo momento in poi che Olga Koklova smette di essere quell’ammaliante figura eterea del passato, e dall’artista viene relegata a semplice ruolo di madre, e null’altro. Picasso perde ogni forma di attrazione nei suoi confronti e per molti anni dedica, di nascosto dalla moglie, le sue attenzioni ad un’altra giovane donna, con cui vive una storia che se inizialmente si rivela leggera e passeggera, in realtà nasconde molto altro. Senza ottenere mai il divorzio, comunque i due rimarranno sposati fino all’anno della morte di lei per malattia, nel 1955.

Olga Koklova

Tornando all’amante di Picasso di quel periodo, è Marie-Thérèse Walter, ancora minorenne si dice, quando abbia incominciato la sua relazione con l’artista. Di fatto, Picasso conduce una doppia vita e si maestro dell’inganno, tra la Walter e la moglie Olga, ma il peggio arriva quando la giovane amante aspetta una bambina da lui, la piccola Maya, e così Picasso si trova ad avere due eredi, uno legittimo e uno no. Ad ogni modo, il suo comportamento nei confronti del genere femminile non cambia: come si era annoiato della Koklova qualche anno prima, lo stesso rimane annoiato dalla Walter. Sarà la maternità, lo scoprire che il corpo di una donna cambia? Sarà la perdita di interesse nei confronti dell’innamorata dopo la prima fase della passione? Rispondere con certezza è pressoché impossibile, data la complessità del pensiero e del sentimento umano, ancor più se riferito ad un artista la cui realtà è sempre vissuta in potenza. Ciò che è certo, però, è che Marie-Thèrèse è la seconda vittima della presunta maledizione, dato che morirà suicida nel 1977, rifiutando ogni contatto con Pablo Picasso per la sua insensibilità.

Passiamo alla terza figura femminile del caso: Dora Maar. Picasso la conosce negli anni Trenta, e dopo pochi incontri casuali scatta la passione. Amante anche lei della fotografia e della pittura, Picasso trova in Dora la sua metà creativa oltre che quella sentimentale, e la loro relazione procede fino agli anni Settanta circa, con molti periodi bui, dettata dalla continua infedeltà del nostro protagonista. Dunque, anche la Maar è una donna dall’estro bizzarro, seducente e accattivante, che però si ritrova a morire sola a causa di un uomo che non ha saputo apprezzarla per ciò che era. Così, veniamo alla penultima, Françoise Gilot (nella fotografia in copertina), artista che Picasso conobbe negli anni Quaranta, per caso, seduto a un tavolo di un ristorante. Nonostante non sia più così giovane (infatti ha più di sessant’anni), Picasso decide di intraprendere piuttosto seriamente una relazione con lei, e in effetti è così dato che i due avranno due figli, durante i dieci anni della loro convivenza. Ciò che alimenta ancor più gli intrighi, è il legame tra la Gilot e l’ultima donna amata da Picasso, Jacqueline Roque. Una donna di circa cinquant’anni più giovane di lui, che fa la ceramista. E per ben dieci anni, una volta separatosi dalla Gilot – forse l’unica ad avergli tenuto veramente testa – Jacqueline starà al suo fianco, fino alla morte di lui nel 1973.

Dunque, con parole sue, per Picasso l‘arte era «una menzogna che ci consente di riconoscere la verità», e ci viene il dubbio che in effetti per lui sia stato veramente così se si pensa a tutte le opere che ha realizzato ispirandosi alle donne che ha amato, e ferito allo stesso tempo. 

Francesca Bertuglia per MIfacciodiCultura

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