Da “L’Origine du monde” a “The Art of the Erotic”: arte ed erotismo, due facce della stessa medaglia

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The Art of the Erotic
The Art of the Erotic

Oggi è stata svelata l’identità della modella che posò per  “L’Origine du monde” di Gustave Courbet nel 1866, si tratterebbe di Constance Queniaux, nota ballerina dell’Opera di Parigi.

Cogliamo l’occasione per parlare di erotismo nell’arte.

“The Art of the Erotic è il nuovo libro edito da Phaidon che narra, attraverso circa 200 illustrazioni, lo stretto binomio tra arte ed erotismo interpretato nel corso del tempo da straordinari artisti quali ad esempio Tiziano, Paul Cézanne, Picasso, Michelangelo, Rembrandt, Andy Warhol, Edvard Munch, Georgia O’Keeffe, Jackson Pollock, Lucian Freud, Anselm Kiefer e molti altri. La quiete profonda della copertina rivestita di un blu notte è improvvisamente squarciata nel mezzo da un taglio verticale di Fontana che lascia intravedere un arancione acceso. Quale metafora migliore può sottolineare il contenuto del volume se non la sottile fessura che da un mondo buio conduce ad un infinito universo dai toni caldi e avvolgenti, ma dei quali almeno dalla copertina, è concessa solo una sbirciatina.

Il volume racconta di un binomio, quello tra arte ed erotismo, che perdura sin dall’antichità, del resto la passione di natura fisica è la linfa che ispira tutte le altre passioni, l’arte e l’erotismo sono due facce della stessa medaglia intrecciate come tutti sentimenti umani. I miti e le leggende pagane sono ricchi di racconti erotici, rappresentati dagli artisti che concepivano le opere nell’ebrezza dei sensi ispirata dalle passioni e dai tormenti quotidiani.

Ingres, La Grande Odalisque

Raffigurazioni erotiche sono state ritrovate nei mosaici e negli affreschi di Pompei, segno che questo aspetto della vita terrena fosse vissuto naturalmente dai cittadini e anzi ritratto quale buon auspicio per gli abitanti della casa.

Tutto muta e, con l’avvento del Cristianesimo, la produzione artistica pagana viene sostituita dalle sole immagini religiose ammantate di pudicizia, tuttavia le tematiche sessuali non vengono annullate, ma solo sostituite da un diverso linguaggio. È questo il periodo contraddistinto dalla trasposizione allegorica della lussuria, come fonte di peccato, attraverso attributi in particolare zoomorfi, quali il serpente, il drago, in alcuni casi addirittura il gatto.

Nel diffuso clima di “tolleranza” culturale che investe i secoli successivi al Rinascimento, si assiste, con diverse battute d’arresto, ad un aumento, nelle opere d’arte, di quella malizia e di quella prospettiva sensuale che in qualche modo costringe l’occhio dello spettatore ad essere soavemente divorato dall’oggetto raffigurato sulla tela o nella scultura.

Courbet, L’origine du monde

Le sinuose linee del corpo femminile immortalate da Jean-Auguste-Dominique Ingres nella sua Grande Odalisca del 1814 si pongono sulla scia di quelle Veneri dipinte da artisti cinquecenteschi come Tiziano, con la differenza che le donne di Ingres, come per i suoi contemporanei, acquisiscono sempre più caratteristiche terrene e comuni, conferendo ai dipinti un’eroticità tangibile fonte della passione individuale. A questa linea di pensiero, rintracciabile  già in precedenza in autori  quali Caravaggio, si inseriscono gli Impressionisti.E’ impossibile dimenticare la scandalosa Olympia di Édouard Manet, la donna più terrena per eccellenza in quanto prostituta, ma colta nella medesima posizione delle Veneri cinquecentesche e perciò automaticamente  elevata al rango di dea.

Un’opera però sovrasta tutte le altre, L’origine du monde di Gustav Courbet, la donna colta con una minuzia lenticolare è in sé sensuale e terrena oltre ogni dubbio, ma proprio perché senza volto si trasforma in una eterna e perpetua fonte generatrice di vita, seducente sì, ma anche maternamente rassicurante.

Manet, Olympia

Ogni artista interpreta l’argomento in base alla propria sensibilità artistica, certo è che dalla metà dell’Ottocento ci fu una frattura con il passato riguardo al modo di concepire la sessualità e la nudità. Se sino a quel periodo storico questo aspetto della vita umana era considerato un peccato da nascondere, dalla metà dell’Ottocento esso torna prepotentemente in auge sulle tele degli artisti. Si ricordano gli esotici scenari di Paul Gauguin, colmi di una sensualità nuova, vissuta da una diversa prospettiva, ed ancora le discrete e quasi innocenti prostitute di Henri de Toulouse-Lautrec. Durante il periodo che si colloca a cavallo tra il XIX e XX secolo, a seguito di nuove correnti di pensiero che disvelano le infinite complessità dell’essere umano, tra tutte le freudiane teorie del piacere, la sessualità viene interpretata in maniera ancora più naturale, per alcuni in modo sfacciato e immorale. Ecco che perciò storicamente è possibile incontrare la preziosa sensualità delle donne borghesi di Gustav Klimt e i suoi baci colmi di una dolcezza avvolgente, in netto contrasto con la nervosa e inquieta linea di Egon Schiele. Questi sono i mutevoli aspetti di un’umanità che si stava svelando per la prima volta in tutta la sua fragilità terrena, mostrando un sentimento erotico lontano dalla superficiale o caricaturale immagine del piacere in quanto lussuria, cambiano le modalità di rappresentazione, vengono soppesate maggiormente le peculiarità dell’individuo.

Tracey emin, My bed

Innumerevoli potrebbero essere gli esempi di artisti che nel corso del Novecento hanno affrontato direttamente o indirettamente il tema dell’eroticità, non si possono non citare i lavori espliciti di Jeff Koons e di Tracy Emin, che hanno stravolto e sconvolto l’opinione pubblica nei confronti dell’erotismo.

Sicuramente si trasformano le scelte stilistiche ma la sensualità è insita nell’arte a prescindere dal tema trattato, poiché essa è parte della vita tanto quanto altri aspetti, che perciò intrinsecamente vengono interiorizzati e riversati anche nelle opere d’arte, custodi e sole vestali apparentemente silenziose dei temporali mutamenti umaniThe Art of the Erotic è un viaggio dunque nelle sensazioni umane, così sublimemente e poeticamente raccontate dagli artisti di ogni epoca e periodo storico.

Carolina Cammi per MIfacciodiCultura

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