Italian Sale alla Frieze Week di Londra : l’arte contemporanea va all’asta

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Italian Sale è alle porte ed è già iniziata la battaglia tra le celebri case d’asta londinesiFrieze Week è forse l’appuntamento con l’arte più atteso dell’autunno a Londra e fervono già i preparativi. La capitale inglese dal 4 al 7 ottobre 2018 sarà un brulicare di opere d’arte, gallerie ed eventi. Le celebri case d’asta Christie’s e Sotheby’s sfoggiano i loro cataloghi e si preparano a nuovi numeri da capogiro. Come ogni anno, tra i tanti eventi ed opere esposte, gli Italian Sale si confermano essere potenti attrattori per gli appassionati del genere e non solo. L’arte contemporanea italiana entra in scena e mostra i suoi maestri, un tempo non proprio appetibili per il mercato e oggi tanto  acclamati ed attesi.

Alighiero Boetti, Oggi-trentunesimo-giorno-dellottavo-mese-dellanno-1000nove100ottantotto,1988

Lucio Fontana, Luciano Fabbri, Enrico Castellani, Piero Manzoni, Alighiero Boetti e Giulio Paolini saranno i protagonisti dell’asta di Sotheby’s  attesa per il 5 ottobre 2018 nelle sale di New Bond Street. Ma se per la Contemporary Art Evening Auction c’è ancora da aspettare, il tour espositivo è già in corso ed il catalogo svelato. Milano, Roma e poi Torino, rispettivamente il 13, 17 e 20 settembre, sono state le città prescelte per le presentazioni esclusive, rigorosamente su invito. Le opere dei maestri del contemporaneo italiano si preparano così ad entrare nelle brame di investitori e galleristi e nelle previsioni degli esperti del mercato, ma vediamole nel dettaglio.Lucio Fontana sarà presente con ben tre opere: una terracotta del ’61- ’62 (stimata £ 100.000-150.000 ), 10 tagli bianchi del 1964 (stima £ 2.400.000- 3.000.000) e un Concetto Spaziale del 1958, dalla lunga fortuna espositiva e ben noto nel catalogo dell’artista e stimato £ 650.000- 850.000.  Di gran pregio è anche l’ Achrome di Piero Manzoni. Datato nel 1962, si tratta di sassi e caolino su tela ed è stato valutato £ 600.000- 800.000. Altrettanto nota è la Troika di Enrico Castellani, esposta e presentata dallo stesso artista nel 1972 alla Galleria dell’Ariete di Milano e stimata tra  £ 900.000 e 1.200.000. Alighiero Boetti è presente con due opere: Ononimo, 11 pannelli, biro su cartoncino, realizzato nel 1973 (stima £ 1.000.000- 1.500.000) e un arazzo colorato del 1988 (stima £ 270.000- 320.000).  Di Luciano Fabro è Piede, alluminio e seta indiana, presentato alla 7° Biennale di Parigi del 1971, con una stima di £ 650.000- 850.000. L’Arte Povera di Giulio Paolini è rappresentata da Souvenir del 1974, con una quotazione di £ 120.000- 180.000.

Giulio Paolini, Souvenir, 1974

Quelle presentate alla Frieze Week sono opere note, che rappresentano tappe importanti nella storia dei singoli artisti. Non si tratta dunque né di inediti né di opere esclusive, bensì di opere che possono vantare esposizioni importanti non solo per i luoghi, più o meno rilevanti, che le hanno ospitate ma, anche per ciò che hanno rappresentato nelle svolte artistiche dei loro esecutori. Sicuramente nel carnet dei tanti Paesi ospiti trovano rivali importanti e svolgono un ruolo non semplice: quello di innalzare sul mercato l’arte italiana degli anni 50′ e 60′. Sono finiti gli anni d’oro degli Italian Sale, quando non solo cifre astronomiche venivano battute all’asta ma gli artisti italiani erano ancora tutti da scoprire nel loro immenso potenziale. Erano gli anni dei capolavori nascosti delle collezioni private o di opere tanto risonanti da non aver bisogno di presentazioni. Se il clamore si è sicuramente affievolito gli incassi resistono e lo scorso anno le celebri case d’asta avevano battuto complessivamente qualcosa come 200 milioni di sterline. L’Italia è ancora vincente ma forse meno altisonante? Le 9,070,100 sterline con cui è stato battuto all’asta recentemente Testa+luce+ ambiente di Umberto Boccioni potrebbe far credere altro. Tuttavia, nel 2017 In Context Italian Art di Sotheby’s era stato un bel po deludente con un incasso di poco superiore ai 20,5 milioni di sterline e 14 pezzi rimasti invenduti. Si era chiusa così l’edizione dell’Italian Sale più nera per Sotheby’s.   Christie’s  con il suo Thinking Italian aveva trionfato con trenta opere di sedici artisti che raccontavano il meglio dell’arte italiana dal 1914 al 2001, da Alberto MagnelliMaurizio Cattelan e un totale di 42 milioni di euro. Una cifra lodevole, ma comunque non all’altezza del grande successo mediatico e monetario del 2015.

Fontana, Concetto Spaziale Attese, 1964

Il colpo di arresto per Sotheby’s, lo scorso anno, fu sicuramente determinato dalla scelta infelice di far convivere l’arte italiana con i capolavori internazionali e spegnere l’entusiasmo verso il Bel Paese, in quell’occasione non esattamente compreso o comunque non abbastanza forte per competere e vincere. Chi brillerà alla Frieze Week 2018? Sotheby’s o Christie’s? Riusciranno Lucio Fontana, Luciano Fabbri, Enrico Castellani, Piero Manzoni, Alighiero Boetti  e Giulio Paolini a non tradire le aspettative? Che l’Italian Sale abbia inizio.

Martina Conte per MIfacciodiCultura

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