La poetica irrequietezza di Arthur Rimbaud, «Angelo in esilio, Satana adolescente»

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Sensation

Par les soirs bleus d’été, j’irai dans les sentiers,
Picoté par les blés, fouler l’herbe menue:
Rêveur, j’en sentirai la fraîcheur à mes pieds.
Je laisserai le vent baigner ma tête nue.

Je ne parlerai pas, je ne penserai rien:
Mais l’amour infini me montera dans l’âme,
Et j’irai loin, bien loin, comme un bohémien,
Par la Nature, – heureux comme avec une femme.

Arthur Rimbaud
Arthur Rimbaud

Il 20 ottobre 1854 nacque a Charleville, cittadina francese al confine col Belgio, Arthur Rimbaud, poeta decorato dell’aggettivo maledetto.

Crebbe con una padre assente e una madre severa e ben presto la sua bravura scolastica e il suo comportamento ebbero la peggio rispetto al suo temperamento ribelle e creativo.
Precoce compositore di versi, attraverso i suoi componimenti espresse tutta la sua sua repulsione nei confronti società francese di fine ‘800.
Distrusse le convenzioni sociali e cavalcò il fervore politico della sua epoca: fu rivoluzionario, irrequieto, scandaloso, sregolato, vagabondo, selvatico, ispirato.

Scappò di casa ancora adolescente e visse una vita senza fissa dimora tra la Francia, il Belgio, l’Italia, la Svizzera e la Gran Bretagna, dove si innamorò di Londra e della lingua inglese, entrambi essenziali e senza la retorica tipica della Francia, spostandosi spesso a piedi e vivendo per strada.

La sua poesia rispecchiò la sua mancanza di regole sia nella vita che nella produzione letteraria, attraversando diverse correnti letterarie senza mai legarsi a nessuna in particolare: decadentismo, simbolismo, surrealismo lo ispirarono ma più di chiunque altro, fu l’opera di Charles Baudelaire ad influenzare Rimbaud, rendendo la sua arte unica nel panorama letterario.

Non solo l’abuso di alcol, le idee politiche estremamente orientate alla rivoluzione e la repulsione per la religione e per la morale lo resero un incompreso ed emarginato, ma anche la sua condotta sentimentale e sessuale: Rimbaud non nascose mai la sua relazione con il creatore dei cosiddetti poeti maledetti, ovvero Paul Verlaine. I due poeti ebbero un amore passionale e irregolare, spesso violento che si concluse amaramente con il ferimento di Rimbaud da parte di Verlaine, che disperato all’idea di perderlo gli sparò al braccio.

Rimbaud, abbandonato da tutto l’ambiente letterario a causa dei suoi continui atti scandalosi, dei processi che subì e dei suoi soggiorni in carcere, decise, sul finire della propria giovane vita, di abbandonare la letteratura e rinnegare gli ideali che lo avevano accompagnato fino a quel momento nel suo tumultuoso modo di vivere e di pensare: nel suo continuo peregrinare nel mondo alla ricerca di un po’ di quiete, approdò nel continente africano, dove si diede al commercio di armi e spezie.

Morì a Marsiglia il 10 novembre 1891, a soli 37 anni, a causa di un tumore al ginocchio che in breve tempo lo pervase.

Larme – Mai 1872

Loin des oiseaux, des troupeaux, des villageoises,
Je buvais, accroupi dans quelque bruyère
Entourée de tendres bois de noisetiers,
Par un brouillard d’après-midi tiède et vert.

Que pouvais-je boire dans cette jeune Oise,
Ormeaux sans voix, gazon sans fleurs, ciel ouvert.
Que tirais-je à la gourde de colocase ?
Quelque liqueur d’or, fade et qui fait suer.

Tel, j’eusse été mauvaise enseigne d’auberge.
Puis l’orage changea le ciel, jusqu’au soir.
Ce furent des pays noirs, des lacs, des perches,
Des colonnades sous la nuit bleue, des gares.

L’eau des bois se perdait sur des sables vierges,
Le vent, du ciel, jetait des glaçons aux mares…
Or ! tel qu’un pêcheur d’or ou de coquillages,
Dire que je n’ai pas eu souci de boire!

Come molti artisti, la fama rese giustizia al genio solo dopo la morte. Solo dopo la sua prematura scomparsa, infatti, la sua poesia finalmente uscì dalle cerchie dell’élite intellettuale e si diffuse a macchia d’olio: movimenti politici e artistici nacquero nel suo nome, votati a quell’autenticità di cui Rimbaud fu portatore.
Mistico selvaggio, appassionato di alchimia e affascinato dalle passioni umane più estreme, Rimbaud lasciò in eredità il suo pensiero impetuoso, colto da tutti gli animi più sensibili e disposti a far proprio quel modo di pensare fuori dagli schemi senza compromessi di sorta.

L’Enciclopedia della Letteratura Garzanti ne parla così:

Rimbaud è il più grande e integrale interprete poetico della crisi nichilistica; e, come molti autori dei tempi di crisi, è caratterizzato da una potente ambiguità, che permetterà infatti interpretazioni divergenti della sua poesia.

verlaine_rimbaud_poetas_39342678e2e6c301fc7b38920Nessun testo di Rimbaud venne pubblicato prima della sua partenza per l’Oriente, ovvero quando nel 1876 partì con le milizie coloniali olandesi destinate all’isola di Giava, e con il suo consenso. Nel 1883 Verlaine scrisse un articolo sull’amante lontano e rivelò alcuni brani, poi ripresi nel suo Poeti Maledetti (1884). Due anni più tardi uscirono, con la raccolta di poemi in prosa Illuminazioni, altri inediti, ma la prima vera e propria pubblicazione delle poesie risale alla fine del ’91, ovvero Reliquaire. Seguì, nel 1895, l’edizione curata da Verlaine e approvata da Isabelle Rimbaud, sorella del poeta (Poesie complete di Arthur Rimbaud). Verranno pubblicate poi nel 1898 le Opere di J.-A. Rimbaud, Poesie e nel 1912 la raccolta di poesie Stagione all’Inferno e le Illuminazioni. 

Nel corso di più di un secolo, l’opera di Arthur Rimbaud è stata più volta ripubblicata e riproposta, soprattutto attingendo dalla raccolta Demeny, sebbene il poeta avrebbe preferito venisse distrutta, e dalle opere diffuse dal suo grande e difficile amore Paul Verlaine, consegnando Arthur Rimbaud alla storia della letteratura.

Non ha fatto altro che viaggiare terribilmente e morire giovanissimo.

Paul Verlaine

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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