“A star is born” di Bradley Cooper: l’amore dura in eterno, ma non vince sempre

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Remake. Che sia un critico o un appassionato, troverete sempre qualcuno che al suono di questa parola, potrebbe storcere il naso. Dopotutto, il rifacimento di un film, un’opera teatrale o una canzone, non è mai semplice, e restare fedeli all’originalità della genesi o approfondire la storia da una diversa angolazione, è un viaggio coraggioso e allo stesso tempo affascinante. A Bradley Cooper, attore statunitense conosciuto principalmente per le sue interpretazioni di Una notte da leoni e Il lato positivo – Silver Linings Playbook, non è certo mancata questa grande dose di temerarietà, e per il suo esordio alla regia, ha scelto uno dei più memorabili cult del cinema americano. A onor del vero, A star is born (arrivato nelle sale italiane giovedì 11 ottobre) rinasce per la quarta volta sul grande schermo con protagonista lo stesso Cooper e la cantante Lady Gaga.

Al termine di un concerto, Jackson Maine, musicista country e rock di enorme successo, si reca in un bar di drag queen e conosce per caso Ally, un’aspirante cantante che, nonostante il grande talento, crede poco in sé stessa. Tra i due scatta subito il colpo di fulmine e grazie all’aiuto di Jackson, Ally riesce a vincere l’insicurezza che attanagliava la sua vita e a diventare una pop star di fama internazionale. Nel frattempo, la carriera di Maine, che combatte da sempre con la dipendenza da alcol e droghe, subisce una brusca frenata, e inevitabilmente, la passione tra i due inizia ad incrinarsi e a perdere colpi.

La sceneggiatura di Bradley Cooper è un adattamento dell’originale È nata una stella del 1937 che precede la versione del 1954 con Judy Garland e quella del 1976 con Barbra Streisand e Kris Kristofferson. La storia ha subito qualche variazione sul contenuto, ma ciò nonostante, l’ambientazione temporale risulta credibile e coinvolgente. Non a caso, le vicende dei protagonisti sono trasportate ai giorni nostri e non mancano riferimenti a piattaforme web e a tutto ciò che ruoto intorno all’industria musicale contemporanea. L’alchimia tra la regina del pop e l’attore di Filadelfia è il vero motore trainante del film, presentato Fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2018; il modo in cui interagiscono tra loro, gli sguardi che bucano lo schermo, generano un profondo senso di compiutezza e una moltitudine di sensazioni che tendono a trascinare lo spettatore sull’empito sentimentale dell’opera. E poi c’è la musica, l’altra protagonista della pellicola, potente e struggente in ogni sua forma, padrona assoluta di moltissime scene. Da Out of Time a Shallow, fino ad arrivare a I’ll Never Love Again, un mix tra inediti e cover che puntano come obiettivo la prossima notte degli Oscar.

A star is born è un capolavoro che vive di eleganza, poetica e mistificazione. La regia di Bradley Cooper non pecca mai di presunzione e si diverte a svolgere il compitino nei dettagli del mestiere, lasciando che lo spettatore si senta parte di un racconto che non conosce tempo. Debutto vincente anche per Lady Gaga, superlativa, magnetica e sensuale nell’interpretare una personalità tormentata; chirurgica nel portare in scena una vera e propria esaltazione della femminilità.

La legge del successo, i fantasmi del passato, la dipendenza, restare fedeli a se stessi. A star is born illumina molteplici tematiche che, a loro volta, si intersecano con il valore predominante della narrazione: l’amore. Amore inteso come distacco, sacrificio, accettazione di ciò che è stato e ciò che sarà. Quando arrivano i titoli di coda, quando l’ultima canzone sancirà il verdetto finale, capirete che Jackson ed Ally si sono amati per davvero, e che ogni loro passo verso l’inferno, non era nient’altro che un modo per dirsi: Ricordiamoci così. Nonostante tutto.

Luigi Affabile per MIfacciodiCultura

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