Chi è in realtà Peter Pan? La storia di un personaggio oltre il mito

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Chi è in realtà Peter Pan? La storia di un personaggio oltre il mito

immagine5 (1)L’infanzia di ognuno di noi è stata segnata dalle avventure di Peter Pan e dei bambini dell’Isola che non c’è. Grandi e piccini si sono riconosciuti – e si riconoscono – in quel simpatico personaggio eternamente bambino che sigilla in qualche modo gli ideali di purezza e di innocenza dell’infanzia minacciata dall’età adulta. Le belle immagini di Walt Disney, le note di Bennato e le scene di film e pièce teatrali ci hanno fatto sognare un “mondo ideale” dove i veri valori sono preservati e nel quale è piacevole rifugiarsi quando il mondo degli adulti diventa troppo opprimente ed esigente.

Peter Pan, o il ragazzo che non voleva crescere venne scritto da James Matthew Barrie come pièce teatrale nel 1904 e debuttò il 27 dicembre di quell’anno al Duke of York’s Theatre nel West End londinese, venendo poi trasformato in romanzo da Berrie nel 1911. Tuttavia non tutti sanno che la figura di Peter era comparsa già nell’opera Peter Pan nei giardini di Kensington pubblicata nel 1906.

La storia è intrisa di elementi magici e fatati, realtà, limiti, confini e scontro/incontro tra il tempo dell’infanzia e il tempo dell’età adulta. Gli elementi sembrerebbero coincidere perfettamente con la storia a tutti nota, ma le vicende e la vita del protagonista sono molto differenti.

immagine 1 (1)Peter Pan nasce come un uccellino donato alla madre da parte di re Salomone. Il sovrano che vive nei giardini di Kensignton è sempre disposto ad accogliere la preghiera delle madri desiderose di un figlio: gli uccellini donati, infatti, diventeranno poi degli splendidi bambini. La natura ribelle e particolare di Peter Pan si manifesta subito: incuriosito dal mondo, Peter vola via dalla finestra che la madre aveva dimenticato aperta e fa ritorno ai giardini. Nei giardini Peter Pan si accorge di essere diverso: non è un uccello, ma non è neanche un bambino e, pentitosi della scelta fatta, decide di tornare indietro. Purtroppo trova chiusa la finestra della sua casa: sarà costretto a restare per sempre nei giardini, in una sorta di limbo tra finzione e realtà.

Peter non è dunque il ragazzino ribelle alle soglie dell’adolescenza ma un bambino in fasce. Per di più è un essere a metà, metà tra uccello e bambino. È un essere che con la sua scelta si è precluso la possibilità di crescere e di diventare adulto, condannandosi a una eterna infanzia e a un distacco totale dal mondo reale. I cancelli del giardino separano il “qui” e il “là”, il “dentro” e il “fuori”, il mondo reale da quello immaginario.

immagine4 (1)È proprio su questo confine instabile, su questo limbo traballante che Peter vivrà suonando il flauto, giocando con la sua capretta, incontrando fate ed esseri fantastici e, soprattutto, rifugiandosi sempre più in se stesso.

Peter è fondamentalmente una personalità triste e problematica: vive le conseguenze negative delle sue stesse scelte e camuffa la tristezza con un’euforia spesso effimera che lascia spazio, poi, alla passività e all’egoismo derivati, proprio, dal suo “non essere” o meglio, dalla sua condizione di precaria liminalità.

Tracce della personalità del personaggio si ritrovano nella biografia e negli eventi che hanno caratterizzato l’infanzia e la vita dell’autore stesso: ad esempio, a soli sei anni Barrie vive la morte di suo fratello tredicenne e si addossa il compito di consolare sua madre cercando di assumere le sembianze di suo fratello. Vive, contemporaneamente, una condizione di isolamento dalla sua stessa identità e dalla sua infanzia… perduta e un po’ negata.

Lisa di Iasio per MIfacciodiCultura

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