“L’amante di Lady Chatterley”: lo scandalo è servito

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L’amante di Lady Chatterley

Edito nel 1928, L’amante di Lady Chatterley, ad opera dell’autore Inglese David Herbert Lawrence (Eastwood, 11 settembre 1885 – Vence, 2 marzo 1930), suscitò nell’opinione pubblica Europea prima, e Americana poi, vero scandalo. Pubblicato in forma privata da Giuseppe Orioli, il romanzo infatti venne bandito e tacciato di pubblica oscenità. Addirittura in Inghilterra venne pubblicato solo nel 1960, quando il manoscritto venne assolto dell’accusa di immoralità. La cultura inglese degli anni ’20 era ancora troppo immersa e legata ai valori vittoriani del secolo precedente, ma ciò non impedì comunque a numerose librerie di vendere illegalmente copie de L’amante, oramai divenuto vero e proprio libro simbolo del turbamento morale e dell’indecenza, tanto desiderato proprio perché proibito.

L’autore, si crede, abbia tratto ispirazione dal tradimento della moglie Frieda con il bersagliere Angelo Ravagli, suo futuro terzo marito. A “Villa Mirandola”, in totale solitudine, Lawrence inizia la stesura del romanzo, l’ultimo prima della sua prematura morte, avvenuta per tubercolosi a distanza di soli due anni. Questo libro forse rappresentò un probabile intento catartico dell’autore per superare l’infedeltà della moglie.

Lawrence scrive del sesso con accentuazione polemica fino a sembrare indecente, aggressivo e spregiudicato. Proprio in queste scene si lascia andare a libera espressione lirica, ma al di fuori di queste tenta di razionalizzare e canonizzare, quasi a voler trovare una spiegazione, un valore intrinseco al tradimento da trasmettere al lettore.  

D. H. Lawrence
D. H. Lawrence

Lady Constance Chatterley è una donna colta e intellettuale, socialmente progressista e sessualmente disinibita. La sua rivolta è emblema del risveglio culturale che investì il mondo Occidentale all’inizio degli anni ’20. Ella è una moglie infelicemente sposata ad un uomo tornato tetraplegico dal Primo Conflitto Mondiale, poco interessato alla consorte se non del tutto indifferente. La scelta, se così la si può definire, della protagonista è di essere felice. Innamorata del guardiacaccia della tenuta Chatterley, nel quale ha trovato amore e passione, inizia con lui una relazione clandestina: la loro è una comunione raggiunta nella sintonia dei sessi, il riconquistato paradiso terrestre al di qua della concezione del preteso peccato. Straordinaria è la capacità di Lawrence di descrivere Mellors, la grande figura del guardiacaccia che sveglierà gli istinti di Lady Chatterley, capaci di disarmare ogni deviazione, di far sì che ella si sviluppi con fedeltà all’Eva originale.

Connie vuole scappare dal freddo e asettico mondo industriale in cui vive per rifugiarsi in una vita dominata dalla tenerezza e sensualità. Simboleggia una Eva moderna che insieme al suo compagno vuole riguadagnarsi il Paradiso.

Non è solo il tentativo di Lawrence di liberare il sesso dall’osceno: è anche un viaggio all’interno del perché noi viviamo. Il sesso non è tutto, ma è il nastro trasportatore delle nostre emozioni più profonde, e noi viviamo per le emozioni. Il resto è pura sopravvivenza.

Franz Krauspenhaar

Camilla Ghellere per MIfacciodiCultura

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