Il re del romanzo d’orrore contemporaneo: omaggio a Stephen King

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Il re del romanzo d’orrore contemporaneo: omaggio a Stephen King

Quando il nome è un presagio: questo è il caso di Stephen King (Portland, 21 settembre 1947), re  indiscusso della narrativa fantastica di impianto orrorifico e autore di capolavori come Le notti di Salem (1975, “Salem’s Lot”) oppure Shining (1977, “The Shining”)da cui è stato tratto l’omonimo film con un bravissimo Jack Nicholson. Prima di passare a una disamina puntuale di Stephen King e la sua opera, è opportuno, a mio giudizio, descrivere brevemente cosa si intende con la categoria letteraria del fantastico. Si deve al compianto critico e filosofo franco-bulgaro Tvzetan Todorov  l’introduzione di una simile nozione, intendendo con fantastico quell’incertezza che il lettora si trova davanti tra strano e meraviglioso: se il primo inerisce a fatti apparentemente soprannaturali i quali, alla fine, hanno un dénoument razionale, il secondo, invece, si rifà a fatti soprannaturali o inspiegabili. Da qui prende le mosse l’opera letteraria di Stephen King.

Nato nel Maine, la biografia di King si segnala per due eventi capitali: la scomparsa del padre quando lo scrittore è ancora molto giovane (tema questo che ricomparirà in diversi scritti, come il celebre It) e la morte di un amico, travolto da un treno mentre i due stavano giocando. Il genere horror accompagna l’autore americano sin da piccolo: Stephen King si appassiona alla narrativa di Edgar Allan Poe e di Howard Philip Lovecraft ed è da lì che decide di diventare uno scrittore. Stephen King si laurea in Letteratura inglese all’Università del Maine, dove conosce la futura moglie Tabitha Jane Spruce, storica e poetessa, con la quale si sposerà nel 1972. Gli anni Settanta sono una vera e propria fucina creativa per l’autore statunitense. A questo periodo risalgono Le notti di Salem, Carrie e Shining. Vediamo nel dettaglio questi tre romanzo fondamentali.

Ne Le notti di Salem non ci sono riferimenti ai celebri casi di stregoneria del ‘600 americano; Salem è l’abbreviazione di Jerusalem (“Gerusalemme”), un’operazione voluta dalla casa editrice per evitare guai con i settori più conservatori della società americana. Jerusalem/Salem è una cittadina del Maine dove, dopo 25 anni, torna lo scrittore Ben Mears. Contestualmente si trasferisce in una casa abbandonata l’affarista Kurt Barlow. L’abitazione abbandonata costituisce per Ben una sorta di perturbante freudiano, in quanto sono legati a quella casa brutti ricordi. Con l’arrivo di Barlow iniziano ad accadere eventi inspiegabili, come la morte di un cane, la scomparsa di un giovane e la morte del fratello di quest’ultimo. Si scoprirà che Barlow è un vampiro e soltanto Callahan, il locale parroco, può ucciderlo. Nel romanzo sono continui i richiami al Dracula di Stoker, fosse solo per la presenza di vampiri.

Stephen KingCarrie è un romanzo che si confronta col fanatismo religioso, ancora molto vivo e incoraggiato da Donald Trump. A fare le vittime di una madre estremamente puritana e instabile è la giovane Carrie White, la quale non ha nemmeno contezza di essere mestruata, in quanto le mestruzioni sono per la madre un segno del peccato e, al contempo, i suoi compagni di classe, non capendo la sua difficile situazione personale, iniziano a tormentarla. L’unica cosa che riesce a costituire un segno di salvezza per la giovane è la telepatia; tuttavia, al tempo stesso, questo dono diventa anche la sua condanna (ma anche la retribuzione per ciò che le è accaduto), in quanto uccide i suoi aguzzini.  A mio avviso Stephen King ci propone non tanto un romanzo dell’orrore, ma affronta temi attualissimi, come il fanatismo religioso e il bullismo, questioni che si ritrovano un po’ ovunque nel mondo.

Shining non ha bisogno di presentazioni: le vicende dell’Overlook Hotel sono note grazie soprattutto al celeberrimo film di Jack Nicholson. Mi preme sottolineare l’influenza di Poe e della Caduta della Casa Usher sul romanzo, dove elementi fantastici sono presenti.

Sì, Stephen King può allignare tra i più importanti scrittori contemporanei di horror. Tuttavia, a mio parere, le convenzione del romanzo horror sono un pretesto per introdurre una riflessione più completa sulla società, come il fanatismo religioso e il bullisimo, temi di cui si sente parlare o di cui leggiamo nei giornali. Sarebbe opportuno, a mio giudizio, rileggere Stephen King sotto questa luce. 

Andrea Di Carlo per MIfacciodiCultura 

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