32 anni di Dylan Dog

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32 anni di Dylan Dog

Dylan Dog«Le mode vanno e vengono, ma Dylan Dog resta!» questa è l’affermazione di Bruno Brindisi, noto fumettista italiano.
In effetti di mode, usi, costumi e acqua sotto i ponti ne sono passati dal lontano 26 settembre 1986, per la precisione trent’anni tondi tondi, quando con il primo albo L’alba dei morti viventi faceva l’apparizione nelle edicole italiane il più grande “indagatore dell’incubo” Dylan Dog.

Nato dalla mente di Tiziano Sclavi e disegnato da Claudio Villa e Angelo Stano, con una marcata somiglianza al noto attore Rupert Everett (su suggerimento dello stesso Sclavi), l’inquilino del numero 7 di Craven Road nel corso degli anni ha accompagnato generazioni di ragazzi nei loro incubi.

Mai uguale a se stesso nelle varie sfaccettature psicologiche e perennemente legato ai suoi ideali e cliché: l’odio per la tecnologia, le sue infinite fobie, la sua passione per la musica ed il suo clarinetto (pur non essendo un bravo musicista, riesce ad eseguire solo Il trillo del diavolo di Tartini), il culto per il cinema horror, il galeone, la sua unica e perenne opera modellistica, il suo vetusto maggiolone decappottabile targato DYD666 ed infine il suo look sempre uguale: giacca nera, camicia rossa, jeans Levi’s e scarpe Clark’s.

image5-1Dylan Dog è senz’altro uno dei personaggi più amati e conosciuti del fumetto italiano. Numerose sono state le avventure in cui ha rischiato più volte di morire, innumerevoli i mostri che ha affrontato, ma lui ha resistito ed sopravvissuto rimanendo fedele a se stesso. Mentre la società che lo circonda, in continua evoluzione, è cambiata radicalmente, lui è sempre lì ad indagare e a combattere con il suo fido e strampalato assistente Groucho, il paterno, e l’ex superiore l’Ispettore Bloch, da due anni ormai in pensione, e l’agente Jenkins.

Ma la città di Londra, dove sono ambientate le vicende, è eclettica e cosmopolita, e tutto ciò è tangibile anche nelle storie più recenti dove si è vista l’introduzione di nuove figure chiave come il nuovo Ispettore Tyron Carpenter, integerrimo poliziotto di chiare origini africane, ed il suo braccio destro il sergente Rania Rakim, giovane donna di fede musulmana.

Inutile menzionare le sue storie d’amore, tante quasi quante ogni albo in cui è presente l’ex agente di polizia.
Come diverse sono state le sue trasposizioni cinematografiche, a cominciare dallo spin off Dellamorte Dellamore, tratto dal romanzo di Scalvi ed interpretato proprio da Rupert Everett, per poi passare al controverso Dylan Dog – il film che ebbe una pessima accoglienza dai fan. Più recenti sono Il cane russo e Vittima degli eventi ispirati alle gesta dell’ispettore dell’incubo molto più accurati e fedeli della pellicola hollywoodiana.

image3-1Tra i tanto omaggi a Dyland dog, da citare c’è sicuramente quello del noto settimanale disneyano Topolino, che ispirandosi all’eroe bonelliano, ha dato vita al personaggio Dylan Top, protagonista della storia L’alba dei topi invadenti.
Come non menzionare poi la copertina ed il titolo dell’album degli 883 del 1995 La donna il sogno & il grande incubo, in cui è contenuta la canzone Ti sento vivere ispirata all’albo n° 74 Il lungo addiouna delle storie più belle e struggenti scritte dallo stesso Sclavi.

Cosa succederà in futuro? Non è dato saperlo!

«Giuda ballerino», auguri Old boy!

Michele Montesano per MIfacciodiCultura

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