U2: a Milano il tour 2018 tra Esperienza ed Innocenza

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Ci sono eventi ed appuntamenti che si aspettano per molto tempo, diversi mesi prima che avvengano. Ci sono eventi che toccano il nostro cuore e che non hanno a che fare solo col divertimento. Questo vale per chi è amante della musica, nel momento in cui finalmente giunge la data di un concerto che per noi non è solo tale. Ecco, quindi, che un concerto degli U2 rientra in questo contesto. Infatti, a partire da giovedì 11 ottobre per quattro date (poi, 12, 15, 16 ottobre) la band irlandese sarà in concerto al forum di Assago (Milano) per l’Experience + Innocence Tour. Il ritorno del gruppo in Italia è più che sentito. Gli U2 non suonano al forum da molto, infatti, dal lontano 1992 con il tour dello Zoo tv. Nel 2005 e nel 2009 invece si erano esibiti allo stadio di San Siro. Le novità per il live non mancano, a partire dal palco, con visibilità 360′.

Songs of Innocence e Songs of Experience sono gli ultimi due album prodotti dalla band, sempre con testi di Bono e The Edge e arrangiamenti originali. «Gli U2 sono sempre stati come una comunità con famiglia e amici. Songs of Innocence è l’album più intimo che abbiamo fatto. Con questo disco stavamo cercando il grezzo, nudo e personale, per tornare all’essenziale». Ecco quanto emerge dalle parole di Bono, rimarcando il significato profondo del loro lavoro. È importante sottolineare come i due album non si possano considerare separatamente dal momento in cui Experience è esattamente la prosecuzione e l’ampliamento del precedente. Gli U2, quindi, hanno deciso di dedicarsi al racconto personale, all’espressione di sé, e proprio l’ultimo lavoro a questo proposito è stato scritto sotto forma di lettere da Bono Vox, indirizzate ai suoi cari. L’ispirazione letteraria è degna di nota: entrambi i titoli delle raccolte sono trattate dall’opera poetica di William Blake, poeta inglese vissuto tra Settecento e Ottocento, che nel 1794 scrisse I Canti dell’innocenza e dell’esperienza. A tal proposito ritorna interessante la dichiarazione del cantante: si ritorna all’essenziale, si mette l’uomo a nudo, e si guarda al significato dell’arte. Questo stesso era l’intento di Blake con i suoi componimenti.

Ma ora qualche cenno storico, che al pubblico nostalgico piace sempre ricordare, per poter mostrare veramente una passione musicale unica. Era il 20 settembre 1976 quando Larry Mullen, futuro batterista, affisse sulla bacheca della Mount Temple School di Dublino un avviso indirizzato ad aspiranti musicisti. E da quel momento comparvero al suo fianco Paul Hewson, Adam Clayton e David Evans. Sarebbero stati gli U2 dopo poco tempo, non appena decisero il nome definitivo, e non appena smisero di provare nella cucina della casa di Larry. Insomma, sarebbero diventati un gruppo rock dalle mille sfumature destinato a lasciare le tracce negli ultimi decenni del secolo scorso, e perché no, anche i nostri anni, per riscoprire un sound sempre originale e artigianale, lontano dalle solite file esclusivamente commerciali.

Quattordici album in studio, da Boy nel 1980, e un discreto numero di raccolte e dvd musicali, è quanto gli U2 ci hanno consegnato nella loro lunga e vivace carriera. Erano dei giovanotti pieni di entusiasmo, e perché no, di dubbi e di rabbia, quando hanno cominciato, mentre ora sono padri di famiglia seri e impegnati anche in moltissime opere di beneficenza. Non sappiamo quando arriverà il momento in cui sceglieranno di ritirarsi dalle scene, ma quello che sappiamo è che fino ad allora li accompagneremo insieme, dimostrando quanto la forza del pubblico sia importante per trasmettere il vero potere della musica.

One blood

One love

One life.

Francesca Bertuglia per MIfacciodiCultura

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