Le 30 domande inedite ritrovate del Questionario di Proust svelano il mistero Proust

0 619
Il Questionario di Proust

Ciò che Laurent Coulet, librario antiquario parigino, si è ritrovato recentemente tra le mani rappresenta un vero passo in avanti verso la conoscenza di uno degli autori più celebri della letteratura mondiale. È infatti inizio aprile quando una famiglia francese si rivolge al proprietario del negozio di Boulevard Haussman per affidargli un manoscritto ritrovato all’interno della propria biblioteca. Si tratta di una parte inedita del celebre Questionario di Proust.

«Il questionario mi è stato consegnato in una busta, l’ho aperta, ho riconosciuto la grafia e ho sentito un tuffo al cuore. Poi, due grafologi hanno confermato la scrittura e Tadié la coerenza con gli altri scritti e lo stile». Così ha commentato l’accaduto lo stesso Coulet, che tra il 13 e il 15 aprile ha poi affidato il documento al Salon du livre rare, dove i critici hanno attribuito ad esso il valore di 250.000 euro. Il manoscritto ritrovato si presenta al pubblico come un piccolo fascicolo di sei pagine, con alcune domande prestampate e le risposte che diede lo stesso autore di Alla ricerca del tempo perduto il 25 giugno 1887, all’età di soli 15 anni. Marcel Proust pose come titolo del documento Mes confidences (Le mie confidenze), anticipando quanto le sue risposte sarebbero state rivelatrici della sua parte più intima. Ad occuparsi dell’autenticazione del documento ha contribuito anche Jean-Yves Tadié, il più esperto biografo dell’autore.

Erano noti altri due esemplari, ma successivi. È entusiasmante che, in questi manoscritti, Proust manifesti già una doppia tensione, amorosa e intellettuale.

Le pagine ritrovate si aggiungono e completano originalmente un esemplare tramandato dalla storica amica d’infanzia Antoinette Faure al nipote André Berge, venduto all’asta nel 2003 per 120 mila euro. Il Questionario Proust rappresenta un modo eccentrico ma altrettanto effettivo per avvicinarsi inequivocabilmente all’animo di Marcel, andando oltre ciò che ogni lettore può trovare nei suoi indimenticabili romanzi. La maschera che l’autore francese indossava quando ne Alla ricerca del tempo perduto si immedesimava nei panni del giovane innamorato Gilbert Swann, cala infatti quando egli si ritrova a rispondere, ponendo poi la propria firma, a domande volte a compiere la più minuziosa delle investigazioni.

Tuttavia è necessario chiarire che lo svago intellettuale di interrogare se stessi e i propri ospiti non nasce con Proust, ma da un passatempo inglese diffusosi ampiamente alla fine del XIX secolo. Le famiglie aristocratiche che vantavano un elevato livello di istruzione si dilettavano infatti a rispondere a questionari, di breve o lunga durata, considerandoli come un arricchente intrattenimento riflessivo. A porlo sotto gli occhi stessi di Marcel fu poi la già citata amica di infanzia Antoinette Faure, figlia del presidente della repubblica francese, che gli rivolse una serie di domande. Queste si trovavano su un album che, rimanendo fedele alle sue origini, era intitolato An Album to record thoughts feelings etc. Sarà poi la moda portata dallo stesso Marcel nei più eleganti salotti parigini, oltre che le sue risposte enigmatiche e rivelatrici, ad assegnare a questi quiz il nome di Questionario Proust.

Le pagine ritrovate di recente hanno portato all’attenzione un lato più profondo dell’animo dello scrittore. Nelle trenta domande emerge infatti una maggiore vulnerabilità, unita a dubbi e intuizioni che facevano già presagire, nonostante la sua giovane età, le sottigliezze culturali e umane che avrebbe dimostrato anni dopo con i suoi scritti più celebri. I primi affetti, le passioni già affermatesi dentro di sé e le sue opinioni più caratterizzanti sono solo alcuni degli elementi che emergono da questi quesiti e che permettono a chiunque di addentrarsi e forse accostarsi con empatica intensità a quello che fu il più autentico e genuino Marcel Proust

Quale colore preferisci? Quello degli occhi della persona che amo /Qual è la tua occupazione preferita? Amare / Quale relax ti piace di più? Leggere / Quale motto avrebbe usato se ne avesse avuto uno? Amore e dubbio.

Maddalena Baschirotto per MifacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.