#EtinArcadiaEgo – La storia incompiuta di Bisanzio, eterno traghetto fra Grecia e Roma

0 441

#EtinArcadiaEgo – La storia incompiuta di Bisanzio, eterno traghetto fra Grecia e Roma

Mappa di Bisanzio

La mentalità italiana, che con le dovute eccezioni è riflesso di quella europea, tende ad assumere una coscienza storica eurocentrica. Per dirla più semplicemente, considera come rilevanti solo gli avvenimenti della Mitteleuropa e del Mediterraneo Occidentale. Tutto il resto, l’Africa e l’Oriente, sono spesso ignorate o comunque considerate non rilevanti. Eppure, mentre invasioni barbariche e la nascita di un impero dai connotati franchi scatenavano la nostalgia di Roma negli ambienti dotti, a Oriente viveva (e prosperava) ancora il vero l’Impero Romano, o perlomeno la sua parte Orientale: l’Impero di Bisanzio.

Non è facile riassumere in breve quello che è stato l’Impero Bizantino e non è una frase di rito. Il problema infatti sta a monte e cioè che nemmeno i Bizantini sapevano identificarsi con precisione, vivendo una continua mescolanza fra il proprio sostrato greco e l’ascendenza romana del potere. Greci e Romani, purtroppo, andavano d’accordo molto a fatica (se da ragazzi avete letto la saga di Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo non stenterete a crederci) e quindi si può facilmente immaginare il problema di fondere due culture che stridevano fin dal III secolo a.C. Strano a dirlo, finché questa identità di mezzo restò in vita, l’Impero vide un eccezionale fulgore che diede adito alle leggende sullo splendore della capitale Bisanzio.

L’Impero di Bisanzio ebbe formalmente inizio nel 395 a.C. quando l’Imperatore Teodosio divise l’Impero fra i figli. L’Oriente andò ad Onorio che fin da subito adottò una politica molto attenta a mantenere i confini saldi, spingendo le invasioni barbariche verso Occidente e perdendo gran parte delle relazioni con il vecchio centro dell’Impero. Da questo momento in avanti, la parte orientale dell’Impero Romano cercherà una propria identità, definita e stabile.

Gli abitanti dell’Impero d’Oriente iniziarono a chiamare se stessi Romei e già da questo si capiscono molte cose, dato che Romei deriva dalla parola greca per definire i Romani. Questo significa inevitabilmente che gli orientali si sentivano romani, ma la loro cultura e lingua era greca. E si badi bene che Romei non deriva dal popolazzo ignorante, o la parola non avrebbe avuto la forza di tramandarsi per forma scritta. La capitale stessa dell’Impero, che doveva essere una nuova Roma anche fisicamente e che era stata fondata e dedicata al fondatore dell’Impero cristiano (che i medievali contrapponevano con grande forza all’Impero pagano), fu ribattezzata dai Romei con l’antico nome greco di Bisanzio. E questo non avvenne dopo molto, se già pochi anni dopo l’imperatore Valente si rivolgerà all’Oriente come Bizantino.

Anche il sostrato greco dell’Impero di Bisanzio non era però predominate, dato che l’imperatore Giustiniano non ci mise due secondi a chiudere la millenaria Scuola Platonica di Atene, nel 529. Va sottolineato che Giustiniano fu l’imperatore più filo-romano della storia di Bisanzio, ma se persino lui decise di trascrivere in greco un’intera parte del suo Corpus Iuris Civilis un motivo ci sarà.

La polizia turca sul luogo di un attentato

La lingua ufficiale dell’Impero di Bisanzio oscillò fra il latino e il greco per vari secoli, finché Basilio II tagliò uno degli ultimi legami con l’Occidente e dal VII secolo in poi i Bizantini poterono tranquillamente dirsi greci. Tranquillamente in realtà non proprio, visto che “greco” restò per lungo tempo un grave insulto diffuso nell’Impero.

La complessissima storia di Bisanzio e il suo quasi totale isolamento dall’Occidente fu terreno fertile per racconti e leggende. Dopo il crollo demografico del IV-V secolo, il concetto di città rischiò quasi di scomparire in Occidente. Ormai la vita era nelle campagne e le città potevano dirsi tali solo per la presenza di un vescovo in mezzo a uno sparuto mucchio di case e qualche resto romano. Bisanzio fu la prima vera città moderna, con decine di migliaia di abitanti difesi da mura imponenti. Quando Carlo Magno mandò ambasciate a Bisanzio, l’impressione fu enorme: i racconti narrano di mura invincibili erette dagli dei, di una città dorata che grondava di vita e ricchezza, e di palazzi favolosi in cui gli imperatori si crogiolavano in un lusso indescrivibile. Per gli occidentali, Bisanzio divenne, nel bene e nel male, una meravigliosa El Dorado.

Oggi, ovviamente, rimane ben poco di quella Bisanzio, le cui mura invincibili caddero per mano del mondo moderno, sotto il fuoco di cannoni. La Turchia di oggi, in fondo, assomiglia molto alla vecchia, intrappolata fra radici islamiche e sogni filoeuropei, in cui splendidi paesaggi vengono deturpati da un terrorismo che parla di radici da non perdere, ma evidentemente non conosce a fondo la propria storia.

Luca Mombellardo per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.