Alla scoperta delle bellezze del mondo con Google

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Google nasceva ufficialmente il 27 settembre del 1998. Il motore di ricerca ha creato anche un nuovo modo di scoprire i monumenti. Open Heritage è, infatti, il progetto ideato da Google Art & Culture, lanciato simbolicamente il 18 aprile in occasione della giornata internazionale dedicata ai Monumenti. Lo scopo è quello di scoprire la bellezza del patrimonio esistente, tutelare quello a rischio ed esplorare quello che purtroppo adesso è andato distrutto. Tramite una mappatura di beni, siti archeologici e complessi architettonici sarà possibile esplorare le meraviglie del mondo che adesso sono a rischio o che addirittura non ci sono più.

Si tratta di un’iniziativa che ha anche l’obiettivo di creare modelli tridimensionali tramite una complessa tecnologia di scansione laser. Tramite la realtà virtuale e le moderne tecnologie, infatti, si potranno ammirare anche i dettagli più interessanti e accattivanti dei volumi, oltre alla trama delle superfici, ai colori, fino ad analizzare le decorazioni, la geometria e l’ambiente nei minimi particolari. Open Heritage è un magnifico archivio digitale, un appassionante itinerario che permette di viaggiare tra i favolosi templi di Bagan, nel Myanmar e subito dopo di avventurarsi per una passeggiata alla scoperta del Palazzo di Al Azem, nella splendida Damasco in Siria, come se la guerra non avesse mai cambiato il suo volto. O anche, perchè non lasciarsi trasportare nell’antica Metropoli Maya di Chichen Itza in Messico? Infine, ma non ultime per bellezza, sono presenti anche scenari italiani, veri e propri simboli nel mondo: si ritrovano gli scavi archeologici di Stabia, che hanno portato alla luce una città romana, Piazza dei Miracoli a Pisa con la torre campanaria, e Pompei.

Chance Coughenour, digital archaeologist e program manager di Google Arts & Culture, ha creato Open Heritage anche grazie alla collaborazione di una fondazione no profit, la CyArk, che dal 2003 si occupa di tutelare e conservare in digitale i più importanti monumenti del pianeta e che «ha sviluppato l’archivio digitale in 3D più grande e più dettagliato al mondo delle meraviglie attualmente a rischio». Viene spiegato che per alcune località, come per esempio la città di Bagan, antica capitale del Regno Pagan, dal IX al XIII secolo, il team di CyArk aveva già scannerizzato e fotografato il sito, sia all’interno che all’esterno, prima che avvenisse il disastro. Aggiunge Coughenour:

Per molti dei siti abbiamo anche sviluppato complessi modelli in 3D all’interno dei quali vi potete muovere e ammirare da qualsiasi angolazione, utilizzando Google Poly, il nuovo visore 3D, sulla piattaforma Google Arts & Culture. Utilizzando i dati raccolti, siamo riusciti a ricostruire in 3D i principali monumenti di Bagan, per farvi esplorare questo luogo mozzafiato, consentendovi di visitare anche la parte interna dei templi, semplicemente utilizzando un computer, uno smartphone o un visore per la realtà virtuale come Daydream.

Un progetto complesso che mira anche a «sostenere il lavoro di restauratori, ricercatori, educatori e l’intera comunità che lavora per preservare il nostro patrimonio». Per questa ragione, afferma ancora il manager «stiamo anche ampliando l’accesso ai dati originali raccolti da CyArk provenienti da tutto il mondo. Ora con l’aiuto di Google Cloud Platform chiunque può richiedere il download dei dati e può utilizzarlo a beneficio di questi monumenti».

Il progetto Open Heritage di Google Arts & Culture si può scoprire in modo semplice: online sul sito dedicato oppure scaricando una app gratuita per iOS e Android. Sono oltre 25 i luoghi da visitare, che appartengono a 18 paesi diversi. Si tratta dunque di un’app di grande valore per tutti gli appassionati d’arte che, finalmente, potranno ammirare le meraviglie del mondo comodamente da casa e con un semplice click: risulta inoltre un progetto utile per gli storici dell’arte, oltre che per chi si interessa di archeologia, per i restauratori fino agli architetti, per identificare le aree danneggiate e continuare a creare e supportare progetti di valorizzazione del territorio, di restauro e salvaguardia del patrimonio. L’auspicio è che Open Heritage sia una risorsa in più ribadire la grande importanza dell’antico, che deve essere ammirato, rispettato e tutelato.

Valentina Certo per MIfacciodiCultura

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