Magic Realism: alla Tate Modern è in mostra l’arte “degenarata”

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Alla Tate Modern di Londra il 30 luglio scorso è arrivata la mostra Magic Realism, in programma fino al 14 luglio 2019. La rassegna, che sarà eccezionalmente a ingresso libero, risulta una non troppo celata citazione della mostra realizzata a Monaco nel 1937 e intitolata Entarete Kunst, letteralmente “Arte Degenerata”, espressione utilizzata dal regime nazista per indicare ogni forma d’arte contraria alla propria estetica e ai propri valori.

Otto Dix, I giocatori di Skat, 1920
Otto Dix, I giocatori di Skat, 1920

La mostra conta settanta opere – la maggior parte delle quali provengono dalla Economou Collection – appartenenti a quella corrente definita Realismo Magico, termine coniato negli anni ’20 del Novecento dal critico tedesco Franz Roh per definire il periodo di passaggio dall’espressionismo a un realismo crudo, ma che allo stesso tempo era intriso di angoscia e mistero.

Magic Realism è uno spaccato del clima vissuto dalla Germania tra le due guerre: un paese segnato dalla devastazione lasciata dalla Prima Guerra Mondiale, dove il futuro sembra già segnato da oscuri presagi. Ed è proprio in seno a queste cupe atmosfere postbelliche che l’avanguardia tedesca decide di esternare le angosce e le inquietudini del periodo immortalando i peggiori aspetti dell’animo umano. Le realtà si fa distorta, violenta, quasi allucinata, come fosse sospesa nel tempo.

È il poco più che decennio della Repubblica di Weimar (1919-1933) e in Germania si assiste al tentativo di stabilire una democrazia liberale grazie alla stesura di una nuova costituzione in seguito alla sconfitta nella Prima Guerra Mondiale. In realtà, però, il paese attraversa anni di forti tensioni interne e difficoltà economiche, che si concluderanno tragicamente con l’ascesa, nel 1933, di Adolf Hitler. Il Realismo Magico è l’evoluzione più o meno diretta di quel movimento chiamato Neue Sachlichkeit, Nuova Oggettività da cui prende la glaciale e amara capacità di mostrare attraverso le sue opere la società malata e corrotta della sua epoca.

Albert Birkle, L'Acrobata Schulz, 1921
Albert Birkle, L’Acrobata Schulz, 1921

Gli artisti presenti in mostra sono tra i più celebri del Magic Realism. Si potranno infatti incontrare personalità quali Otto Dix, George Grosz, Max Beckman a fianco di artisti purtroppo per anni messi da parte dalla critica a causa del regime, come Albert Birkle, Jeanne Mammen e Rudolf Schlichter. Si tratta di personaggi tormentati, che fecero ritorno dal fronte della Grande Guerra senza più l’ombra di illusioni e speranze. Nella mente degli artisti sono impressi gli orrori delle battaglie, orrori che vengono trasposti sulle loro tele, che spesso arrivano ad apparire come veri e propri incubi. I colori si fanno cupi, le luci livide, i corpi diventano freddi e grotteschi involucri di paure e speranze infrante. Apertamente schierati contro la guerra, gli esponenti del Realismo Magico tedesco trasferiscono nelle proprie opere tutto il dolore e le angosce provate durante gli anni della guerra insieme alle incertezze per un tetro futuro.

Tate Modern dimostra come la rabbiosa forza dei messaggi trasmessi dagli artisti di questo movimento sia riuscita a sopravvivere nonostante il regime nazista abbia per lungo tempo tentato di cancellarli e dimenticarli tacciandoli di depravazione e degenerazione. La loro energia è riuscita a superare l’ostacolo del tempo riscoprendosi di una straordinaria attualità.

Magic Realism: Art in Weimar Germany 1919-1933
Tate Modern, Londra
Fino al 14 luglio 2019

Beatrice Obertini per MIfacciodiCultura

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