Incontri a Palazzo Reale a Genova contro le fake news dell’arte

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Ma chi ci crede più? Sfatiamo le fake news dell’arte e iniziamo a (ri)scoprire le verità nascoste: è questo l’obiettivo del ciclo di incontri organizzato dal 4 ottobre negli spazi di Palazzo Reale a Genova. Studiosi e storici dell’arte affronteranno temi scottanti e smentiranno quei miti e quei racconti che da sempre hanno condizionato l’arte non solo moderna, ma anche preistorica, facendoci credere a storie e vicende mai esistite.

Scorrendo il calendario delle conferenze in programma, non si potrà nascondere la curiosità di scoprire la verità su quelle voci che sono arrivate anche alle nostre orecchie.

Giovedì 4 ottobre alle ore 17 il Teatro del Falcone di Palazzo Reale ospita il primo appuntamento del ciclo intitolato Questa non è arte, che vede la presenza di Hilda Camilla Ricaldone del Polo Museale della Liguria.

Giovedì 11 ottobre alle ore 17 nel Salone da Ballo si terrà il secondo, chiamato Ridateci la Gioconda, a cura di Valentina Fiore del Polo Museale della Liguria

Martedì 23 ottobre alle ore 17 con Brutto come l’uomo di Neanderthal, a cura di Antonella Traverso del Polo Museale della Liguria, si parlerà dei miti che hanno dominato l’età preistorica.

Martedì 30 ottobre alle ore 17 sarà la volta di Bianco come il Marmo, a cura di Giulio Montinari del Polo Museale della Liguria

E infine, martedì 6 novembre alle ore 17, si chiuderà il ciclo con l’ultimo appuntamento: Il centro storico più grande d’Europa, a cura di Sara Rulli, di Palazzo Reale.

 

Le fake news sono sempre esistite e hanno attraversato la storia di tutti noi. La falsa lettera che nel V secolo a.C. condannò lo spartano Pausania di tradimento, o l’altrettanto falsa donazione di Costantino, sono solo due degli esempi di false notizie. Tuttavia, se una volta le varie bufale, stupidaggini, bugie, leggende metropolitane percorrevano strade difficili e tortuose per circolare, infiltrarsi e radicarsi nell’opinione della gente, nell’era del Web la diffusione delle notizie false sta raggiungendo una velocità allarmante e soprattutto una massa di destinatari incontrollabile.

Negli ultimi anni le fake news diffuse tramite internet non hanno risparmiato nessun settore della società: politica, sport, costume, cultura, fino ad arrivare all’arte, che non si è sottratta a questo fenomeno dilagante.

La storia delle fake news è sicuramente lunga ed ha uno spartiacque ben definito: il Web. Questi sono gli anni peggiori per gli amanti del sapere e della verità, ma è possibile difendersi dalle false notizie seguendo delle regole per riconoscerle:

1) Controllare altre fonti. Se leggete storie che non vi convincono, cercate conferma della notizia consultando altri siti noti e giornali accreditati e se non trovate lo scoop riportato da nessuna parte, cominciate a dubitare.

2)Chi è l’autore dell’articolo? Fate una ricerca sul nome di chi scrive e su altri suoi pezzi, per esser certi che non si tratti di uno pseudonimo.

3)I blog sono spazi personali quindi non attingete da questi per avere delle notizie certe perché potrebbero essere manipolate.

4)Non fermatevi alle prime righe dell’articolo! Spesso ci si arresta solo al titolo-bomba e lo si condivide immediatamente. Leggendo tutto il testo vi accorgerete che spesso non c’è alcuna correlazione tra l’ingannevole titolone e tutto il resto.

E infine, il consiglio più importante: non lasciatevi travolgere dallo stupore, dall’impulso, dall’incredulità, ma pensate prima di condividere o raccontare una notizia.

Ognuno di noi rischia di contribuire alla circolazione virale di fake news, per questo gli appuntamenti promossi da Palazzo Reale a Genova sono un’occasione utile per contrastare questo fenomeno e un esempio da seguire per enti ed istituzioni per un’informazione consapevole.

 

 

Marta Previti per MIfacciodiCultura

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