Truman Capote: scrivere per ricercare se stesso indagando l’altro

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Truman Streckfus Persons, meglio conosciuto come Truman Capote (New Orleans 30 settembre 1924 – Bel Air 25 agosto 1984) è stato celebre scrittore americano, noto in particolare per Colazione da Tiffany, romanzo che ha ispirato l’iconico film con Audrey Hepburn.

Truman Capote: scrivere per ricercare se stesso indagando l'altro

Capote è il cognome che lo scrittore assunse dal patrigno Joe Capote, questo a riprova del cattivo rapporto che ebbe con i genitori. Questi divorziarono quando il figlio aveva solo sei anni e la madre lo lasciò in custodia dai parenti in Alabama, andandovi a trovarlo solo saltuariamente, mentre il padre scomparve dalla sua vita fin quando Truman Capote non diventò quel celebre scrittore affermato.

Dopo essersi trasferito a New York cominciò a lavorare come fattorino per il New Yorker come prima strada per entrare nel mondo del giornalismo. Tra i suoi primi racconti va menzionato Miriam (1945), pubblicato su di una rivista femminile e grazie al quale Truman Capote riesce ad esordire nello scenario cittadino come personaggio curioso e stravagante, costruendo così rapporti con celebrità quali Jackie Kennedy, Ronald Reagan, Andy Warhol.

Capote è stato ispirato, fin da adolescente, dalla letteratura e dal mestiere di scrittore, infatti comincia a cimentarsi in racconti già dagli otto anni, complice anche la difficoltà nei rapporti interpersonali, non solo in famiglia ma anche a scuola, sempre preso di mira per la sua ambiguità sessuale, mai celata. Al di là di questo, Truman riesce ad instaurare un amorevole rapporto con la cugina Sook e soprattutto diviene grande amico della famosa scrittrice Harper Lee, che lo aiuterà poi nei sei anni di stesura del romanzo A sangue freddo (1966) uscito a puntate sul New Yorker.

Truman Capote: scrivere per ricercare se stesso indagando l'altro
Capote e Harper Lee

Di grande successo assieme a Colazione da Tiffany, A sangue freddo è un romanzo che va a identificarsi come un nuovo modo di fare letteratura, nei chiari intenti dell’autore stesso. Attraverso quest’opera, Capote mette in mostra una non-fiction novel, servendosi dei moduli tipici della narrativa di finzione applicati al racconto di fatti realmente accaduti. In questo modo, Truman Capote ha realizzato una letteratura di assoluta verità, un reportage che si distacca dal romanzo classico così incongruente nel descrivere la realtà vera, cruda, preferendo attenersi ad uno stile di cronaca imparziale. Infatti l’autore è stato spesso oggetto di critiche, soprattutto in merito a questo romanzo, accusato di cinico voyeurismo.

Il romanzo si basa su una storia realmente accaduta, apparsa sul New York Times il 16 novembre 1959: il quadruplice omicidio della famiglia Clutter, ad Holcomb in Kansas. Al fine di rendere la descrizione quanto più dettagliata, Truman decide di recarsi direttamente sul luogo del delitto e di entrare in contatto così con tutti i protagonisti della vicenda, compreso l’assassino Perry Smith. Proprio su questo personaggio lo scrittore sceglie di soffermarsi, attraverso incontri e dialoghi grazie ai quali è in grado di formulare un’analisi introspettiva che possa rivelare una profonda psicologia della propria consapevolezza. La vita di Perry Smith viene così passata al setaccio, dal quale emergono sentimenti e situazioni che sono comuni allo stesso autore: un’infanzia difficile, l’incomprensione genitoriale, la solitudine e gli isolamenti forzati che sono andati poi a costituire la fisionomia della persona. L’autore, emotivamente coinvolto da questi incontri, va a presentare gli assassini quasi fossero essi stessi vittime della società e di situazioni più grandi di loro, in un mondo in cui le scelte di vita si restringono e dove siamo noi stessi responsabili delle nostre azioni. Nascono così nuove tematiche intrinseche legate a traballanti certezze della borghesia perbenista e ai difficili legami familiari nascosti da vacillanti apparenze.

Capote e Perry Smith

A sangue freddo è un romanzo per il quale Truman Capote ha combattuto tanto, nella disperata ricerca di renderlo quanto più perfetto e incisivo, aiutato appunto da Harper Lee. Il successo è comunque arrivato: l’ultima pubblicazione è stata, infatti, festeggiata col famoso Black and White Ball al Plaza Hotel, divenuto evento-icona.

Truman Capote muore poco prima di aver compiuto sessant’anni, dopo anni di eccessi legati a droga e alcool. Fin da subito è emerso il suo animo sfrontato ma profondo e bisognoso di un amore che non gli è mai stato concesso a pieno e per il quale egli ha sempre tentato una via di fuga.

Fabio De Liso per MIfacciodiCultura

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