E-Motion Pictures – Walter Matthau

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E-Motion Pictures – Walter Matthau

Walter MatthauUna metà della proverbiale Strana coppia nasceva novantotto anni fa. Sto parlando di Walter Matthau (Walter John Matthow, New York, 1° ottobre 1920 – Santa Monica, 1° luglio 2000) uno di quegli attori leggendari della Hollywood dorata degni anni Sessanta che sono diventati il simbolo di una generazione di artisti versatilissimi a cui apparteneva anche Marilyn Monroe e Marlon Brando. Il suo nome, certo, non è alonato di leggenda come questi due ma il curriculum artistico parla chiaro: il fatto che riuscisse a tenere testa a un altro grandissimo di quegli anni, Jack Lemmon, la dice lunga sul suo spessore cinematografico. E se è vero che dovette aspettare i quarant’anni prima di diventare il Walter Matthau che tutti conoscono, è altrettanto vero che trascorse i suoi primi vent’anni di carriera ad affinare la sua tecnica su set importantissimi.

Comincia con niente meno che Burt Lancaster ne Il vagabondo delle frontiere (1955), continua con Elia Kazan ne Un volto nella folla (1957), con Kirk Douglas e Gena Rowland in Solo sotto le stelle (1962) e termina il suo apprendistato – ma davvero, non c’è parola meno adatta per descrivere questo suo inizio di carriera – con Audrey Hepburn in Sciarada (1963). Sono tutti ruoli drammatici in film drammatici, che stupiscono per la loro netta differenza con i successivi film, le commedie intelligenti e intellettuali che lo renderanno famoso, e che forse gli sono affidati sotto la superficiale suggestione dei suoi lineamenti duri e granitici.

L’intuizione geniale di Billy Wilder di accoppiarlo in un film con Jack Lemmon sarà la sua vera fortuna: i suoi precedenti film – e le sue notevoli prove teatrali, che gli guadagneranno il supporto della comunità teatrale americana fino al Tony Award del 1962 – lo avevano già reso una star ma la consacrazione definitiva arriva grazie al sodalizio con Jack Lemmon: in Non per soldi… ma per denaro (1966) è la prima, scoppiettante testimonianza dell’enorme intesa fra Matthau e Lemmon, e anche una delle prime prove del talento comico di Matthau che non a caso riesce a portare a casa il premio Oscar come migliore attore non protagonista. Lo ritirerà fasciato e ammaccato a causa di un incidente in bicicletta ma non farà sfuggire l’occasione per rimproverare gli altri colleghi attori premiati ma assenti dalla cerimonia, inclusa la leggendaria Elizabeth Taylor.

Annex - Matthau, Walter (A Guide for the Married Man)_01Il 1968 è l’anno de La strana coppia, uno dei film universalmente riconosciuti fra i migliori di tutti i tempi: le schermaglie, le frecciatine, le battute salaci e la splendida amicizia che Matthau e Lemmon riuscirono a portare sullo schermo sarà la base di altre loro interpretazione in coppia, e alcuni dei motivi per cui questo film divenne un vero e proprio capolavoro tutt’oggi osannato. Insieme, Lemmon e Matthau girarono Prima pagina (1974), Buddy buddy (1982), Due irresistibili brontoloni (1994), Gli impenitenti (1997) e nel 1998 il sequel de La strana coppia. Ma il successo di Matthau non dipese unicamente ed esclusivamente da Billy Wilder e Jack Lemmon: era capace di distinguersi anche separato dai suoi due grandi amici di sempre. Lo fa in Cactus flower (1969), dove nasce la splendente stella hollywoodiana che sarà Goldie Hawn, in Appartamento al Plaza (1971), dove si lancia nell’interpretazione di tre personaggi dal grado di umorismo sempre diverso, in California Suite (1978) dove duetta favolosamente con Maggie Smith, che porterà a casa il suo secondo Oscar. Fu anche un notevole, e sorprendente, protagonista di pellicole di azioni, di thriller e arrivò addirittura a collaborare con Roberto Benigni ne Il piccolo diavolo.

Walter Matthau morirà nel 2000, dopo aver combattuto per tutta la sua vita contro tanti, e gravi, problemi di salute. Dal suo primo attacco cardiaco – era, dopotutto, un fumatore accanito da tre pacchetti al giorno – fino al cancro che non gli lasciò scampo. Riposa al Westwood Village Memorial Park Cemetery di Los Angeles: un anno dopo, la salma del suo grande amico Jack Lemmon, ucciso da un tumore, troverà posto accanto alla sua. Un ultimo tributo a una delle amicizie più belle e prolifiche che il cinema abbia mai testimoniato.

Giulio Scollo per MIfacciodiCultura

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