#1B1W – “¡Viva la Vida!”: l’intimità di Frida raccontata da Pino Cacucci

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Pino Cacucci è un scrittore, sceneggiatore e traduttore italiano, autore di svariati racconti e romanzi. Quando narra le sue storie, pone l’accento su personaggi storici non vincitori, quelli su cui poco si concentrano i libri di storia. Nel nel 2010 ha scritto ¡Viva la Vida!, edito da Feltrinelli e nato inizialmente da un progetto teatrale. Il libro è dedicato a una delle donne più eccentriche ed eclettiche del secolo scorso, Frida Kahlo, ed inizia con un monologo. La famosa pittrice ci racconta in prima persona la sua vita partendo dal fatale incidente che le impedì di vivere normalmente, dunque dall’inizio della sua “nuova vita” fino alla sua morte. Lo fa in maniera molto intensa, con un racconto pieno di quell’energia che pervase questa donna incredibile.

Tutto ha inizio dal grido di Frida, il suo ¡Viva la Vida! urlato dopo il tragico incidente che le compromise la salute. Da questo drammatico evento la donna trae qualcosa di buono perché si accosta per la prima volta alla pittura che diventerà la sua grande passione, ed inizia la sua carriera da artista creando i suoi profondi ritratti. L’artista ci racconta la sua vita intera, il suo rapporto complicato con l’esistenza, la sua depressione, l’alcol e le medicine, il suo amore per Diego Rivera, i suoi aborti, la politica, il suo Messico, i tradimenti, la sua sessualità, le sue fragilità. Nel breve monologo iniziale, Pino Cacucci ci racconta la malinconia e la forza di una donna, diventata icona dell’arte e del nostro secolo.

Frida dipinge pensieri che si materializzano, stati d’animo che diventano forme e colori.

L’autore ci svela l’intimità della donna famosa per i suoi quadri, cosa che difficilmente troviamo nelle mostre. Conoscendo la sua vita, le sue forze e le sue debolezze comprendiamo un po’ meglio la sua arte e le sensazioni che vuole trasmettere.

In ¡Viva la Vida!, la Kahlo rappresenta un emblema della forza femminile: nonostante i suoi handicap fisici, ha sempre fatto delle sue debolezze la sua forza, probabilmente senza la piena coscienza di ciò. Con il suo carattere di ferro e la sua incredibile forza d’animo, Frida trasforma la sua depressione e la sua malattia in colore e arte meravigliosa.
La Kahlo risultò però un personaggio troppo libertino e moderno per il suo tempo: la sua apertura mentale e le sue scelte non furono facilmente collocabili nel Messico dell’inizio del secolo scorso. Anticipò i tempi essendo più avanti del resto della sua generazione, per questo diventerà un’icona contemporanea, rispecchiando più che mai l’inquietudine del nostro tempo.

Pino Cacucci alla premiazione del Premio Chiara nel 2012

Il libro è diviso in due parti fondamentali. Il monologo della Kahlo e la voce dell’autore che spiega la figura della donna. Come lo stesso Cacucci ci spiegherà, il libro è nato per un progetto teatrale che vedeva protagonisti quattro personaggi della vita dell’artista messicana, diviso in quattro monologhi. Dopo l’accantonamento del progetto, Cacucci ha deciso di fare della parte di Frida un libro fine a sé stesso. Per questo motivo lo stile del libro, nella sua prima parte, sembra più poesia che prosa, risultando molto aulico e ritmico. Con le sue parole l’autore sembra dare realmente voce alla pittrice anticonformista.

¡Viva la Vida! È un piccolo libro che però racconta una grande storia, la storia di un’artista, una donna, una rivoluzionaria. Lo scrittore ci fa un perfetto ritratto di questa artista dannata, vitale ma allo stesso molto malinconica. Da leggere, per conoscere la storia di un’artista, una donna simbolo di forza e femminilità.

Giorgia Chiaro per MIfacciodiCultura

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