L’ultimo gesto di Banksy è un’autodistruzione da record

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In questi giorni non si parla d’altro che dell‘ultima trovata firmata Banksy. Nella Londra che ospita Frieze e Frieze Masters, una delle più importanti fiere d’arte contemporanea e moderna al mondo, Sotheby’s ha organizzato l’asta che ha segnato la storia delle aste di Arte Contemporanea. In asta era presente un’opera di Banksy, l’iconica Girl with balloon (2006), come ultima opera a dover essere battuta ma che, pochi secondi dopo la sua aggiudicazione, è andata distrutta sotto gli occhi increduli dei collezionisti.

Non è passato troppo tempo che Banksy ha poi rivendicato la performance dal suo profilo Instagram, in cui ha caricato anche un video dove racconta il piano, messo in atto molto tempo prima. Infatti, alcuni anni fa ha deciso di montare un dispositivo di autodistruzione all’interno della cornice che avrebbe contenuto l’opera in questione, nel caso in cui, un giorno, fosse finita in asta. Il giorno tanto atteso dall’artista è arrivato il 5 ottobre e non poteva essere un momento migliore.

La notizia ha fatto il giro del mondo in pochissimo tempo, sul web sono subito iniziate le prime risposte ironiche all’atto. Dall’immagine di Lino Banksy, sostituta dell’opera del vero Banksy, all’articolo di Lercio che scrive «Paga in contanti ma i soldi si autodistruggono: linciato Banksy». Ma a seguito del gesto non mancano neanche le prime ipotesi sull’accaduto. Molti ipotizzano che l’artista fosse presente all’asta così da innescare lui stesso il dispositivo (teoria avallata dal fatto che un uomo ha tentato di allontanarsi subito dopo l’accaduto), altri sospettano che l’acquirente anonimo telefonico sia ancora l’artista stesso. Senza contare che, la reazione poco drammatica del battitore ha portato a sospettare che la stessa casa d’asta fosse complice dell’artista, considerando il richiamo che ha ottenuto dall’evento, inoltre, seguendo questa teoria molti si chiedono se sia possibile che il dispositivo, inattivo per tutti questi anni, si sia attivato senza bisogno di alcuna manutenzione. Ma una cosa è certa, usando le parole di Alex Branczik, Senior Director e Head of Contemporary Art di Londra, «Sembra che siamo appena stati “banksyzzati”».

È sicuramente la prima volta nella storia che un’opera d’arte si autodistrugge subito dopo essere stata battuta, quindi le domande sorgono spontanee: cosa succederà adesso?? L’acquirente sarà fortunato e si vedrà triplicare (se non più) il valore del suo (s)fortunato acquisto? Non si sa ancora quali saranno le azioni della nota casa d’asta Sotheby’s verso l’acquirente dell’opera, ossia se l’acquirente deve comunque onorare il suo acquisto o si annullerà la vendita.

Bisogna considerare che Banksy, avendo rivendicato l’atto, ha regalato all’opera quell’aspetto ancor più unico di oggetto trasformato dal gesto artistico più potente: l’autodistruzione dell’opera d’arte. Se l’intento dell’artista era liberare l’opera d’arte dalle speculazioni delle aste l’intento è senz’altro fallito. Infatti, nonostante l’artista sia sempre stato contrario alla commercializzazione della sua arte, il gesto, unito al fatto che l’opera continua ad esistere (ossia non è andata totalmente distrutta), secondo gli esperti porterà certamente ad un aumento del suo valore.

L’opera, stimata in asta tra 200.000 e 300.000 sterline, è stata venduta per 1.042.000 sterline (circa 1.181.000 euro) battendo così un nuovo record d’asta per Banksy. Nella descrizione dell’opera si legge che questa è stata acquistata dall’attuale proprietario direttamente dall’artista nel 2006, già con la cornice incriminata, scelta e voluta, ovviamente, dall’artista.

In Girl with balloon, acrilico e vernice spray su tela, una bambina con il braccio alzato si protende verso un palloncino rosso acceso a forma di cuore. Come in gran parte del suo lavoro, l’opera lascia a molte interpretazioni: è lo spettatore a decidere se la bambina ha appena lasciato andare il palloncino, metafora della perdita dell’innocenza, o se, al contrario, sta cercando di afferrarlo. Basato su un murale realizzato per la prima volta nel 2002, l’opera è diventata icona della sua arte, riprodotta in milioni di modi, e oggi, come ieri, Girl with balloon ritorna in scena con delle “vesti” nuove.

Adriana Brancato per MIfacciodiCultura

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