Pordenonelegge: una full immersion nei libri in compagnia degli autori, in una città-biblioteca

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Già soltanto provare a comprimere uno degli aspetti imperdibili, quello delle anteprime, risulta una missione impossibile, un’impresa titanica: perché tra 58 eventi di assoluto livello, di rilevanza nazionale o addirittura mondiale, non è umanamente possibile assegnare una scala di priorità univoca. Pragmaticamente, scegliamo (forse) il seguito di Ritratto di signora, di Henry James, che John Banville porta sulla pagina con Isabel, in uscita per Guanda, per la curiosità che ci suscita il coraggio di un romanziere capace di cimentarsi non solo col sequel di un capolavoro assoluto ma addirittura di farlo con uno stile à la rispetto al progenitore. Ma che dire della presenza di Jeffrey Deaver (ah, le trame inestricabili di Jeffrey Deaver di Vecchioni), oppure del fatto che Arturo Perez Reverte, farà tappa in Italia soltanto a Pordenone per presentare l’ultimo libro in uscita l’11 settembre L’ultima carta è la morte? Sicuramente, possiamo dire che anche questa diciannovesima edizione di Pordenonelegge, che andrà in scena nella città del Friuli – Venezia Giulia occidentale dal 19 al 23 settembre prossimi, trova in questi ed altre centinaia di eventi la spiegazione della posizione di assoluta rilevanza nazionale nel panorama dell’editoria e della letteratura.

Pieluigi Cappello, il 2018 di Pordenonelegge è dedicato a lui

I numeri di questa edizione, come sempre curata da Gian Mario Villalta (in qualità di direttore artistico), Alberto Garlini e Valentina Gasparet, sono impressionanti: 58 anteprime, come si diceva, ma anche presentazioni di oltre 600 autori di case editrici nazionali ed internazionali; il tutto, in una straordinaria forma “diffusa”, che caratterizza da sempre Pordenonelegge, tanto che ad ospitare gli eventi saranno oltre 40 location sparpagliate sul territorio cittadino. In  pratica, per quattro giorni, Pordenone diventa una sorta di libreria-laboratorio nel quale decine di migliaia di visitatori camminano tra i libri, ascoltano di libri, respirano libri, in un’ambientazione che riempie gli occhi anche in senso grafico, con le strade invase dal giallonero del logo – mutevole, essendo per quest’anno una ciliegia nera in campo giallo.

È Alberto Garlini, che abbiamo incontrato, a confermarci che ormai le dimensioni di Pordenonelegge sono tali da non poter essere riassunte: «Il consiglio che do a chi volesse venire a visitarci è quello di programmare le cose di maggior interesse personale, consultando i canali ufficiali, come il sito, che sarà costantemente aggiornato, consultabile giorno per giorno e autore per autore». Anteprime assolute e novità di stagione, quindi, e naturalmente non soltanto di letteratura, ché ad affollare i banchi e le sedi degli eventi non ci saranno soltanto romanzi ma argomenti di ogni tipo, dalla poesia alla politica, dalla storia all’attualità, dal territorio alla letteratura giovanile: a questo proposito, vale la pena di ricordare che in ottemperanza alla mission, non espressa ma reale, di diffusione della lettura e dell’educazione alla lettura, Pordenonelegge ha anche la sua sezione dedicata ai libri per ragazzi, con le firme italiane più importanti del momento.

Una macchina organizzativa che conta sugli angeli, lo staff di Pordenonelegge

Per il resto, Michela Murgia, Robert Harris, Lisa Halliday, Sunjeev Sahota, David Litt, Prabda Yoon, Pierre Lemaitre, Predrag Finci, Carlo Lucarelli, Valerio Massimo Manfredi e via elencando: a dare l’impressione della costruzione di una città nella città, veramente multietnica e multiculturale, nella quale la diversità è un’occasione e la contaminazione non è un timore o un insulto bensì una constatazione felice.

E poi, Pordenonelegge è anche editore, dato che da quattro anni insieme a LietoColle edita le due collane dedicate alla poesia in Italia; la Gialla per i talenti emergenti porta in dote quattro nuovi libri, cui si aggiungono quelli Gialla Oro, dedicata alle firme eccellenti della poesia italiana, e non solo: quest’anno infatti per la prima volta viene tradotta in Italia la poetessa statunitense Martha Serpas e verrà dedicato un omaggio al portoghese Luis Quintais. Ma soprattutto, come ci fa notare ancora Garlini, Pordenonelegge 2018 apre nel segno di Pierluigi Cappello, il pluripremiato poeta friulano scomparso un anno fa a soli 50 anni: mercoledì 19 settembre, alle 18.30 al Teatro Verdi si presenta Un prato in pendio. Tutte le poesie 1992-2017, l’opera omnia che include alcune poesie inedite.

Alla presentazione della penultima edizione, i tre curatori Villalta, Gasparet e Garlini

In sostanza, Pordenonelegge è qui, gioiosa e non riassumibile: una vera e propria Festa del libro con gli autori, come recita lo slogan di quest’anno, che fa il paio col logo, quella ciliegia nera di cui dicevamo sopra. Perché la ciliegia? Molto semplicemente, come illustra il video promozionale, perché un libro tira l’altro, proprio come le ciliegie. O almeno, è quello che sperano i curatori di Pordenonelegge: e noi con loro, ché di libri abbiamo bisogno, oggi più che mai e non solo come riempitivo delle giornate, ma come fondamento dell’esistenza.

E abbiamo bisogno di manifestazioni come Pordenonelegge, che facciano amare la cultura e che rendano  i libri appetibili, come ciliegie, per un pubblico sempre più vasto.

Vieri Peroncini per MIfacciodiCultura

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