L’elogio dell’amicizia: un omaggio a Luis Sepúlveda

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L’elogio dell’amicizia: un omaggio a Luis Sepúlveda

Luis Sepúlveda«El pueblo unido jamàs serà vencido…» la celeberrima canzone del 1970 diventata simbolo della lotta per la democrazia in Cile, è la colonna sonora rappresentativa di un substrato culturale in cui sono fiorite e si sono sviluppate le idee, le convinzioni e il lavoro di un grande scrittore contemporaneo: Luis Sepúlveda.

Nato in Cile il 4 ottobre 1949, Sepúlveda vede l’impegno comune e l’unione come l’unica arma per non soccombere alla sconfitta. La sua biografia è molto ricca e avventurosa e le sue vicende hanno influenzato particolarmente i suoi scritti tracciando solchi indelebili sia nella letteratura contemporanea sia nelle singole memorie di grandi e piccini.

In giovanissima età, l’autore cileno si iscrive alla Gioventù Comunista e diventa redattore del quotidiano Clarin. Dopo un breve periodo universitario a Mosca, Sepúlveda torna in America Latina e per un po’ di tempo milita tra le file dell’Esercito di liberazione nazionale in Bolivia. Rientrato in Cile, consegue il diploma di regista teatrale ed entra a far parte del partito socialista e della guardia di Salvador Allende.
Il colpo di stato del 1973 e la dittatura di Pinochet costano a Sepúlveda la tortura e la condanna a morte: l’intervento di Amnesty International riesce a commutare la pena in un esilio della durata di 8 anni. In quegli anni di lontananza forzata, l’autore si sposta tra Brasile, Paraguay, Ecuador e partecipa a spedizioni dell’UNESCO e alle attività di Greenpeace. Dal 1996 vive a Gijon, in Spagna.

La gabbianella e il gatto
La gabbianella e il gatto

È dunque quella dello scrittore una vita molto ricca e sempre alla ricerca della giustizia, del senso profondo dell’esistenza e delle relazioni. Nelle sue opere cerca di trasmettere l’idea della letteratura come missione, come strumento in difesa dei deboli, dei dimenticati, della terra sfruttata e, soprattutto, punta l’attenzione sul potere delle parole come strumenti di libertà. Sepúlveda fa tutto questo nella maniera più semplice possibile: raccontando favole. I testi, adatti a grandi e piccini, narrano di protagonisti del mondo animale e delle loro vicende stimolando la riflessione e lasciando aperti sempre molti interrogativi.

Tutti conoscono la commovente Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare scritta nel 1996 e diventata un film animato di grande successo diretto da Enzo d’Alò. L’opera insieme a Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico (2012) e a Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza (2013) è stata pubblicata dall’editore Guanda nel 2014 in un volume intitolato Trilogia dell’amicizia. Le tre favole sono esempi perfetti dello stile narrativo e, in particolare, del messaggio che lo scrittore cileno intende trasmettere con le sue opere.

trilogia-dellamicizia-1Una scrittura attenta alla diversità, come dimostra l’amicizia tra il gatto Mix e il topo Mex: due animali completamente diversi tra di loro e per tutti incompatibili i quali riescono, nonostante tutto, ad aiutarsi e a vivere una relazione che va oltre i luoghi comuni e i pregiudizi. Una scrittura attenta alla natura e agli effetti dannosi che la globalizzazione sta producendo sull’ambiente di cui è vittima la gabbianella Kengah, la quale rimane invischiata in una grossa macchia di petrolio in mare che le costerà la vita. E una scrittura, infine, attenta al tema del viaggio e della scoperta di se stessi che nasce dall’incontro con l’altro, come accade alla lumaca Ribelle che decide di lasciare il suo prato sicuro per andare incontro alle sue paure e superarle, confrontandosi con la sua nuova amica, la tartaruga Memoria.

Sono storie che accompagnano l’immaginazione del lettore in un mondo migliore. Con uno stile scorrevole, sobrio, non ricercato – come lo definisce l’autore stesso – Sepúlveda cerca di portare l’attenzione sull’importanza di creare un “noi” invece che solo un “io”. Nella pluralità si coniuga l’esistenza, nell’unione è possibile vedere il cambiamento del singolo che diventa poi cambiamento collettivo. E tutto questo può avvenire grazie alla letteratura, di cui Sepúlveda riconosce fermamente il potere di smuovere le coscienze e costruire una società migliore.

Sapeva leggere, fu la scoperta più importante di tutta la sua vita. Sapeva leggere, possedeva l’antidoto contro il terribile veleno della vecchiaia.

Il vecchio che leggeva romanzi d’amore

Lisa di Iasio per MIfacciodiCultura

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